A Dubai, l’hotel più celebre chiuderà per più di un anno: cosa succede al Burj Al Arab

L'icona architettonica Burj Al Arab, considerato l'hotel più lussuoso al mondo con i suoi interni sfarzosi, chiude per 18 mesi per lavori di restauro

Pubblicato:

Elena Usai

Travel blogger & content creator

La scrittura, il viaggio e la fotografia sono le sue grandi passioni e quando parte non dimentica mai di portare un libro con sé.

Il panorama urbano di Dubai è in costante evoluzione, ma se c’è un profilo che è diventato sinonimo stesso dell’emirato è quello a forma di vela del Burj Al Arab. Inaugurato nel 1999, l’hotel domina lo skyline ed è considerato un’icona globale tanto da essere presente su ogni souvenir. Tuttavia, per la prima volta dalla sua apertura, l’hotel extra-lusso si appresta a chiudere per un ambizioso progetto di restauro della durata di 18 mesi.

Non si tratta solo di una manutenzione ordinaria, ma di un intervento necessario anche a seguito di un recente incidente legato ai conflitti geopolitici degli ultimi mesi. Il primo marzo scorso, i detriti derivanti dall’intercettazione di un drone hanno causato un limitato incendio sulla facciata esterna. Questo evento ha accelerato i piani per un intervento di restauro profondo.

I lavori di restauro per l’hotel di lusso Burj Al Arab

Il Burj Al Arab non è mai stato un hotel convenzionale. Fin dal debutto, la sua opulenza ha ridefinito i parametri del lusso estremo e non è certo un caso se viene definito l’hotel più lussuoso al mondo. Gli interni sono un trionfo di materiali preziosi: la struttura ospita oltre 30 tipologie diverse di marmo statuario, lo stesso materiale prediletto dai grandi scultori del Rinascimento. A impreziosire le aree comuni e le 198 suite contribuiscono ben 86.500 cristalli Swarovski montati a mano e una superficie sbalorditiva di circa 1.790 metri quadrati in foglia d’oro a 24 carati.

Il compito di supervisionare questo delicato restauro è stato affidato all’architetto d’interni Tristan Auer. Noto per il suo lavoro su proprietà leggendarie come l’Hôtel de Crillon a Parigi e già premiato come designer dell’anno a Maison&Objet, Auer tratterà l’hotel come una vera e propria opera d’arte.

L’obiettivo è esaltare il decoro distintivo che ha reso celebre la struttura, mantenendo quegli standard di eccellenza che, come dichiarato dal CEO di Jumeirah Thomas B. Meier, rendono questa proprietà il pezzo unico della loro collezione “limited-edition”. Il restauro preserverà l’eredità storica del design, garantendo che ogni dettaglio continui a raccontare una storia di ambizione e maestria artigianale.

Perché il Burj Al Arab rimane un’icona insuperabile

Ma cosa rende questo hotel così speciale in una città che oggi pullula di meraviglie architettoniche come il Museum of the Future o la Dubai Frame? Quando aprì nel 1999, il Burj Al Arab apparve come un miraggio futuristico. Fu allora che una giornalista, rimasta folgorata dalla magnificenza del luogo, suggerì che cinque stelle fossero poche per descriverlo, coniando di fatto il mito dell’hotel a sette stelle.

Oltre all’architettura, è l’esperienza interna ad aver creato il mito. Ogni suite dispone di un maggiordomo privato pronto a soddisfare ogni capriccio, e gli ospiti hanno a disposizione una flotta di Rolls-Royce prenotabili su base oraria. La gastronomia non è da meno, con eccellenze come il ristorante stellato Al Muntaha o il Ristorante L’Olivo at Al Mahara, dove i tavoli circondano un immenso acquario.

Infine, il Burj Al Arab è entrato nell’immaginario collettivo grazie a trovate di marketing senza precedenti realizzate sul suo iconico eliporto a 210 metri d’altezza. È qui che Roger Federer e Andre Agassi giocarono a tennis nel 2005, dove David Coulthard fece testacoda con una vettura Formula 1 e dove, più recentemente nel 2023, il pilota Luke Czepiela è riuscito a far atterrare un aereo in soli 27 metri di spazio.

Ora non ci resta che aspettare i prossimi 18 mesi per vedere con quali grandiosità il Burj Al Arab riaprirà ai suoi fortunati ospiti.

© Italiaonline S.p.A. 2026Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963