A sud-ovest del Peloponneso, sulla punta più occidentale della penisola, il Castello di Methoni sembra quasi cucito al paesaggio marino. La sua grande fortezza occupa infatti un intero promontorio roccioso affacciato sul Mar Ionio, con le mura che seguono il profilo della costa e lo sguardo rivolto verso le isole di Sapienza e dell’arcipelago circostante.
Occupa circa 93.000 metri quadrati ed è considerato uno dei più grandi complessi fortificati del Mediterraneo. Più che una semplice roccaforte, fu una vera città fortificata, organizzata per accogliere abitanti, soldati, mercanti e viaggiatori. La sua posizione aveva infatti un valore strategico enorme: controllava una delle rotte marittime utilizzate dalle navi dirette verso il Mediterraneo orientale e per Venezia rappresentava una tappa fondamentale nei collegamenti commerciali.
La particolarità più suggestiva arriva però alla fine della penisola, con il Bourtzi. Un piccolo forte ottagonale sorge su un isolotto collegato alla cittadella da una passerella. Sembra quasi un castello in miniatura, ma la sua funzione era tutt’altro che decorativa.
Indice
Breve storia del Castello di Methoni
La storia di Methoni affonda le radici nell’antichità, ma l’aspetto della fortezza attuale è legato soprattutto alla lunga presenza veneziana. Nel 1209 Venezia iniziò la costruzione della cittadella, trasformando il promontorio in un presidio militare e commerciale di primaria importanza.
Per diversi secoli il castello prosperò grazie al porto e alla sua posizione lungo le rotte verso il Levante. Le navi veneziane dirette verso il Mediterraneo orientale avevano nella città una tappa quasi obbligata. Merci, persone e informazioni passavano attraverso le sue porte, mentre le fortificazioni proteggevano un insediamento sempre più importante.
Insieme a Koroni, situata circa 30 km più a est sull’altra costa della penisola, Methoni formava quello che i veneziani chiamavano gli “Occhi di Venezia nel Mediterraneo“. Un soprannome che restituisce bene il ruolo delle due fortezze, entrambe collocate in punti strategici per sorvegliare le rotte marittime e difendere gli interessi della Serenissima.
La fase veneziana terminò nel 1500, dopo l’assedio ottomano. La conquista segnò una svolta drammatica per la città, che passò sotto il controllo dell’Impero ottomano. Fu proprio durante questa fase che il Bourtzi venne completato e assunse anche funzioni legate alla detenzione e alle esecuzioni.
Nel 1686 la fortezza tornò ai veneziani dopo la conquista guidata dal comandante Francesco Morosini. La parentesi durò poco: nel 1715 gli Ottomani ripresero Methoni e la città tornò a conoscere una fase di crescita commerciale e demografica.
La fortezza ebbe un ruolo anche durante la Rivoluzione greca del 1821. I rivoluzionari non riuscirono a conquistarla e nel 1825 Ibrahim Pasha utilizzò il porto quale base per la campagna militare egiziana nel Peloponneso. La situazione cambiò nel 1828, quando le truppe francesi della spedizione guidata dal generale Nicolas-Joseph Maison costrinsero gli Egiziani alla resa.
Fu proprio la presenza francese a lasciare una traccia ancora visibile nell’accesso alla cittadella. Gli ingegneri della spedizione costruirono infatti il ponte in pietra a 14 arcate che attraversa l’antico fossato, sostituendo il precedente passaggio con ponte levatoio.
Dopo il ritiro delle truppe, l’insediamento venne trasferito fuori dalle mura e la grande cittadella perse progressivamente la propria funzione. Le pietre, però, continuarono a conservare tracce di epoche ancora più remote. Un’esplosione avvenuta durante la Seconda Guerra Mondiale portò alla luce strutture appartenenti all’antica Methoni, mentre elementi architettonici greci vennero riutilizzati nelle fondazioni di alcune torri.
La visita alla fortezza e cosa vedere
Per comprendere davvero questa meraviglia della Grecia serve un po’ di tempo. Il complesso è vasto e una visita frettolosa rischia di lasciare fuori proprio i dettagli più interessanti. Circa due ore permettono di attraversare le diverse aree con maggiore attenzione, lasciando spazio anche alle fotografie e alle vedute sul mare.
L’ingresso conserva un arco curvo decorato con capitelli corinzi, mentre ai lati si trovano due grandi bastioni: quello orientale risale alla seconda fase della dominazione veneziana ed è legato al comandante Antonio Loredan. Il bastione occidentale, chiamato anche Bembo, risale invece al XV secolo.
Superata la porta, la scala monumentale lascia spazio a un percorso in pietra che attraversa ciò che rimane della città fortificata. Restano tratti della strada lastricata che conduceva verso il porto, insieme alle rovine di abitazioni, edifici religiosi e strutture militari.
Tra i reperti più curiosi figurano due bagni turchi, testimonianza della lunga fase ottomana. Poco più avanti ci sono parti di colonne doriche, la chiesa della Trasfigurazione del Salvatore e un deposito per la polvere da sparo. Una delle presenze più scenografiche è però la colonna monolitica in granito sormontata dal Leone alato di San Marco, simbolo della Repubblica di Venezia.
Sul lato occidentale la cinta muraria appartiene alla prima fase veneziana ed è rinforzata da cinque torri quadrate. La conformazione naturale del terreno offriva già una protezione significativa, grazie alle rocce che rendevano questo fianco più difficile da attaccare. Il punto più emozionante arriva sul margine meridionale: la Porta del Mare, restaurata, è composta da due torri quadrate unite da una piattaforma fortificata.
Da questo settore parte il passaggio verso l’isolotto del Bourtzi, con una piccola passerella che conduce alla costruzione ottagonale. La torre ha due piani e presenta parapetti merlati su entrambi i livelli.
Per chi ama l’archeologia, alcuni dettagli meritano uno sguardo più attento. Sotto e dentro le strutture medievali affiorano infatti elementi appartenenti a fasi precedenti.
Dove si trova e come arrivare
Methoni si trova nell’estremo sud-ovest del Peloponneso, circa 61 km a sud-ovest di Kalamata. Il villaggio sorge sulla costa e la fortezza occupa la parte più occidentale dell’abitato, direttamente sul promontorio. Per chi arriva da Kalamata, il percorso segue la costa sud-occidentale del Peloponneso fino a raggiungere Methoni. La posizione rende la località particolarmente adatta a un itinerario più ampio nella Messenia, magari abbinando la visita alla vicina Koroni oppure alle spiagge della zona.
Prima o dopo la fortezza, il paesaggio invita a proseguire verso il litorale. Le spiagge di Lambes, Limna, Mavrovouni e Loutsa aggiungono una dimensione balneare alla visita, mentre al largo compaiono le isole di Sapienza, Schiza, Agia Marina e Inouses.
La forza di questo gioiello sta nelle dimensioni, certo, ma anche nel rapporto diretto con il mare. Alle sue spalle resta la storia di Venezia, dell’Impero ottomano e della Grecia ottocentesca. Davanti, invece, si apre il Mediterraneo che per secoli rappresentò la ragione stessa della sua esistenza.