Mentre si continua a parlare di possibili razionamenti negli aeroporti, con qualche scalo che ha già sospeso temporaneamente i servizi per le scarse riserve di cherosene, lo stesso spettro si allunga adesso sulle navi. Chi ha in mente una vacanza estiva in Sicilia o Sardegna, o anche solo un traghetto per le isole minori, farebbe bene a tenere d’occhio la situazione.
Dopo il collasso dei colloqui di pace tra Iran e Usa e il blocco dello Stretto di Hormuz, i mercati energetici sono tornati in fibrillazione. E questa volta l’allarme arriva direttamente dagli armatori. Assoarmatori e Confitarma hanno diffuso un comunicato congiunto, chiedendo al Governo un intervento diretto prima che i rincari si scarichino sui biglietti dell’alta stagione.
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Le rotte a rischio
Se da una parte si parla di voli Europa-Asia con prezzi alle stelle, le cose non andranno molto meglio per chi pensa di restare in Italia per le vacanze estive. Le tratte più esposte sono quelle verso le isole maggiori: Sicilia e Sardegna in testa. Ma non si tratta solo di turismo. A essere a rischio è anche la cosiddetta continuità territoriale, cioè quei collegamenti quotidiani che permettono ai residenti delle isole di spostarsi verso il resto d’Italia. Un servizio che, per molte comunità, non è un optional.
Gli aumenti sono già stati sottolineati il 12 aprile in un approfondimento del quotidiano La Repubblica che ha mostrato come il passaggio tra Sicilia e Calabria abbia già mostrato i primi segni di aumenti. Anche le tratte tra Corsica e Toscana sono state colpite, tanto da aver registrato alcuni stop di diverse ore.
Se il conflitto dovesse protrarsi per mesi, le conseguenze potrebbero essere concrete: meno corse, prezzi dei biglietti più alti e, nei casi peggiori, una riduzione dell’offerta sulle rotte meno redditizie. Stefano Messina e Mario Zanetti, presidenti rispettivamente di Assarmatori e Confitarma, sono stati chiari: il trasporto marittimo svolge un ruolo fondamentale nell’economia italiana ed è stato escluso dalle prime misure emergenziali, a differenza del trasporto su gomma che ha già beneficiato di un taglio delle accise.
L’impatto già segnalato per le crociere, coinvolgerà dunque anche gli spostamenti più brevi. Come dichiarato nella stampa congiunta da Assarmatori e Confitarma “L’aumento del costo dei carburanti causato dalla grave crisi in atto impatta in modo rilevante sui servizi marittimi regolari per passeggeri e merci, sulle rotte nazionali e sui collegamenti da e per le isole maggiori e minori”.
Come proteggersi
La proposta avanzata dalle associazioni è concreta: un contributo straordinario sotto forma di credito d’imposta, calcolato in base all’extra-spesa sostenuta tra marzo e maggio rispetto al prezzo medio di febbraio per l’acquisto di carburante. Gasolio marittimo e olio combustibile pesante: questi i prodotti nel mirino, con la richiesta di riportarne i prezzi ai livelli pre-conflitto.
Senza un intervento, avvertono, il rischio è che alcuni collegamenti vengano soppressi. Non una minaccia, ma un calcolo economico. Chi gestisce una flotta non può assorbire all’infinito rincari di questa portata.
Per chi viaggia, il consiglio pratico è semplice: se avete già in mente un traghetto per l’estate, potrebbe valere la pena prenotare prima che i prezzi si adeguino alla nuova realtà dei costi. La stagione è ancora lontana, ma le variabili in gioco legate a geopolitica, mercati energetici e tempi di risposta del Governo si muovono velocemente. Un consiglio in più? Stipulare una polizza assicurativa che possa coprire le spese di annullamento e cancellazioni. L’emergenza carburante che ha colpito gli aerei sta andando a toccare anche altri settori mettendo in pericolo le vacanze estive.