Laudemio, il lago glaciale più meridionale d’Europa tra faggete antiche e vette del Sirino

Un fazzoletto di smeraldo custodito tra le vette dell'Appennino Lucano, ideale per chi cerca la quiete profonda dei boschi primordiali della Basilicata

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Serena Proietti Colonna

Travel blogger

PhD in Psicologia Cognitiva, Travel Blogger, Coordinatrice di Viaggio e Redattrice Web di turismo, una vita fatta di viaggi, scrittura e persone

A prima vista sembra un piccolo lago alpino finito per errore nel cuore della Basilicata, quasi uno “scherzo” della natura. Ma il Lago Laudemio, conosciuto anche con il nome di Remmo, occupa per davvero una conca montana a 1.525 metri di altitudine sulle pendici del Monte Papa (la vetta principale del Massiccio del Sirino). Le sue acque limpide, i profili boscosi e i rilievi che superano i 2.000 metri costruiscono uno scenario sorprendente per chi associa il Sud Italia soprattutto a coste e paesaggi mediterranei.

La sensazione più intensa arriva osservando il contesto che lo circonda: faggi alti e compatti delimitano gran parte del perimetro, mentre gli ontani contribuiscono a dar vita a una cornice vegetale particolarmente rara per queste latitudini. L’area rientra nella Riserva Naturale Regionale del Lago Laudemio, istituita nel 1985 per tutelare un patrimonio naturalistico considerato tra i più preziosi del nostro meridione.

Cavalieri del passato, briganti in cerca di riscatto e pastori transumanti utilizzavano questo angolo riparato come rifugio sicuro durante i lunghi spostamenti stagionali tra lo Ionio e il Tirreno. Oggi, invece, il sito accoglie i viaggiatori con la sua aria frizzante (e non solo). Del resto, stiamo parlando del lago glaciale più a sud d’Italia e d’Europa.

Origine e formazione del Lago Laudemio

La storia del Lago Laudemio inizia migliaia di anni fa, durante il Quaternario, quando il clima del Vecchio Continente era dominato da grandi glaciazioni. In quel periodo un vasto ghiacciaio occupava il versante settentrionale del gruppo montuoso Sirino-Papa. La massa di ghiaccio scendeva dalle quote più elevate del Monte Papa per circa 4 chilometri, raggiungendo l’area di Pétina Chiana.

Durante il lento ritiro del ghiacciaio si formò una morena frontale, cioè un accumulo di detriti trasportati dal ghiaccio. Proprio questa barriera naturale trattenne le acque di fusione, dando origine al lago visibile ancora oggi. Un’origine molto particolare e che rende il Laudemio un caso eccezionale: oltre a essere il lago glaciale più meridionale d’Italia e d’Europa, è uno dei pochissimi bacini di questo tipo presenti nell’Appennino. L’estensione supera di poco i 2 ettari, dimensioni contenute ma che contribuiscono al suo fascino raccolto e quasi intimo.

L’intero territorio conserva importanti testimonianze del passato geologico della Basilicata. Nella zona Sirino-Papa sono stati rinvenuti fossili di grande interesse scientifico che sono simboli di ambienti radicalmente diversi da quelli attuali. Tra i reperti studiati dagli specialisti figurano resti appartenenti a mammut, rinoceronti, orsi, iene e antichi rettili.

Anche la flora presenta caratteristiche peculiari. Salendo verso le quote superiori, infatti, compaiono specie botaniche estremamente rare, tra cui la Vicia sirinica e l’Astragalus sirinicus, piante presenti esclusivamente su queste montagne. Un’eccezionale caratteristica che conferisce ulteriore valore naturalistico all’intera area protetta.

Cosa fare e vedere al Lago Laudemio

Dobbiamo essere onesti sin da principio: tra sentieri panoramici, ambienti forestali e punti d’osservazione naturali, il Lago Laudemio offre molto più di una semplice sosta fotografica. L’esperienza acquista profondità dedicando tempo all’esplorazione dei suoi dintorni, ricchi di dettagli che spesso passano inosservati con una sola visita veloce.

