Le location di Un futuro aprile, film sulla strage di Pizzolungo in arrivo su Rai 1 e RaiPlay il 21 maggio 2026, aggiungono intensità alla storia. La produzione (Rai Fiction ed Elysia Film) ha scelto di girare nei luoghi dove sono realmente accaduti gli avvenimenti narrati: un tratto di costa siciliana di straordinaria bellezza, sconvolto negli Anni Ottanta da una delle più tristi tragedie mafiose, prima di diventare un simbolo della lotta contro la criminalità organizzata.
Indice
Di cosa parla
Il 2 aprile 1985 Barbara Asta è in macchina con i due figli gemelli di sette anni: sta percorrendo la strada che collega Pizzolungo, una frazione di Erice, a Trapani. Sulla stessa strada viaggia il giudice Carlo Palermo (interpretato da Francesco Montanari), da poco arrivato in Sicilia per continuare le indagini di Ciaccio Montalto, giudice ucciso dalla mafia. A lui era destinata l’autobomba che, esplodendo, uccide Barbara e i gemellini.
Per anni, mentre il padre si batte per avere giustizia, Margherita, l’altra figlia di Barbara che è riuscita a salvarsi solo perché quel giorno era già a scuola (interpretata da schermo Ludovica Ciaschetti), considera il giudice Palermo colpevole della morte della madre e dei fratellini. Un incontro faccia a faccia tra la donna, nel frattempo diventata simbolo vivente della lotta contro la mafia, e il giudice dilaniato a propria volta dai sensi di colpa si traduce finalmente in un momento di riconciliazione e rinascita per entrambi. Il film di Graziano Diana racconta questo momento, ispirandosi liberamente al libro “Sola con te in un futuro aprile”, scritto da Margherita Asta con Michela Gargiulo.
Dov’è stato girato il film
Pizzolungo
Tra le location di Un futuro aprile la principale è Pizzolungo, località della provincia di Trapani dove avvenne la strage in cui persero la vita la mamma e i fratellini di Margherita Asta.
Questo tratto di costa allungato nel Golfo di Bonagia è famoso per la sua natura rocciosa e brulla: le calette solitarie sono ideali per concedersi un bagno in totale relax, lontani dalla folla di vacanzieri e circondati dai tanti locali che le frequentano, mentre l’acqua cristallina e che subito si fa profonda è perfetta per fare snorkeling già a pochi metri dalla riva.
Per i più appassionati di mitologia è da sapere che Pizzolungo è considerato il luogo in cui approdò Enea dopo la morte del padre Anchise: non a caso la zona è detta anche Piana d’Anchise. Una stele degli Anni Trenta ricorda l’avvenimento e i giochi che si sarebbero svolti un anno dopo la morte in memoria di Anchise. Più in generale l’intera toponomastica della frazione è ispirata a questa tradizione.
Pizzolungo è, come accennato, una frazione di Erice: un borgo medievale arroccato – a oltre 750 metri – sull’omonimo monte. Passeggiare nelle viuzze acciottolate, curiosare tra le botteghe di artigianato (ceramiche e corallo sono tra i prodotti più tipici), assaggiare dolci preparati secondo ricette mai variate nel tempo (quella delle genovesi ericine, per esempio) e naturalmente ammirare le fantastiche vedute dall’alto sulle isole Egadi, le saline di Trapani, la vallata circostante sono tra le cose da fare a Erice.
Non mancano, però, luoghi di profondo interesse storico-artistico come il Duomo, Torretta Pepoli, i Giardini del Balio, le cosiddette Mura Ciclopiche e soprattutto il Castello di Venere, costruito su quello che doveva essere in antichità uno dei luoghi di culto dedicati alla dea dell’amore più frequentati di tutto il Mediterraneo.
Valderice
Nelle scene di Un futuro aprile compaiono molte vedute di Valderice: altro comune del trapanese, il cui paesaggio è caratterizzato da colline coltivate che lentamente diradano verso il mare e punteggiato qua e là da costruzioni caratteristiche come i bagli.
Le tenute gentilizie costituiscono, del resto, il grosso del patrimonio artistico culturale della città: in centro ce ne sono di ancora perfettamente conservate come Villa Betania, per citare la più famosa. Lo stesso vale per chiese come il Santuario di Nostra Signora della Misericordia, la chiesa Maria S.S. della Purità e quella di Cristo Re, che dà il nome alla principale piazza di Valderice.