L’Isola di Ons è la Galizia più selvaggia: tra scogliere oceaniche, fari battuti dal vento e spiagge chiarissime

Davanti alla costa atlantica della Spagna prende forma una terra minuta, aspra, luminosa, abitata dal mare, dalle leggende e da una memoria marinara che resta impressa a lungo

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Serena Proietti Colonna

Travel blogger

PhD in Psicologia Cognitiva, Travel Blogger, Coordinatrice di Viaggio e Redattrice Web di turismo, una vita fatta di viaggi, scrittura e persone

La Galizia porta spesso negli occhi una sola immagine, quella delle guglie di Santiago de Compostela, delle conchiglie del Cammino e delle piazze di granito lucido sotto la pioggia. Ma la verità è che c’è pure l’Isola di Ons, Illa de Ons in lingua locale, che appare all’ingresso della Ría de Pontevedra come una lama di roccia distesa sull’Atlantico. Lunga 5,6 chilometri e larga appena 1,3, è modellata da milioni di anni di erosione marina, vento salmastro e correnti fredde provenienti dal largo. Dal 2002 fa parte del Parco Nazionale Marittimo-Terrestre delle Isole Atlantiche della Galizia, insieme alle isole Cíes, Sálvora e Cortegada.

Si tratta di una piccolissima terra emersa che però conserva un paesaggio che cambia nel giro di pochi minuti e dove vivono ancora poche persone in maniera stabile (distribuite in 9 minuti nuclei rurali). Sotto la superficie dell’acqua, tra le altre cose, si nasconde uno degli ecosistemi più ricchi della penisola iberica.

Correnti profonde cariche di ossigeno e nutrienti alimentano foreste di alghe, molluschi, polpi, granchi e cetacei di passaggio. Sopra le falesie, invece, dominano marangoni dal ciuffo, gabbiani reali e una flora in grado di resistere a condizioni dure, tra erica, ginestra e la rarissima Retama de Ons, pianta endemica diventata simbolo dell’arcipelago.

Cosa vedere sull’Isola di Ons

È assolutamente inutile negarlo: si possono fare tutti i racconti turistici del mondo, ma ci sono dettagli che si scoprono e comprendono davvero solo una volta sbarcati. Nello specifico di Ons è che l’isola possiede una doppia anima. Da una parte il villaggio, la vita quotidiana e i sentieri segnati; dall’altra un volto quasi primitivo, scolpito da onde che arrivano da migliaia di chilometri di oceano aperto.

O Curro, il centro abitato che profuma di mare

Appena lasciato il molo, O Curro è un minuscolo villaggio che accoglie con case semplici, facciate chiare, piccoli orti protetti dal vento, muretti in pietra e una chiesa che racconta la dimensione raccolta della comunità isolana. Qui pulsa la vita locale, fatta di ristoranti familiari, piccole botteghe, pescatori che parlano in galiziano stretto e reti appese ad asciugare.

Faro de Ons, sentinella del 1926

A 119 metri sul livello del mare, accanto all‘Alto do Cucorno che raggiunge quota 128, si trova il grande faro di quest’isola di Spagna. Costruito nel 1926, rappresenta uno degli ultimi fari della costa galiziana abitati stabilmente dai guardiani (sì, è ancora attivo). Dal suo piazzale la vista corre verso Sanxenxo, A Lanzada, la Ría de Arousa, l’isola di Sálvora e, durante giornate limpide, persino verso le Cíes.

Mirador de Fedorentos

Fedorentos è un belvedere che si apre come un balcone naturale affacciato sull’isolotto di Onza, separato da appena 600 metri di mare. Onza, con 32 ettari di superficie, appare compatta, selvaggia e quasi inaccessibile.

Buraco do Inferno

Il nome significa Buco dell’Inferno, e già questo racconta parecchio. Si tratta di una gigantesca fessura verticale scavata nella roccia dall’azione continua dell’Atlantico. Circa 80 metri di profondità, pareti umide e un’eco potente durante le mareggiate. Le leggende locali parlano di urla, anime perdute e presenze antiche.

Punta do Centolo

Nella parte settentrionale dell’isola, Punta do Centolo è un promontorio che regala una prospettiva ampia sulla Ría de Arousa. Durante la stagione della nidificazione, tra l’1 aprile e il 31 agosto, l’accesso subisce limitazioni per tutelare l’avifauna marina.

Laxe dos Cregos

Tra rocce modellate dal tempo riposa una sepoltura antropomorfa scavata nella pietra. Il suo nome è Laxe dos Cregos, ma l’origine è ancora discussa. Non mancano però diverse e numerose interpretazioni, come racconti popolari tramandati per generazioni. In sostanza, è un frammento archeologico piccolo nelle dimensioni, ma enorme nella suggestione.

Le antiche rovine del Castelo

Nella zona settentrionale ci sono i resti di una fortificazione difensiva del XIX secolo. Difficile pensare a un posto più adatto per comprendere quanto questo lembo di terra fosse strategico nel controllo dell’ingresso della ría.

Le spiagge più belle dell’Isola di Ons

Le spiagge di Ons possiedono una purezza quasi caraibica, sebbene la temperatura dell’acqua ricordi immediatamente la latitudine settentrionale. Il lato orientale, infatti, custodisce arenili chiarissimi, acqua trasparente e fondali bassi. E il fatto più curioso è che nessuna spiaggia assomiglia davvero all’altra. Tra quelle da non perdere ci sono:

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Una delle magiche spiagge dell’Isola di Ons

Dove si trova e come arrivare

L’Isola di Ons appartiene alla comunità autonoma della Galizia, nella provincia di Pontevedra, proprio davanti all’ingresso della ría omonima. La distanza dalla terraferma è di circa 4 chilometri, quindi abbastanza vicina per sentirsi collegata al continente, ma piuttosto lontana per regalare una sensazione di frontiera.

Durante la stagione più calda partono traghetti da Bueu, Sanxenxo, Portonovo, Combarro e in alcune date anche da Vigo. La traversata richiede più o meno 45 minuti. Prima della partenza serve un’autorizzazione ufficiale rilasciata dalla Xunta de Galicia, misura introdotta per proteggere l’equilibrio ambientale del parco nazionale.

Poi resta soltanto il mare. Ed è in quel momento che Ons smette di essere una semplice destinazione: diventa un luogo che mai più se ne va dalla memoria.

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