Le prenotazioni online sono ormai diventate la modalità più diffusa per organizzare vacanze e soggiorni, grazie alla semplicità e alla rapidità offerte dalle principali piattaforme di prenotazione: eppure, proprio questa abitudine consolidata oggi è al centro di una nuova ondata di truffe informatiche che sta destando crescente preoccupazione.
Veronica Leonardi, ingegnere e Board member di Cyberoo, evidenzia come il fenomeno stia registrando una crescita significativa, soprattutto durante il periodo delle ferie, quando aumenta il numero di prenotazioni e, di conseguenza, anche le opportunità per i truffatori di colpire i viaggiatori.
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Il phishing cambia volto e sfrutta dati autentici delle prenotazioni
Secondo quanto osservato dall’esperta di Cyberoo, il principale cambiamento riguarda proprio il livello di sofisticazione delle truffe: se in passato era piuttosto semplice individuare un tentativo di phishing grazie a e-mail scritte in modo approssimativo o a indirizzi sospetti, oggi i messaggi fraudolenti contengono dettagli reali della prenotazione.
I criminali del web possono inviare comunicazioni nelle quali compaiono il nome della struttura ricettiva, le date del soggiorno, il numero della prenotazione e persino riferimenti personali del viaggiatore, informazioni autentiche che rendono il messaggio coerente con la prenotazione effettuata e aumentano il rischio che l’utente si fidi e segua le istruzioni ricevute.
Come sottolinea Veronica Leonardi, il vero salto di qualità di queste campagne fraudolente consiste proprio nel fatto che il messaggio “non sembra falso“, perché utilizza dati reali e indirizzi e-mail che appaiono del tutto plausibili.
Come riescono ad agire i cybercriminali
Il punto critico, chiarisce Leonardi, non riguarda una violazione dei sistemi centrali di Booking.com, che vengono definiti sicuri e all’avanguardia. Il problema nasce, invece, dalla compromissione degli account delle strutture ricettive partner delle piattaforme di prenotazione online, comprese le cosiddette OTA, ovvero le Online Travel Agency.
Quando un cybercriminale riesce ad accedere al profilo di un hotel o di una struttura ricettiva, può utilizzare i dati delle prenotazioni autentiche e sfruttare canali di comunicazione che agli occhi del cliente risultano del tutto legittimi: in questo modo, il truffatore riesce a contattare il viaggiatore nel momento in cui è più vulnerabile, spesso pochi giorni prima della partenza.
In questa fase, infatti, il timore di perdere la prenotazione o di vedere annullato il soggiorno può indurre molte persone ad agire d’impulso, effettuando un pagamento aggiuntivo o completando una presunta verifica richiesta tramite un link ricevuto via e-mail, chat, SMS o WhatsApp.
Come difendersi dalle nuove truffe sulle prenotazioni online
Di fronte a una simile evoluzione delle minacce informatiche, Veronica Leonardi invita i viaggiatori ad adottare alcune semplici precauzioni che possono fare la differenza.
La raccomandazione principale è quella di non utilizzare mai i link ricevuti tramite chat, e-mail, SMS o WhatsApp per completare pagamenti o verifiche della prenotazione. In presenza di richieste urgenti, soprattutto se riguardano denaro o conferme di pagamento, è importante interrompere il flusso della comunicazione e verificare direttamente la propria prenotazione accedendo esclusivamente all’applicazione ufficiale o al sito ufficiale della piattaforma tramite i canali abituali.
Leonardi consiglia inoltre di finalizzare sempre l’acquisto del soggiorno utilizzando soltanto l’app o il sito ufficiale di Booking e delle altre OTA, controllando più volte la prenotazione direttamente da questi strumenti. Nel caso di importi elevati, è opportuno contattare la struttura ricettiva utilizzando soltanto recapiti verificati e presenti sui siti ufficiali, così da avere la certezza che la transazione sia andata a buon fine.