Valentina Cappio, Trentino: “Una destinazione non è un prodotto fisico, una destinazione è fatta di persone”

Trentino, tra stagioni "lente", grandi eventi e il valore dell'accessibilità

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Ilaria Santi

Giornalista & reporter di viaggio

Giornalista, viaggia fin da quando era bambina e parla correntemente inglese e francese. Curiosa, autonoma e intraprendente, odia la routine e fare la valigia.

Dai colori avvolgenti del foliage autunnale nei boschi di larici al fascino delle vette che si preparano alla stagione invernale, il Trentino si conferma una destinazione capace di rinnovarsi continuamente nel segno dell’autenticità e della vivibilità. Tra festival legati all’enogastronomia e alle vendemmie, mostre d’arte nei grandi poli culturali come il Mart di Rovereto o il MUSE di Trento, ed esperienze uniche come i concerti di Ice Music nell’igloo del ghiacciaio Presena, l’offerta del territorio punta sempre più a una fruizione d’eccellenza e a un ritmo di viaggio lento e consapevole.

In occasione del TTG Travel Experience di Rimini, abbiamo incontrato Valentina Cappio, Responsabile della Comunicazione di Trentino Marketing. Nell’intervista ci ha illustrato la ricca programmazione delle “belle stagioni”, l’eredità lasciata dalle grandi competizioni sportive internazionali e la sfida ambiziosa verso il 2026-2027: ottenere la certificazione di sostenibilità turistica per l’intero territorio, garantendo al contempo massima accessibilità, servizi integrati per la mobilità e un’esperienza a misura sia per i residenti sia per i cittadini temporanei.

Cosa raccontate qui al TTG di Rimini? 

Parliamo un po’ dell’autunno che è nel pieno del foliage, per cui è bellissimo venire nei nostri boschi, tra i larici che diventano d’oro e con le foglie che scricchiolano sotto i piedi, a vivere davvero una montagna che, in questa stagione, è al suo meglio, c’è questa luce davvero molto calda, tutti i sentieri, questo tempo lento, di riconnessione prima dell’inverno. E poi ci sono tantissimi eventi.

Ovviamente la vendemmia che si è appena conclusa, ci sono tantissimi eventi a tema vino. In Val di Cembra, ad esempio, ci sono i weekend delle antiche cantine aperte. La Val di Cembra è famosissima per l’agricoltura eroica, ci sono dei terrazzamenti fantastici. Quindi ci sarà del Trento DOC, le nostre bollicine… Oppure c’è un evento sul Sasso Lungo dove si assaggiano e si degustano i vini, quindi vino e 3.000 metri di altitudine, un connubio bellissimo perché da un lato c’è la  pazienza che richiede la terra, dall’altro c’è la maestosità della montagna, quindi è davvero un’esperienza molto bella.

Il tempo delle mele in Val di Non, terra di mele, c’è Pomaria (17-18 ottobre 2026) dove si festeggia la raccolta delle mele, tutti i borghi sono in festa, si incontrano i contadini, ci si ci si racconta, si assaggiano i piatti della tradizione. C’è la Sagra della Ciuìga (30 ottobre – 1° novembre 2026) a San Lorenzo Dorsino, un insaccato famosissimo dei tempi poveri, è una gran festa anche lì, è tempo di funghi: quindi, davvero, per chi ama l’enogastronomia e la natura, è veramente il momento perfetto.

La cultura: il Trentino viene associato quasi sempre alla alla natura e alla montagna, ma è una terra ricchissima di cultura, di storia. Abbiamo il MART con l’ultimo weekend di Giacomo Balla, quindi non solo quadri, ma anche oggetti di arredo, perché il futurista ama portare l’arte fuori dal dipinto e nella vita di tutti i giorni. C’è il Buonconsiglio (castello-museo, ndr) che ha una bellissima mostra, tra l’altro in tre sale spesso che sono state sempre chiuse al pubblico, sulla sulla civiltà egizia, molto bella. Il MUSE (Museo delle Scienze, ndr) è bellissimo da vedere con le famiglie. Quindi davvero un autunno ricchissimo.

E fra un po’ arriviamo all’inverno, aspettiamo tutti la neve come i bambini! Gli impianti dovrebbero essere aperti molti già dal 20 novembre, per cui ci aspettiamo una stagione ricchissima. Veniamo dalle Olimpiadi, quindi una legacy importante che ci posiziona sicuramente come un territorio che sa accogliere, sa organizzare e ha sicuramente delle piste d’eccezione. Grandi eventi sportivi, la famosa 3Tre (Madonna di Campiglio, ndr), le gare di Coppa del Mondo, ma anche eventi non sportivi molto belli. Uno fra tutti, l’Ice Music sul ghiacciaio Presena: è un igloo in cui ci sono degli strumenti musicali fatti col ghiaccio, quindi dei concerti davvero molto particolari e un’atmosfera bellissima.

