Il Danubio compie una curva magistrale circa un’ora a ovest di Vienna, insinuandosi in una gola profonda quasi 40 chilometri che racchiude l’essenza stessa della storia mitteleuropea. Questa frattura geografica prende il nome di Valle del Wachau, un fazzoletto di terra miracolato da un microclima unico e generato dall’incontro tra le correnti fredde boscose del Waldviertel e il respiro caldo proveniente dalle pianure pannoniche a oriente.
La Wachau, quindi, è uno di quei territori che conquista grazie a un equilibrio raro tra natura, storia e vita quotidiana. Situata nella Bassa Austria, si sviluppa tra Melk e Krems e nel 2000 l’UNESCO l’ha inserita tra i Patrimoni dell’Umanità riconoscendone il valore culturale e paesaggistico. Una decisione legata alla straordinaria armonia tra attività umana e ambiente naturale, frutto di secoli di coltivazione, commercio e architettura.
Del resto, la presenza dell’uomo in quest’area affonda le radici in epoche remotissime: gli archeologi hanno rinvenuto testimonianze risalenti a circa 30.000 anni fa. Vi basti pensare che nei pressi di Willendorf venne scoperta la celebre Venere di Willendorf, una delle più importanti statuette preistoriche mai ritrovate. Oggi la Wachau mantiene intatta quella capacità di raccontare il passato senza rinunciare alla propria anima agricola.