Il canyon che nasconde un eremo leggendario e una strada spettacolare: le Gole di Galamus, in Francia

Tra le montagne delle Corbières, il fiume Agly ha scavato un canyon spettacolare, attraversato da una strada nella roccia che conduce a un eremo secolare

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Serena Proietti Colonna

Travel blogger

PhD in Psicologia Cognitiva, Travel Blogger, Coordinatrice di Viaggio e Redattrice Web di turismo, una vita fatta di viaggi, scrittura e persone

Saremmo dei bugiardi se vi dicessimo il contrario: l’impatto con questo straordinario paesaggio d’Europa sconvolge i sensi con un’immediatezza disarmante. C’è la strada che si restringe, poi la parete rocciosa che sembra avvicinarsi sempre di più e subito dopo un basso parapetto di pietra oltre il quale c’è un precipizio impressionante. È così che si presentano le Gole di Galamus, nel sud della Francia, un territorio (conosciuto con il nome di Fenouillèdes) in cui il fiume Agly ha aperto una frattura gigantesca nel paesaggio, dando origine a uno dei canyon più spettacolari delle Corbières.

La strada stessa, scavata direttamente nella montagna, è talmente stretta da consentire il passaggio di una sola automobile in diversi punti, regalando un ambiente che definirlo emozionante è quasi riduttivo. Curva dopo curva, la carreggiata segue le irregolarità della falesia, attraversa un tunnel e passa sotto enormi sporgenze di roccia.

Poi, quasi all’improvviso, si distingue un piccolo complesso di edifici in pietra, raccolti intorno a una grotta naturale. È l’Eremo di Saint-Antoine de Galamus, antico rifugio religioso che pare appartenere alla montagna stessa, come se fosse nato direttamente per mano della Natura (ma no, non è così).

Origine e formazione delle Gole di Galamus

Siete pronti a fare un salto indietro nel tempo di milioni di anni? Sì, perché questo pazzesco angolo di Francia ha iniziato a originarsi quando il paesaggio dei Pirenei attraversava profonde trasformazioni geologiche, per la precisione circa 10 milioni di anni fa. Fu all’epoca, infatti, che le acque dell’Agly cominciarono a incidere le formazioni calcaree della regione, approfondendo progressivamente il proprio letto.

L’azione dell’acqua ha modellato pareti che, considerando l’intera struttura del rilievo, raggiungono profondità di diverse centinaia di metri. Il settore più spettacolare presenta un passaggio particolarmente angusto, mentre il paesaggio inciso dal fiume si sviluppa per circa 5 km.

Sul fondo il fiume accarezza la Terra tra vasche naturali, cascatelle e rocce levigate, assumendo sfumature che vanno dal verde smeraldo al turchese, mentre tra le falesie trovano rifugio rapaci come il falco pellegrino e il gufo reale. Sulle pendici, invece, crescono lecci, ginepri e il raro ciclamino delle Baleari, che fiorisce in primavera.

Alla storia naturale si intrecciano racconti religiosi tramandati per secoli: le cavità del canyon avrebbero accolto eremiti già dal VII secolo, sebbene le testimonianze documentarie del santuario risalgano al tardo Medioevo. Secondo la tradizione, questi uomini cercavano solitudine e raccoglimento seguendo l’esempio di Sant’Antonio Abate, figura fondamentale del monachesimo cristiano.

L’episodio più celebre risale al 1782, quando Saint-Paul-de-Fenouillet fu colpita da un’epidemia di suette, malattia caratterizzata da febbre e sudorazione intensa. Gli abitanti organizzarono una processione verso il santuario e attribuirono la successiva cessazione dell’epidemia all’intercessione del santo.

In segno di riconoscenza venne ampliata la cappella e fu piantato un platano che cresce ancora tra le rocce dell’eremo, particolare che sorprende considerando che questo è un ambiente apparentemente poco favorevole alla vegetazione.

