Per chi ama viaggiare e può farlo liberamente, il passaporto è una sorta di diario su cui si stampano i ricordi più belli sotto forma di timbro. In realtà, quel documento custodisce molto più di qualche visto colorato: è il simbolo tangibile di un privilegio ereditato.
Il valore di un passaporto, infatti, non lo decide chi lo stringe tra le mani, ma una fitta rete di accordi diplomatici, equilibri geopolitici e alleanze economiche che il proprio Paese ha saputo tessere nei decenni. Se la maggior parte delle persone conosce il celebre Henley Passport Index, che misura la forza dei documenti basandosi solo sul numero di mete accessibili senza visto, i nuovi dati appena svelati appartengono al Global Passport Index 2026.
Questo report annuale adotta un approccio molto più ampio: non si limita alla semplice mobilità, ma analizza 197 Paesi incrociando quattordici indicatori legati anche all’attrattività degli investimenti e alla qualità della vita. Quest’anno, i risultati ci consegnano un mondo spaccato a metà, dove viaggiare è sempre più facile per pochi e sempre più complesso per molti.