Ammirare il Lago Remmo da vicino

Il primo incontro con il Laudemio lascia quasi sempre sorpresi perché appare all’improvviso tra gli alberi, racchiuso da rilievi che sembrano proteggerlo dal resto del mondo. Nei periodi più tranquilli la superficie riflette il profilo del Monte Papa e delle faggete circostanti.

Erbe acquatiche, foglie palustri e alghe contribuiscono al suo affascinante aspetto, ricordando la sua origine antichissima e il delicato equilibrio ecologico che lo caratterizza.

Esplorare la faggeta della riserva

Gran parte del fascino del Laudemio nasce dal rapporto tra acqua e bosco. La faggeta circonda circa due terzi del perimetro lacustre e rappresenta uno degli elementi più suggestivi dell’area.

Tronchi slanciati, radure luminose e sottobosco ricco di vegetazione accompagnano l’escursione lungo i percorsi che attraversano la riserva. Durante l’autunno il paesaggio assume tonalità dorate e ramate che trasformano completamente l’ambiente.

Salire verso il Monte Papa

Per gli escursionisti più allenati, il sentiero che conduce al Monte Papa rappresenta una delle esperienze più appaganti della zona. Il percorso si sviluppa lungo il versante settentrionale del massiccio, attraversando inizialmente il bosco e successivamente ambienti più aperti e rocciosi.

Intorno ai 1.900 metri di quota compaiono le specie botaniche endemiche che hanno reso celebre il Sirino tra naturalisti e studiosi.

Osservare panorami tra i più ampi della Basilicata

Nelle giornate caratterizzate da buona visibilità, il Monte Papa offre vedute straordinarie: verso nord si distinguono l’alta Val d’Agri, il Monte Volturino e il Monte della Madonna di Viggiano: a est emerge il profilo del Monte Alpi, mentre a sud si estende il grande patrimonio forestale del Lagonegrese.

Cercare le tracce della fauna appenninica

La riserva custodisce una fauna particolarmente interessante. Tra gli abitanti più emblematici figura il lupo appenninico, simbolo della natura selvaggia dell’area. Boschi e valloni ospitano inoltre diverse specie di rapaci, piccoli mammiferi e anfibi.

Nel lago vivono trote e salamandre, mentre le zone forestali forniscono habitat ideali a numerosi animali tipici della zona. Anche senza avvistamenti diretti, la percezione di trovarsi in un ambiente ancora integro accompagna gran parte della visita.

Raggiungere il Lago Zapano

Poco distante dal Laudemio si trova il Lago Zapano, situato a circa 1.380 metri di quota nel Vallone del Cacciatore. Oggi appare molto più piccolo rispetto al passato a causa dei depositi accumulati nel corso dei secoli, ma nonostante ciò è una preziosa testimonianza dell’antica presenza dei ghiacciai sul Sirino.

Dove si trova e come arrivare

Il Lago Laudemio si trova nel territorio comunale di Lagonegro, in provincia di Potenza, all’interno del Parco Nazionale dell’Appennino Lucano Val d’Agri Lagonegrese e della Riserva Naturale Regionale che tutela il bacino. L’accesso più comodo avviene attraverso l’autostrada A2 del Mediterraneo.

Dopo l’uscita Lauria Sud si seguono le indicazioni per il Monte Sirino e per la stazione sciistica. La strada sale progressivamente tra boschi e pendii montani fino a raggiungere l’area attrezzata dalla quale partono i principali itinerari escursionistici. Lagonegro dista pochi chilometri e rappresenta il punto di riferimento principale per servizi, strutture ricettive e ristorazione.

Tra antichi ghiacciai, foreste d’alta quota e panorami che raccontano milioni di anni di storia geologica, il Lago Laudemio custodisce un volto della Basilicata sorprendente e poco conosciuto: è uno di quei luoghi che riesce ancora a trasmettere il senso della scoperta, qualità sempre più rara nei paesaggi contemporanei.

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