La visita alle Gole di Galamus

Il percorso più suggestivo per scoprire al meglio le Gole di Galamus segue la stretta strada panoramica che attraversa il canyon. Un consiglio: cercate di proiettarvi davvero nel passato, perché pensare a come questa meraviglia ingegneristica sia stata realizzata alla fine dell’800 fa venire i brividi: alcuni operai affrontarono le pareti a picco, assicurati a delle corde e muniti di barre di ferro con cui scavavano la roccia.

La strada fu completata nel 1892, con la realizzazione del tunnel sul versante di Saint-Paul-de-Fenouillet. Sopra l’imbocco vennero incisi alcuni versi in occitano del poeta locale Léonce Rives, dedicati a quella che era stata effettivamente un’impresa storica.

Oggi la carreggiata segue ancora quel tracciato audace, stretto tra la montagna e il precipizio. Vi suggeriamo di prestare notevole attenzione, però, perché il vento può attraversare il canyon con notevole intensità, soprattutto nelle giornate di tempo instabile. Se volete apprezzare il panorama a 360 gradi, ciò che potete fare è lasciare l’automobile nei parcheggi situati alle estremità del tratto più stretto e proseguire a piedi lungo la strada (prestando attenzione ai veicoli). Dal belvedere, infatti, si distingue l’eremo, raccolto in una cavità della parete calcarea.

L’accesso al Santuario di Saint-Antoine de Galamus avviene attraverso un breve sentiero in discesa dal parcheggio panoramico, percorribile in circa 10 minuti, oppure mediante una scalinata ricavata nella roccia. All’interno si scopre una piccola grotta-cappella, con strutture murarie adattate alle forme naturali della cavità.

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Il Santuario di Saint-Antoine de Galamus abbarbicato alla roccia

Campanile, ambienti religiosi e terrazze formano un insieme architettonico essenziale, in cui però la roccia rimane parte integrante degli spazi: l’atmosfera che si respira è intima, e inevitabilmente viene accentuata dalla luce che filtra attraverso le aperture.

Tra i particolari più curiosi compare anche un’incisione con il quadrato del Sator, antico enigma formato dalle parole latine SATOR AREPO TENET OPERA ROTAS, disposte in modo da consentire la lettura nelle diverse direzioni. Il significato reale della formula resta discusso e, come è possibile immaginare, ha alimentato numerose interpretazioni simboliche.

La visita all’eremo è gratuita, anche se apre generalmente dal 15 marzo al 15 novembre, con orario dalle 10 alle 17 in primavera e autunno e dalle 10 alle 19 tra maggio e settembre.

Un’esperienza completamente diversa è il canyoning, praticato lungo il corso dell’Agly durante la stagione favorevole. Il percorso acquatico si snoda tra vasche naturali, piccoli scivoli di pietra e tratti che richiedono di nuotare. Alcuni passaggi prevedono salti facoltativi, mentre l’itinerario viene considerato adatto anche ai principianti accompagnati da guide qualificate.

Per questa attività sono necessarie attrezzature specifiche e il rispetto delle disposizioni locali, pure perché le condizioni dell’acqua possono cambiare rapidamente dopo piogge intense, motivo per cui è opportuno affidarsi agli operatori autorizzati.

Dove si trovano e come arrivare

Le Gole di Galamus si trovano nella Francia meridionale, all’interno del Parco naturale regionale delle Corbières-Fenouillèdes, tra Saint-Paul-de-Fenouillet e Cubières-sur-Cinoble. Il territorio appartiene all’Occitania e si estende a ovest dei celebri castelli di Peyrepertuse e Quéribus, testimonianze medievali legate alla storia del Paese Cataro.

Il principale riferimento per raggiungerle è Saint-Paul-de-Fenouillet, situato lungo la D117, strada che collega Perpignan a Quillan passando per Axat. Dal paese occorre imboccare la D7 in direzione di Cubières-sur-Cinoble e proseguire per circa 5 km fino all’area di accesso al canyon.

Provenendo invece da Carcassonne o Limoux, si può raggiungere Cubières-sur-Cinoble attraverso la rete di strade dipartimentali che attraversa l’Aude, per poi dirigersi verso il versante settentrionale delle gole.

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