In realtà ci sono tante novità: impianti rinnovati; prezzi dinamici in diverse ski area che invogliano con l’acquisto dello ski pass online per non fare la fila alle casse, per un’esperienza più godibile da parte di tutti e premia naturalmente i momenti di minor picco; il numero ideale a Campiglio, che viene riproposto anche quest’anno, per gestire i flussi, è stato il primo e ha funzionato molto bene, quindi siamo prontissimi per accogliere…

Poi ci sono i mercatini di Natale…

Ci sono i Mercatini di Natale e grandissima attenzione, devo dire, al tema della sostenibilità e dell’accessibilità. Ecco, come territorio forse questo è un elemento di innovazione che mi piace ricordare: molto spesso una destinazione si misura sugli arrivi e sulle presenze, di fatto sono numeri, sono parametri importanti, però oggi una destinazione si misura anche sulla qualità della vita che riesce a garantire, no? (Trento è al 1° posto della classifica generale del Sole 24 Ore, ndr) Una destinazione che può garantire una crescita equilibrata e duratura è quella che riesce a garantire anche una qualità della vita per i residenti e per i cittadini temporanei, i nostri ospiti. Per cui, come destinazione ci stiamo impegnando, entro fine del 2026, inizio 2027, per avere tutto il territorio certificato secondo standard internazionali per quanto riguarda la sostenibilità turistica, che si traduce in un impegno molto pratico e verificabile: intanto, su iniziative come la mobilità, ad esempio, tutti i servizi della mobilità pubblica sono inclusi nella nostra Trentino Guest Card, quindi senza costi aggiuntivi per tutti gli ospiti che pernottano in Trentino. E poi ce ne sono tante: l’accessibilità, ci sono scuole di sci che hanno fatto un percorso molto importante proprio di accompagnamento con persone con disabilità, attrezzature adatte proprio per lo sci o altre attività sulla neve, impianti attrezzati per persone con disabilità, quindi per noi è un tema molto importante.

Importanti anche altre iniziative che premiano proprio questo patto tra ospite e cittadino per tutelare un ambiente che non è patrimonio del Trentino, è patrimonio di tutti e soprattutto delle generazioni future.

Hai accennato alle Olimpiadi Milano-Cortina 2026: quanto questa vetrina ha influenzato gli arrivi italiani e, soprattutto, stranieri?

Sicuramente posso dirti che hanno avuto un ottimo impatto su tutto il territorio trentino, non soltanto sulla Val di Fiemme che poi è stata la vallata che ha ospitato le medaglie olimpiche, in particolare. Quindi, devo dire che lo sentiamo, ma in realtà la vera legacy non è soltanto sugli arrivi e sulle presenze, è su tutta l’infrastruttura che è stata migliorata, sulla formazione che è stata fatta agli operatori e che rimane comunque sul territorio per chi poi ci verrà a trovare.

Ottimi numeri anche in estate, devo dire, e ottimi numeri anche su quelle che noi chiamiamo le “belle stagioni“, che sono la primavera e l’autunno, su cui puntiamo molto per il tema di cui ti dicevo prima: cioè, una destinazione sostenibile è una destinazione che riesce a comunque a garantire un territorio vivo tutto l’anno, sia per il cittadino sia per il residente, per cui sicuramente noi siamo molto contenti.

Facendo delle previsioni sui trend di viaggio dei prossimi anni, ribadisci questo concetto appunto della sostenibilità, della vivibilità, dell’accessibilità?

Assolutamente sì. Io penso che sia cambiato il modo di viaggiare, oggi. Dobbiamo stare anche attenti a identificare le motivazioni di viaggio con delle località in particolare, perché una destinazione non è un prodotto fisico, una destinazione è fatta di persone. Quindi, tendenzialmente, quando si viaggia è perché siamo attratti da qualcosa di intangibile, che sono un ecosistema di valori, di abitudini, di modi di vivere, di tutelare il territorio. Io dico sempre che un ospite vuole bene a una destinazione quando i cittadini di quella destinazione vogliono bene al proprio territorio.

È un po’ un circolo virtuoso che si autoalimenta, quindi penso che oggi il viaggio vada in quella direzione, verso destinazioni in cui è evidente questo amore verso ciò che rende speciale quella destinazione. E questo significa un modo più lento di viaggiare, la bicicletta, i cammini, l’artigianalità, il ritorno al contatto con lo stile di vita locale, sicuramente.

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