Per il Giappone, il futuro non è un concetto astratto, ma è qualcosa che si costruisce, si testa e si fa correre sui binari – letteralmente, o meglio, sopra i binari! Il Paese sta sperimentando quello che potrebbe diventare il treno più veloce della storia: il prototipo L0 Series, basato su tecnologia a levitazione magnetica, ha già raggiunto in fase di test i 603,5 km/h, una velocità che supera di gran lunga qualsiasi treno attualmente in servizio commerciale in Europa e in Asia.
Il progetto è sviluppato dalla Central Japan Railway Company (JR Central) e sarà il cuore della futura linea Chūō Shinkansen, in costruzione tra Tokyo, Nagoya e, in una fase successiva, Osaka. Un’infrastruttura che promette di ridisegnare completamente la geografia degli spostamenti in Giappone.
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Il treno più veloce del mondo è Made in Japan
Oggi viaggiare in treno tra Tokyo e Nagoya richiede da un’ora e mezza a oltre due ore, a seconda del servizio scelto. Con l’entrata in funzione del L0 Series, il tempo di percorrenza scenderebbe a circa 40 minuti per coprire una distanza di 286 chilometri. Un cambio di scala netto, che avvicina l’esperienza ferroviaria a quella dei voli a corto raggio, senza check-in, controlli e trasferimenti verso aeroporti periferici.
L’estensione della linea fino a Osaka avrebbe un impatto ancora più radicale: le tre principali città giapponesi diventerebbero un’unica, enorme regione urbana interconnessa. Tokyo-Osaka in un’ora significherebbe ripensare lavoro, pendolarismo e turismo interno. Per avere un riferimento europeo, un treno con prestazioni simili coprirebbe una distanza come Londra-Edimburgo in circa 60 minuti, contro le quattro o cinque ore attuali.
La chiave di tutto è la tecnologia maglev. Il treno non poggia sui binari: viene sollevato e guidato da campi magnetici, eliminando l’attrito meccanico. La spinta è affidata a un motore elettrico lineare, che permette accelerazioni elevate e una stabilità impossibile per i sistemi tradizionali.
Arriverà in Europa? Costi, limiti e confronti
Un progetto così ambizioso ha però un prezzo altissimo: la costruzione della linea Chūō Shinkansen ha già raggiunto i 60 miliardi di euro e i ritardi si sono accumulati. L’inaugurazione, inizialmente prevista per il 2027, è stata rinviata: oggi la stampa giapponese indica una data più realistica tra il 2034 e il 2035. Gran parte delle difficoltà deriva dalla necessità di costruire lunghi tratti in galleria, indispensabili per garantire stabilità e sicurezza a velocità così elevate.
Ed è qui che nasce la domanda inevitabile: un treno del genere potrebbe funzionare in Europa? Secondo molti esperti, difficilmente: infatti, un maglev richiede linee completamente dedicate e non può utilizzare l’infrastruttura ferroviaria esistente. I costi di realizzazione sarebbero enormi, soprattutto in un continente frammentato come l’Europa, dove l’integrazione delle reti è un valore chiave.
C’è poi il tema dell’energia e della capacità: il maglev consuma più elettricità rispetto ai treni ad alta velocità convenzionali e trasporta meno passeggeri per corsa. Recuperare l’investimento diventerebbe complesso, soprattutto su tratte dove il viaggio in treno non è solo velocità, ma anche esperienza, comfort e paesaggio.
Nel frattempo, la Cina osserva e accelera: il colosso CRRC Changchun ha presentato un proprio prototipo maglev da 600 km/h, pensato per coprire il vuoto tra l’alta velocità classica e l’aviazione. L’obiettivo è ridurre il viaggio Pechino-Shanghai a circa 2,5–3 ore. Il sistema cinese utilizza una soluzione ibrida: ruote alle basse velocità e levitazione magnetica sopra i 150 km/h.