Eremo di Santa Caterina del Sasso, il monastero miracoloso sospeso sul Lago Maggiore

A strapiombo sul lago e aggrappato alla roccia sfidando la gravità: il monastero dove accadde un miracolo e nato da un naufragio

Pubblicato:

Francesca Pasini

Content writer & Travel Expert

Laureata in Gestione delle Arti e delle Attività Culturali, vive tra Italia e Spagna. Curiosa per natura, ama scrivere di storie che la appassionano.

Un silenzioso eremo dal fascino antico è il guardiano più bello del Lago Maggiore, diviso tra storia, leggende e miracoli. Si chiama eremo di Santa Caterina del Sasso e il luogo in cui sorge è spettacolare: è aggrappato alla roccia del Sasso Ballaro, a strapiombo sullo specchio d’acqua quasi a voler sfidare il tempo e le leggi della natura, sospeso tra cielo e acqua in un equilibrio fragile e affascinante allo stesso tempo.

Questa perla sorge a Leggiuno, in provincia di Varese, e si raggiunge attraverso una scenografica scalinata oppure via lago. Ma oltre alla sua indubbia bellezza architettonica, ha anche una storia interessante da raccontare. Qui, in particolare, sarebbe avvenuto un miracolo legato proprio alla parete rocciosa nella quale è incastonato.

L’eremo tra storia e leggende

La storia dell’eremo iniziò con una disgrazia: l’avido mercante Alberto Besozzi, infatti, sarebbe scampato a un naufragio durante la traversata del lago grazie alle preghiere rivolte a Santa Caterina d’Alessandria. Decise di fare un voto, ritirandosi da eremita su quel tratto di costa, in una grotta, per il resto della sua esistenza. Lì costruì una cappella dedicata alla Santa nel 1170, tutt’oggi preservata all’interno della chiesa.

Venne presto affiancata da altre due chiese, quella di Santa Maria Nova e quella di San Nicola o Nicolao, protettore dei naviganti, e sette anni più tardi venne costruita la terza chiesa, dedicata a Santa Caterina. Inizialmente il complesso venne retto dai Domenicani, tra il 1314 e il 1645, sostituiti poi dai Carmelitani di Mantova fino al 1770.

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Eremo di Santa Caterina del Sasso, sul Lago Maggiore

Dopo la soppressione dell’ordine, l’eremo fu diviso tra diverse realtà religiose locali, entrando in un periodo di decadenza. Una frana, inoltre, a metà Ottocento distrusse parte dell’antico sentiero di accesso, portando alla costruzione dell’attuale scalinata.

Nel 1914 il complesso fu dichiarato monumento nazionale, mentre nel 1970 passò alla Provincia di Varese, che avviò importanti restauri e lavori di consolidamento, riaprendo al pubblico nel 1986. Un impegno che ha permesso di unire l’anima religiosa e sacra a quella museale, rendendo l’eremo una meta importante del turismo nel varesotto.

Il miracolo dei sassi “ballerini”

Molto curiosa è la storia del miracolo che sarebbe accaduto in questo luogo speciale tra roccia e lago: agli inizi del XVIII secolo, cinque enormi massi “ballerini” precipitarono sull’antica chiesa a causa di una frana, ma restarono incastrati nella volta della cappella.

Un fatto grave, che però non causò gravi problemi: i massi restarono sospesi così per quasi due secoli, fino al 1910, quando vennero ritrovati miracolosamente a terra senza ulteriori danni.

Cosa vedere nel complesso monastico

L’eremo di Santa Caterina del Sasso Ballaro (questo il suo nome esteso) si presenta come un insieme articolato di edifici: il convento meridionale, il “conventino” e il cortile del torchio, strutture che raccontano secoli di stratificazioni architettoniche di questo luogo.

Il convento principale, con un bel portico a sette arcate e il loggiato affacciato sull’acqua, custodisce ambienti come la sala capitolare, decorata da affreschi di diverse epoche: tra questi troviamo una Deposizione trecentesca e una Crocifissione, testimonianze della ricchezza artistica del luogo. Tra gli spazi più suggestivi c’è anche il porticato gotico del conventino, dove si conservano i resti di una Danza macabra, e il campanile romanico del XIV secolo, che si erge direttamente sopra il lago dando vita a uno dei panorami più iconici della zona.

La chiesa, nella sua forma attuale risalente alla fine del Cinquecento, unifica ambienti preesistenti trasformati in cappelle e conserva opere di grande valore, tra affreschi, pale d’altare e sculture lignee. Cuore spirituale del complesso è il sacello, il nucleo originario del 1195, che custodisce le reliquie del beato Alberto Besozzi e richiama simbolicamente il sepolcro di Santa Caterina sul Monte Sinai.

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Le luci della sera sull’eremo di Santa Caterina del Sasso

Dove si trova e come raggiungerlo

L’Eremo di Santa Caterina del Sasso si trova nel comune di Leggiuno, sulla sponda lombarda del lago Maggiore, in provincia di Varese.

Per raggiungerlo, si può scegliere tra diverse opzioni. A piedi, l’accesso più scenografico è attraverso una lunga scalinata panoramica di oltre 250 gradini immersa nel verde. In alternativa, è disponibile un comodo ascensore moderno scavato nella roccia.

Chi arriva in auto può parcheggiare nelle vicinanze e proseguire a piedi, mentre nei mesi più turistici è possibile raggiungere l’eremo anche via lago, con battelli e imbarcazioni che attraccano direttamente al piccolo pontile ai suoi piedi.

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