Civitella del Lago, il borgo umbro che fa da sentinella sopra le acque del Corbara

Dalla piazza si gode di un panorama vastissimo che, nelle giornate di aria tersa, permette di unire idealmente tre regioni: benvenuti a Civitella del Lago, sentinella dell'Umbria

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Serena Proietti Colonna

Travel blogger

PhD in Psicologia Cognitiva, Travel Blogger, Coordinatrice di Viaggio e Redattrice Web di turismo, una vita fatta di viaggi, scrittura e persone

Nel cuore verde d’Italia, l’Umbria, risiede un borgo che sembra rifiutare le leggi della fretta moderna adagiandosi con eleganza sopra un promontorio che domina la valle del Tevere: Civitella del Lago. Questo insediamento, noto alle cronache storiche con il nome di Civitella de’ Pazzi fino a metà del secolo scorso, rappresenta una gemma incastonata nella provincia di Terni, a breve distanza dalla maestosità di Orvieto e dal fascino di Todi.

Appare come un balcone naturale che osserva il Lago di Corbara, bacino artificiale creato sbarrando il corso del fiume Tevere negli anni Sessanta. L’atmosfera che si respira da queste parti è un senso di protezione e solidità, sensazioni tipiche dei centri fortificati medievali progettati per avvistare eventuali minacce provenienti dalla pianura sottostante.

Pur avendo origini che affondano nell’età romana, infatti, durante il Medioevo ebbe un ruolo di primo piano, divenendo un baluardo stabile del dominio tuderte. Oggi il centro storico conserva un impianto compatto, costruito in pietra calcarea dei monti circostanti e in grado di restituire ancora l’immagine di una comunità organizzata e solidale.

Cosa vedere a Civitella del Lago

Esplorare il tessuto urbano di Civitella del Lago equivale a intraprendere un viaggio a ritroso nel tempo, leggendo le stratificazioni edilizie che raccontano epoche di gloria signorile e fatiche contadine. Architetture civili, religiose e spazi aperti dialogano con un panorama vastissimo che, nelle giornate limpide (e magari di tramontana), arriva ad abbracciare ben tre regioni.

Palazzo degli Atti

Il viaggio non può che iniziare dal Palazzo degli Atti, edificio simbolo della stagione rinascimentale del borgo. Situato sulla piazza principale, presenta una facciata austera che nasconde interni riccamente decorati, mentre la mole della struttura definisce il perimetro difensivo dell’abitato.

Arco di Diomede degli Atti

Questo arco rinascimentale costituisce uno degli interventi architettonici più rilevanti del Cinquecento, anche perché segna un punto di passaggio fondamentale all’interno del paese e introduce in una zona centrale riorganizzata durante il dominio degli Atti. La struttura evidenzia l’abilità degli scalpellini locali, bravi a coniugare funzione e valore estetico.

Cisterna medievale

Degna di nota è anche la cisterna medievale che si trova subito dopo l’arco e che, come ci anticipa il nome, venne realizzata per la raccolta delle acque piovane. La costruzione rivela una conoscenza approfondita dell’ingegneria idraulica medievale e restituisce un quadro concreto della vita quotidiana all’interno del castello.

Piazza Belvedere

Poi ancora Piazza Belvedere che è stata ricavata sulle antiche mura e che rappresenta un punto panoramico di straordinaria bellezza: permette di abbracciare con un solo sguardo quasi l’intera estensione del Lago di Corbara e le anse del Tevere che serpeggiano tra i calanchi. La vista spazia dai monti Martani fino alla cima del monte Amiata nelle giornate più limpide, regalando una prospettiva aerea sulla geografia fisica dell’Italia centrale. A disposizione dei visitatori ci sono anche comode panchine posizionate lungo il parapetto che invitano alla sosta contemplativa.

Chiesa della Madonna del Prato

Voliamo ora alla Chiesa della Madonna del Prato che risale alla fine del XVI secolo quale sede della Confraternita dell’Immacolata Concezione. Venne ampliata nel Seicento e restaurata nel Novecento, e oggi ospita una Via Crucis composta da 15 opere di pittori umbri contemporanei.

Museo dell’Ovo Pinto

Unico nel suo genere sul territorio nazionale, il Museo dell’Ovo Pinto è dedicato all’antichissima usanza di dipingere i gusci d’uovo durante il periodo pasquale. Da queste parti ci sono infatti teche che espongono migliaia di esemplari provenienti da differenti tradizioni artistiche e trasformati in minuscole tele da artisti capaci di riprodurre scene bibliche, paesaggi o motivi geometrici con precisione microscopica.

Porta Tuderte e Porta Orvietana

Infine le due porte cinquecentesche che, in un’epoca ormai remota, regolavano gli accessi principali al castello. Porta Tuderte conserva lo stemma della città di Todi, mentre Porta Orvietana, detta Guardiola, svolgeva funzioni di controllo sul versante meridionale della valle.

Cosa fare a Civitella del Lago

Una delle migliori caratteristiche di Civitella del Lago è che qui si può partecipare attivamente ai suoi ritmi, lasciandosi guidare dai sensi e dalla curiosità verso tradizioni che si rinnovano costantemente attraverso il lavoro delle nuove generazioni.

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Il territorio e la bellezza di Civitella del Lago

Come arrivare

Civitella del Lago dista circa 20 chilometri sia da Todi che da Orvieto. Per chi proviene da nord, l’autostrada A1 rappresenta la via principale; l’uscita consigliata è la stessa Orvieto, da cui si prosegue lungo la strada statale 448 seguendo le indicazioni per Todi. Questo tratto di carreggiata costeggia il bacino idrico, regalando curve spettacolari e tunnel scavati direttamente nella roccia viva.

Coloro che arrivano dalle regioni adriatiche possono invece percorrere la superstrada E45 fino allo svincolo di Todi, imboccando poi la provinciale in direzione Baschi.

È consigliabile viaggiare con mezzi propri per godere della massima libertà di movimento, sebbene esistano collegamenti tramite autobus di linea che partono dai principali nodi ferroviari vicini.

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