Sotto il pavimento di una delle chiese storiche di Catania, a circa tre metri e mezzo di profondità, si cela un mondo rimasto a lungo nascosto. Un intreccio di antiche camere sepolcrali, corridoi, scale e architetture in pietra lavica che raccontano usanze e rituali funerari di un passato lontano.
Un patrimonio storico e architettonico di grande valore che si prepara a tornare accessibile dopo un importante intervento di restauro. Si tratta dell’Antico Ipogeo della Chiesa di Sant’Agostino, oggi Santuario diocesano di Santa Rita, che lunedì 9 novembre 2026, alle ore 18, sarà ufficialmente inaugurato alla presenza dell’arcivescovo di Catania, monsignor Luigi Renna.
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Un labirinto sotterraneo tra camere sepolcrali e antichi rituali funerari
Scendere nell’Antico Ipogeo significa compiere un viaggio nella Catania di secoli fa, alla scoperta di ambienti che conservano ancora testimonianze delle pratiche funerarie diffuse tra il XVIII e il XIX secolo. Il complesso si sviluppa sotto la navata della chiesa e comprende cinque camere sepolcrali, collegate tra loro da corridoi e antiche scale che seguono l’orientamento architettonico dell’edificio sovrastante.
Gli ambienti custodiscono elementi architettonici di particolare interesse: volte a botte e a crociera, pavimentazioni in cotto, nicchie, ossari e sedili in muratura utilizzati per le antiche consuetudini legate alla sepoltura dei defunti. Tra i dettagli più suggestivi ci sono i cosiddetti colatoi, strutture destinate al trattamento delle salme prima della deposizione definitiva dei resti. Si tratta di testimonianze preziose non soltanto dal punto di vista storico e architettonico, ma anche antropologico, perché permettono di comprendere usanze e tradizioni ormai scomparse.
La storia dell’ipogeo è legata a doppio filo a quella della Chiesa di Sant’Agostino. Il complesso agostiniano venne fondato nel 1384 lungo l’antica Strada Reale, oggi via Vittorio Emanuele II. Gravemente danneggiato dal terremoto del 1693, fu successivamente ricostruito nella prima metà del Settecento su progetto dell’architetto Girolamo Palazzotto, tra i protagonisti della ricostruzione barocca della città. Nel 2013 la chiesa è stata elevata a Santuario diocesano di Santa Rita in Sant’Agostino.
Il restauro dell’ipogeo e la riapertura al pubblico
Il recupero dell’Antico Ipogeo nasce dalla volontà di salvaguardare un patrimonio di particolare interesse, a lungo penalizzato da problemi di umidità e dalla progressiva chiusura degli originari collegamenti con la chiesa soprastante. I lavori sono stati realizzati con l’obiettivo di conservare le caratteristiche autentiche degli ambienti, migliorandone al tempo stesso le condizioni di fruibilità e valorizzandone i dettagli architettonici, attraverso interventi rispettosi della struttura storica.
La cerimonia inaugurale si terrà nella Chiesa di Santa Rita in Sant’Agostino e si aprirà con i saluti del rettore don Massimiliano Parisi. Seguiranno gli interventi dei progettisti, gli architetti Francesco Anfuso e Marco Bertolone e l’ingegnere Mauro Scaccianoce, che illustreranno i lavori eseguiti. In programma anche un intermezzo musicale del coro polifonico diretto dal maestro Paolo Cipolla e la presentazione di un video dedicato alla storia dell’ipogeo, realizzato dall’Accademia di Belle Arti di Catania.
Dopo i saluti istituzionali e le conclusioni dell’arcivescovo Luigi Renna, sono previsti il taglio del nastro e una prima visita riservata alle autorità. Successivamente, l’Antico Ipogeo sarà finalmente aperto al pubblico, con ingressi organizzati in gruppi scaglionati.