Comino è l’isola di Malta che custodisce torri, cale di pietra e una laguna diventata leggenda

Tra le scogliere calcaree dell'arcipelago maltese, galleggia un lembo di terra selvaggia che i locali chiamano Kemmuna: qui il tempo rallenta bruscamente

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Serena Proietti Colonna

Travel blogger

PhD in Psicologia Cognitiva, Travel Blogger, Coordinatrice di Viaggio e Redattrice Web di turismo, una vita fatta di viaggi, scrittura e persone

Al centro di uno stretto tratto di Mediterraneo che nei secoli ha visto mercanti, corsari, cavalieri, soldati britannici e pescatori, appare una lingua di roccia chiara chiamata Kemmuna, Comino in italiano. Siamo perciò tra Malta e Gozo, proprio dove un frammento di terra si mostra con le sue falesie che si aprono in tagli improvvisi, la macchia mediterranea che profuma di timo e finocchio selvatico e il vento che l’attraversa senza incontrare città, strade trafficate o quartieri abitati.

Comino, infatti, è la più piccola tra le isole abitate dell’arcipelago maltese con i suoi appena 3,5 km², due residenti ufficiali e una sola famiglia diventata quasi leggendaria tra i locali. Il nome (probabilmente) deriva dal cumino, pianta aromatica che per secoli ha ricoperto ampie porzioni del territorio.

Qui mancano strade asfaltate, circolano pochissime auto e l’elettricità arriva tramite cavi sottomarini che sembrano collegare questo microcosmo a una realtà lontana. Una sorta di santuario naturalistico protetto, un paradiso per chi cerca l’essenziale sotto un sole che non ammette distrazioni. Eppure, l’isola porta con sé una storia molto più intensa delle sue dimensioni.

Cosa fare e vedere a Comino

L’isola di Comino si visita facilmente a piedi, anche se la conformazione del terreno richiede scarpe solide e una certa attenzione. I percorsi sterrati collegano promontori, costruzioni militari, vecchi edifici sanitari e insenature scavate dal mare in migliaia di anni.

Torre di Santa Maria

La sagoma più riconoscibile dell’isola appare su un’altura a circa 80 metri sul livello del mare: la Torre di Santa Maria. Venne costruita nel 1618 per volontà del Gran Maestro Alof de Wignacourt, figura centrale nella storia militare maltese. Il blocco quadrato, compatto, con mura spesse quasi 6 metri, faceva parte di una rete di torri di segnalazione tra Malta, Gozo e Mdina. Fumo di giorno, fuoco di notte, ma in entrambi i casi segnali visibili da chilometri.

Durante l’occupazione francese la struttura venne trasformata in carcere per spie, mentre nei conflitti mondiali tornò utile come punto d’osservazione. Ancora oggi, salendo fino alla piattaforma superiore, si abbraccia con lo sguardo quasi tutto l’arcipelago.

St. Mary’s Gun Battery

Sul versante meridionale “riposa” una batteria costiera costruita nel 1715. La piattaforma semicircolare, rivolta verso il canale tra Malta e Comino, custodiva cannoni destinati alla difesa marittima. Il restauro degli anni ’90 ha riportato in luce gran parte dell’impianto originario, al punto che restano ancora oggi la polveriera, i vani per la guarnigione e alcuni pezzi d’artiglieria.

Grotte marine di Santa Maria

Le Grotte marine di Santa Maria rappresentano uno dei sistemi carsici più spettacolari dell’arcipelago. Si presentano con pareti lisce, ingressi bassissimi e camere interne che riflettono luce azzurra. Alcuni tunnel proseguono sotto il livello del mare, ragione per cui l’area è diventata una delle mete più ricercate dai subacquei. Attorno a Comino, del resto, si contano ben 12 siti ufficiali di immersione.

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Le incredibili grotte marine di Comino

Cappella di Santa Maria

Piccola, tozza e quasi austera è la Cappella di Santa Maria, risalente al 1618 e dedicata al Ritorno della Vergine dall’Egitto. Per decenni i pochi residenti dipendevano spiritualmente dalla diocesi di Gozo. Durante il maltempo, la messa veniva seguita tramite un sistema di segnali visivi dalla costa.

Comino Isolation Hospital

Tra gli edifici meno raccontati appare l’ex ospedale d’isolamento, così chiamato perché nel XIX secolo accolse pazienti colpiti da epidemie. Più tardi ospitò prigionieri tedeschi durante la Prima Guerra Mondiale. Le sue linee essenziali, quasi industriali, contrastano con la bellezza brutale del paesaggio.

I sentieri dell’isola

Comino misura circa 2,5 km per 1,5 km. Questo significa che in poche ore si attraversa quasi interamente. Triq Congreve, antica pista sterrata bordata da oleandri, collega la zona di Santa Maria alla torre. Da vari punti panoramici la costa settentrionale di Malta sembra vicinissima, persino quasi raggiungibile a nuoto (ma no, non è così).

Le spiagge più belle di Comino

La trasparenza dell’acqua attorno a Comino colpisce fin dal primo sguardo, complice la natura calcarea del fondale e la straordinaria limpidezza del mare maltese. Le sfumature turchesi, infatti, nascono dall’incontro tra luce mediterranea, fondali chiarissimi e roccia calcarea. Ciò vuol dire che chi arriva soltanto per la famosa laguna (che è assolutamente da non perdere) vede appena una parte del quadro. Tra le spiagge più belle segnaliamo:

Dove si trova e come arrivare

Il punto d’imbarco più pratico da Malta per raggiungere Comino si trova presso il Cirkewwa Ferry Terminal, all’estremità nord dell’isola principale. La traversata dura circa 25 minuti. Da Gozo, tra le altre cose, partono collegamenti regolari dal porto di Mġarr Harbour. Durante l’alta stagione sono disponibili anche escursioni da Sliema, Bugibba e La Valletta.

Per la Blue Lagoon, tra maggio e ottobre, conviene registrarsi in anticipo sul sistema ufficiale di accesso introdotto nel 2025. Il periodo più riuscito è quello che va da aprile a giugno, oppure tra fine settembre e novembre. La luce resta potente, il mare mantiene temperature piacevoli e l’isola ritrova quella personalità ruvida, autentica, quasi segreta, che in pieno agosto rischia di sparire dietro il rumore dei motori (sì, è una di quelle località che in estate è piuttosto frequentata).

Comino, in fondo, dà il meglio quando resta fedele al suo carattere originario: piccola, aspra, quasi disabitata e, soprattutto, indimenticabile.

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