Una nuova classifica fa venire voglia di partire: è quella di Prix Versailles che svela quali sono i negozi più belli del 2026 da inserire assolutamente nell’itinerario del proprio viaggio. Il progetto nato nel 2015 vuole mostrare la bellezza, la cultura e il valore economico tenendo in considerazione il design e altri dettagli. La nuova edizione annunciata il 29 giugno ha svelato ben 7 meraviglie, da Tokyo a Los Angeles passando per Pechino e Parigi.
Ecco quali sono i negozi più belli del mondo secondo i Prix Versailles 2026.
Indice
Tiffany & Co. Ginza, Tokyo
Alto 66 metri, rivestito del celebre azzurro Tiffany, il flagship di Ginza è uno dei punti di riferimento visivi del quartiere. La facciata ondulata in vetro è firmata dall’architetto giapponese Jun Aoki, mentre le vetrine sono state create in collaborazione con l’artista Kimiko Fujimura. All’interno, un lucernaio di Hugh Dutton cattura e proietta la luce in modo da replicare l’effetto dei gioielli. Sulle pareti della scala, schermi digitali mostrano il verde del Giardino Ninomaru, a richiamare i paesaggi di Tokyo.
House of Dior, Pechino
Christian de Portzamparc ha firmato già boutique Dior a Seoul e Ginevra, ma quella di Pechino nel distretto Sanlitun è probabilmente la più sorprendente. La facciata è costruita con conchiglie a forma di petalo che sorreggono il tetto come cariatidi, un riferimento diretto al movimento della toile che Dior tagliava per i suoi abiti. Qua e là, tra le superfici, appaiono piastrelle di vetro dorato lavorate a mano: un cenno silenzioso ai legami storici tra la maison e la Cina. Cinque piani, una scala a spirale monumentale, opere di artisti contemporanei cinesi e internazionali.
RH Champs-Elysées, Parigi
Dietro i cancelli storici del 23 di Avenue des Champs-Elysées di Parigi si nasconde qualcosa di difficile da definire. RH, brand californiano di arredamento di lusso, ha collaborato con lo studio britannico Foster + Partners per creare uno spazio che è insieme galleria d’arte, ristorante, terrazza panoramica e studio di interior design. Caratteristico l’atrio sormontato da una cariatide in bronzo e l’ascensore retraibile. Ma la vera chicca è la vista dalla terrazza che si spinge fino alla torre Eiffel, al Grand Palais e al Louvre.
Saint Laurent Montaigne, Parigi
In Avenue Montaigne, Saint Laurent ha aperto uno spazio su tre livelli che funziona più come una sequenza di stanze che come un classico flagship. Il progetto è firmato sotto la direzione artistica di Anthony Vaccarello e lascia intatti molti elementi originali dell’edificio, reinterpretandoli con materiali grezzi e interventi contemporanei. Tra i pezzi d’arredo ci sono una coppia di poltrone Suè e Mare e una chaise longue di Paul Poiret per Atelier Martine. Le opere della collezione Pinault, incluso un lavoro inedito di Mark Bradford, completano un ambiente che non cerca di stupire ma riesce a farlo lo stesso.
Cartier, Miami
Nel Design District di Miami, Cartier ha aperto una boutique con facciata bulbosa e vetrate decorate con un pattern ispirato a una spilla del 1909. Il progetto esterno porta la firma di Elizabeth Diller di Diller Scofidio + Renfro, mentre gli interni sono stati curati dalla decoratrice Laura Gonzalez in dialogo diretto con il paesaggio naturale della Florida. Toni rosa e blu, pareti ondulate, dettagli vegetali. Una scala in marmo verde camelia affianca un murale colorato con palme, coralli e skyline. Si finisce su un rooftop lussureggiante che sembra quasi non voler essere un negozio.
House of Dior, Beverly Hills
Su Rodeo Drive, Dior è di casa dal 1990. La nuova location è stata progettata da Peter Marino Architects insieme al paesaggista Peter Wirtz con l’idea dichiarata di costruire un “regno dei sogni”. La facciata in calcare e stucco ondula come un tessuto, e al centro dell’edificio si apre un giardino che porta luce naturale all’interno e trasforma lo shopping in qualcosa vicino a una visita museale. All’ultimo piano, due lounge private con terrazza verde offrono una vista sulla città.
Issey Miyake, New York
Il nuovo flagship di Issey Miyake occupa il piano terra del New York Life Building, un edificio di Cass Gilbert del 1928. Lo studio Solid Objectives Idenburg Liu ha lavorato per esporre volutamente le strutture originali, affiancandole a superfici in alluminio e acciaio inossidabile. Il vero effetto wow, però, viene offerto dalla scala centrale in vetro.