Praslin, l’isola delle baie scolpite nel granito: viaggio lento nel cuore più autentico delle Seychelles

Foreste antiche e villaggi discreti: quest'isola sembra uscita da un tempo remoto, con la natura che detta ancora il ritmo e l'oceano che disegna i confini della memoria

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Serena Proietti Colonna

Travel blogger

PhD in Psicologia Cognitiva, Travel Blogger, Coordinatrice di Viaggio e Redattrice Web di turismo, una vita fatta di viaggi, scrittura e persone

Con poco più di 11 chilometri di lunghezza, 5 di larghezza e più o meno 8.000 persone che ci vivono, Praslin è la seconda isola per estensione delle Seychelles (e anche un paradiso in Terra vero e proprio). Si trova a nord-est di Mahé e sono solo 37 i chilometri a separare questi due mondi che, seppur magnifici, sono profondamente diversi. Un distanza che più che in chilometri si misura in sensazioni: se Mahé resta alle spalle con la sua energia, qui tutto rallenta ma senza diventare immobile.

Nel 1744 l’esploratore francese Lazare Picault le diede un nome che oggi suona profetico, Île des Palmes (Isola delle Palme). L’uomo, del resto, non poteva immaginare di trovarsi davanti a una delle rarità botaniche più straordinarie del pianeta: la Coco de Mer, palma leggendaria dalle forme che hanno alimentato racconti e simbolismi per secoli. Vi basti pensare che per molto tempo i suoi semi venivano trovati in mare, lontani da qualsiasi costa conosciuta, e si pensava provenissero da foreste sommerse.

L’isola mantiene una certa discrezione anche nel turismo. Le grandi strutture si contano sulle dita di una mano, mentre dominano guesthouse e piccoli hotel che appaiono come parte del paesaggio. C’è una definizione che circola tra chi conosce bene questo arcipelago. Praslin sarebbe il compromesso perfetto tra due estremi, la vitalità di Mahé e il silenzio quasi irreale di La Digue. Cosa volere di più?

Non solo mare: cosa vedere e fare a Praslin

Non si può negare il fatto che dal punto di vista balneare Praslin si avvicini di molto a un sogno che si avvera (anzi, per alcuni lo è sul serio), ma la realtà dei fatti è che anche le sue viscere verdi nascondono un ecosistema unico sulla Terra. Il cuore pulsante dell’isola batte lontano dai flutti, tra le ombre umide di vallate che ospitano creature alate dai colori impossibili.

Vallée de Mai

La Vallée de Mai è un santuario vegetale che costituisce un sito Patrimonio dell’Umanità UNESCO e visitarla mette di fronte a una sorta di disorientamento: la luce filtra appena tra le foglie gigantesche delle palme, creando un ambiente che ricorda un’epoca precedente alla presenza umana. Non vi sorprenderà sapere che viene spesso associato a un’immagine piuttosto potente, ovvero quella di un Eden primordiale.

La palma Coco de Mer domina lo spazio con dimensioni e forme fuori scala. I semi possono raggiungere pesi sorprendenti, e la loro struttura ha contribuito a costruire una mitologia che mescola botanica e suggestione. Tra gli alberi si muove il pappagallo nero delle Seychelles, specie rara e simbolica ma difficile da individuare senza pazienza. I sentieri sono ben tracciati, ideali per ritrovarsi all’interno di un ecosistema rimasto quasi intatto.

Fond Azore

Il punto più alto di Praslin pemette di sperimentare una prospettiva diversa rispetto alla costa e prende il nome di Fond Azore. Da qui si colgono le proporzioni reali dell’isola, con la sua sequenza di colline verdi interrotte da insenature luminose. L’area che lo circonda attraversa zone meno frequentate, con una vegetazione che cambia gradualmente.

Baie Sainte Anne

Baie Sainte Anne è il villaggio che costituisce il cuore amministrativo e sociale di questa magnifica terra emersa. Il porto regola i ritmi quotidiani, tra arrivi e partenze, mentre le strade interne mostrano una vita semplice e concreta.

La chiesa locale, i piccoli negozi, le banche e i servizi raccontano una normalità distante dalle immagini turistiche. Qui si percepisce il passaggio da un’economia agricola, basata in passato sulle piantagioni di cocco, a un sistema sempre più orientato verso il turismo.

Anse Volbert (Côte d’Or)

Questa zona rappresenta il centro turistico principale, pur mantenendo una scala contenuta. Anse Volbert (Côte d’Or) pullula di ristoranti, piccoli negozi e strutture ricettive che si distribuiscono lungo la costa senza creare una sensazione di sovraffollamento. Funge anche da spot per partire con escursioni verso le isole vicine.

Escursioni verso le isole vicine

Praslin funziona anche come base per esplorare altre isole dell’arcipelago. Curieuse, Cousin e St. Pierre emergono dal mare con caratteristiche molto diverse. La prima è famosa per la presenza di tartarughe giganti, la seconda rappresenta una riserva ornitologica di grande valore, mentre la terza, St. Pierre, si distingue per le sue formazioni granitiche che sembrano scolpite con precisione geometrica.

Le spiagge più belle di Praslin

E ora passiamo al reale motivo per cui in molto scelgono le Seychelles come propria destinazione di viaggio: le spiagge e il mare. Il fatto interessante è che qui le distese di sabbia raccontano molto più di un semplice paesaggio tropicale. La presenza di barriere coralline modifica le correnti, il granito crea forme riconoscibili, e la luce cambia costantemente il loro aspetto. Tra le imperdibili segnaliamo:

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La meravigliosa Anse Lazio di Praslin

Dove si trova e come arrivare

Per raggiungere Praslin occorre passare necessariamente da Mahé, sede dell’aeroporto internazionale. Il traghetto ad alta velocità collega le due isole in circa un’ora, mentre i voli interni riducono il tempo a 15 minuti (un attimo, praticamente). Entrambe le opzioni risultano affidabili, con partenze frequenti durante la giornata.

Gli spostamenti interni si basano su autobus locali, noleggio auto e, in alcuni casi, biciclette. Le distanze contenute permettono una certa flessibilità, anche senza mezzi privati. Il periodo più favorevole si colloca tra aprile e ottobre, quando gli alisei rendono il clima più stabile e le temperature risultano meno oppressive. I mesi restanti mantengono comunque condizioni adatte al viaggio, con variazioni legate soprattutto all’umidità e alle precipitazioni.

A Praslin, dopo qualche giorno, ci si accorge che il vero lusso consiste nella misura delle cose, nella loro coerenza e nella capacità di restare fedeli a un’identità che altrove si è già persa.

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