All’ombra di una maestosa stella di pietra: il Forte di Nossa Senhora da Graça a Elvas, meraviglia portoghese

Una delle più spettacolari architetture militari d'Europa racconta guerre, assedi e ingegneria attraverso bastioni, fossati, gallerie e un monumentale cuore ottagonale

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Serena Proietti Colonna

Travel blogger

PhD in Psicologia Cognitiva, Travel Blogger, Coordinatrice di Viaggio e Redattrice Web di turismo, una vita fatta di viaggi, scrittura e persone

Quando si arriva a Elvas, nell’Alentejo orientale, la prima impressione che generalmente si ha è quella di una città che ha trasformato il paesaggio circostante in un enorme sistema difensivo. Del resto la frontiera con la Spagna è vicina e Madrid si trova lungo uno degli assi storici più importanti della penisola iberica. E sul Monte da Graça, circa 1 km a nord di Elvas, c’è una fortezza che appare quasi sproporzionata rispetto alla campagna circostante: è il Forte di Nossa Senhora da Graça, chiamato anche Forte de Lippe, dal nome del conte Wilhelm von Schaumburg-Lippe, militare tedesco incaricato dal re portoghese D. José I di riorganizzare l’esercito.

La posizione fu scelta con grande attenzione, in quanto la collina raggiunge una quota superiore rispetto alla città e mette a disposizione un controllo visivo straordinario sulla pianura alentejana e sulla direttrice verso la frontiera. Se da lontano la forma geometrica sembra quasi astratta, avvicinandosi rivela una complessità molto più profonda.

Bastioni, terrapieni, fossati asciutti, rivellini, casematte, cortine e strutture sotterranee formano una macchina bellica studiata per rallentare, confondere e logorare un esercito nemico prima ancora del suo ingresso nel cuore della piazzaforte. Il Forte da Graça appartiene al grande complesso delle fortificazioni di Elvas, riconosciuto dall’UNESCO nel 2012, che comprende il centro storico fortificato, l’acquedotto di Amoreira, il Forte di Santa Luzia, il Forte da Graça e 3 fortini periferici.

Breve storia del Forte di Nossa Senhora da Graça

Prima delle mura c’era una piccola costruzione religiosa. Sul Monte da Graça sorgeva infatti un eremo dedicato a Nossa Senhora da Graça, dal quale deriva il nome della collina e poi quello della fortezza. La tradizione locale lega la ricostruzione della cappella alla bisnonna di Vasco da Gama, il navigatore portoghese protagonista dell’apertura della rotta marittima verso l’India.

La posizione aveva già assunto valore bellico nel XVII secolo. Nel 1658, durante la Guerra della Restaurazione portoghese, gli Spagnoli costruirono sul rilievo una specie di rifugio destinato a sostenere le operazioni contro Elvas. La città era infatti diventata una pedina fondamentale dopo la restaurazione dell’indipendenza portoghese nel 1640.

La costruzione della fortezza attuale iniziò nel 1763, sotto D. José I. Il progetto fu affidato inizialmente all’ingegnere Étienne, poi al colonnello Guillaume Louis Antoine de Valleré, e il gigantesco cantiere arrivò alla conclusione nel 1792, già durante il regno di D. Maria I. Quasi 30 anni di lavori danno un’idea della scala dell’impresa.

Il progetto nacque anche in risposta all’evoluzione dell’artiglieria: i cannoni del XVIII secolo raggiungevano distanze maggiori rispetto al passato e rendevano necessario spostare la difesa più avanti rispetto alle mura urbane. Il Forte da Graça fu quindi concepito quale posizione avanzata, in modo da poter proteggere Elvas dall’alto e interagire con l’intero sistema difensivo.

Il forte entrò nella storia bellica del Portogallo durante la Guerra delle Arance del 1801, resistendo alle forze spagnole, e durante la Guerra Peninsulare, quando nel 1811 fu sottoposto al bombardamento delle truppe francesi guidate dal generale Soult. Con il progresso delle tecniche militari la funzione originaria perse gradualmente importanza.

La fortezza ebbe però una seconda vita, assai diversa dalla precedente: dal 1856 fu utilizzata quale compagnia di correzione e nel 1894 divenne deposito disciplinare. La destinazione carceraria proseguì per decenni e il complesso accolse anche prigionieri politici durante il periodo repubblicano e fino al 1974.

La visita al forte e cosa vedere

Entrare nel Forte da Graça permette di passare attraverso una successione di difese pensate per rendere l’avanzata nemica lenta e difficilissima. Il complesso possiede tre grandi linee difensive, articolate tra opere esterne, corpo principale e reduto centrale. Fossati profondi separano le varie parti, mentre terrapieni e murature assorbono l’impatto dell’artiglieria.

La prima cosa da osservare è proprio il rapporto tra vuoti e pieni. Il fossato asciutto sembra circondare una città in miniatura. Le masse di terra proteggono le strutture interne, mentre bastioni e angoli sporgenti permettono di controllare il terreno attraverso il fuoco incrociato.

Il recinto principale possiede una pianta geometrica articolata in quattro bastioni. La porta monumentale sul lato meridionale costituisce uno degli elementi architettonici più sorprendenti dell’intero complesso. All’esterno prevalgono la geometria e l’imponenza, mentre all’interno emergono gli spazi necessari alla vita quotidiana di una guarnigione.

Il cuore della struttura è il reduto centrale, una costruzione monumentale a pianta ottagonale.  La parte inferiore ospitava la cappella, mentre sotto il livello del terreno si trovava la grande cisterna, elemento essenziale per garantire riserve idriche durante un eventuale assedio. Ai piani nobili c’era invece la Casa del Governatore.

La Casa del Governatore rappresenta uno dei punti più interessanti della visita, soprattutto per la posizione dominante. Da questa quota la lettura del paesaggio cambia ed Elvas appare inserita in una rete difensiva molto più vasta, al punto che diventa evidente il rapporto visivo tra la città, il Forte di Santa Luzia e le altre strutture militari.

Poi c’è la cappella dove, durante i lavori di recupero, sono stati individuati affreschi del XIX secolo, poi sottoposti a intervento conservativo. Meritano attenzione anche la cisterna, le gallerie di tiro, la prigione e gli ambienti sotterranei.

Dove si trova e come arrivare

Il Forte da Graça si trova sull’omonima cima, a circa 1 km a nord di Elvas, nell’Alentejo orientale portoghese, a breve distanza dalla frontiera spagnola. Arrivando in automobile da Elvas, il forte si raggiunge rapidamente seguendo la segnaletica per il Monte da Graça. La strada conduce fuori dal centro abitato e lascia progressivamente spazio al paesaggio rurale dell’Alentejo. Nel giro di pochi minuti la città fortificata resta alle spalle e davanti appare una costruzione che sembra quasi nascere dalla collina.

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Tutta la bellezza del Forte da Graça

Chi arriva dall’Italia può raggiungere Elvas passando per il Portogallo continentale, oppure attraverso la Spagna.  Il consiglio più utile riguarda il tempo da dedicare alla visita: una rapida occhiata dall’esterno restituisce solo una piccola parte del valore del Forte da Graça. La vera sorpresa arriva entrando nei suoi spazi, seguendo la successione delle difese e raggiungendo le parti più alte. Solo allora, infatti, la scala dell’opera diventa leggibile.

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