L’emozione che colpisce il viaggiatore giunto sulle sponde del Tago (il fiume Tejo, in lingua originale) risiede nella solitudine geografica di questo monumento. Sì, perché esiste un Portogallo meno raccontato e lontano dalle città più note, ma fatto di corsi d’acqua lenti, terre fertili e confini che per secoli hanno separato mondi opposti. È proprio in questo contesto che prende forma il Castello di Almourol, maestosa fortezza medievale arroccata su una minuscola isola rocciosa, strategicamente posizionata nel mezzo della corrente fluviale.
Una collocazione che potremmo definire teatrale e che, inevitabilmente, rende l’edificio quasi unico nel panorama europeo: sembra galleggiare su una superficie liquida, una sorta di fusione totale tra la geologia naturale del sito e l’intervento umano. Vi basti pensare che l’accesso avviene esclusivamente via fiume, dettaglio che amplifica il senso di separazione dalla terraferma e rafforza il carattere difensivo del sito.
Il castello appartiene a una rete di fortificazioni templari erette lungo il corso del Tejo per proteggere il giovane regno portoghese durante la Reconquista cristiana. La sua immagine, oggi simbolica, nasce da secoli di trasformazioni, restauri e riletture ideologiche che hanno stratificato significati e suggestioni.
Indice
Breve storia del Castello di Almourol
Per conoscere la nascita e lo sviluppo del Castello di Almourol occorre fare un salto indietro nel tempo in epoche anteriori persino al Medioevo. Sembrerebbe che furono i Romani a identificare lo sperone roccioso come punto ideale per un presidio difensivo. Non a caso, diversi scavi archeologici hanno portato alla luce resti, monete e fondazioni che suggeriscono l’esistenza di una struttura fortificata già in età antica, forse preceduta da un insediamento lusitano.
Nel corso dei secoli il sito passò sotto il controllo di popolazioni diverse, tra cui Visigoti e Mori, che ne sfruttarono la posizione come punto di osservazione e controllo del fiume. La vera trasformazione avvenne però nel XII secolo, precisamente nel 1171, grazie all’intervento fondamentale di Gualdim Pais, Gran Maestro dell’Ordine dei Templari.
Pais scelse di ricostruire il fortino seguendo i canoni architettonici appresi durante le crociate in Terra Santa. Sotto il suo comando, Almourol divenne un elemento cardine della cosiddetta “Linea del Tejo“, un sistema complesso di castelli destinato a proteggere i territori cristiani durante la Reconquista contro gli eserciti musulmani.
Ma, con la soppressione dell’Ordine dei Templari nel 1314, il maniero smarrì progressivamente la propria funzione militare, fino a che la perdita dell’importanza strategica dei fiumi portò a un progressivo abbandono. Anni dopo, nel XIX secolo, il clima romantico europeo riportò l’attenzione sulla fortezza, che venne restaurata secondo una visione idealizzata del Medioevo.
Ulteriori interventi nel Novecento ne modificarono l’aspetto attuale, trasformandola persino in residenza ufficiale della Repubblica portoghese per un breve periodo. Oggi Almourol è riconosciuto come monumento nazionale e rappresenta una delle immagini più potenti della memoria medievale del Portogallo.
Cosa vedere al Castello di Almourol
La prima cosa che occorre sapere è che il maniero si sviluppa su un affioramento di granito alto circa 18 metri, lungo poco più di 300 metri e largo 75. Delle dimensioni ridotte che però amplificano la maestosità delle torri. Il complesso si divide in due recinti distinti, separati da dislivelli naturali della roccia che obbligano a salite ripide e passaggi angusti (ma dateci retta, vale assolutamente la pena scoprirlo).
Le mura e le torri circolari
Sono ben 9 le torri di forma circolare che si innalzano verso il cielo con una regolarità quasi ipnotica. Un elemento molto affascinante e innovativo in quanto venne introdotto dai Templari nella penisola iberica occidentale con lo scopo di eliminare gli angoli morti durante gli assedi, in modo da avere una visuale a tutto tondo sugli attaccanti che tentavano l’approccio via barca. La superficie delle mura mostra ancora i segni del tempo, con pietre lavorate a mano che incastrano perfettamente le une nelle altre.
Il Mastio centrale e l’effigie templare
Il cuore pulsante della fortezza è rappresentato dalla grande torre quadrangolare, nota col termine di Mastio. Si tratta di una struttura che domina l’intero complesso dall’alto dei suoi tre piani. Sopra il portale principale rimane visibile un’iscrizione latina che commemora la fondazione templare ad opera di Gualdim Pais.
All’interno, gli ambienti spogli riflettono l’austera vita monastica dei cavalieri. Salendo le scale interne si raggiunge la sommità della torre, punto privilegiato per osservare la corrente del fiume che si infrange contro la prua naturale dell’isola.
La corte interna e i simboli nascosti
Una serie di portali in muratura collega le diverse sezioni del castello, una corte interna che fungeva da zona operativa per la guarnigione. Qui si trovano tracce di antiche cisterne per la raccolta dell’acqua piovana, risorsa vitale durante i lunghi isolamenti.
Alcuni blocchi di pietra recano incisioni misteriose, interpretate dagli studiosi (ma non senza dibattiti ancora accesi) quali marchi di fabbrica dei lapicidi o messaggi esoterici legati alla spiritualità dell’Ordine.
La postierla sul fiume
Sul lato più scosceso dell’isolotto si apre una piccola porta secondaria che, in epoche ormai remote, era utilizzata per raggiungere rapidamente il fiume. Questa apertura discreta rivela l’attenzione dei costruttori per le vie di fuga e per la gestione delle risorse idriche durante eventuali assedi.
Come arrivare e info utili
Il viaggio verso questa meraviglia lusitana richiede di dirigersi verso la cittadina di Vila Nova da Barquinha, situata nella Regione Centro del Portogallo (area storicamente identificata con il nome di Ribatejo). La località di riferimento esatta è Tancos, piccolo borgo affacciato sulla riva settentrionale del fiume. Esistono diverse opzioni per avvicinarsi alla meta, ma il treno rappresenta la scelta più suggestiva scendendo alla minuscola stazione ferroviaria di Almourol, situata a pochi passi dall’imbarcadero.
L’accesso fisico al castello, come vi abbiamo accennato poco sopra, è possibile esclusivamente tramite piccole imbarcazioni che fanno la spola tra la terraferma e il molo dell’isola. Il breve tragitto sull’acqua permette di ammirare la fortezza che cresce di dimensioni man mano che ci si avvicina, offrendo angolazioni fotografiche straordinarie.
Risulta fondamentale verificare gli orari dei battelli prima della partenza, poiché il servizio dipende fortemente dal livello stagionale delle acque e dalle condizioni meteorologiche. Gli uffici turistici locali forniscono mappe dettagliate dei sentieri che costeggiano il fiume, ideali per chi desidera osservare il profilo merlato da diverse prospettive terrestri.