Palazzo Farnese rinasce: tra le sorprese del restauro c’è un’opera attribuita a Michelangelo

L'impegnativo restauro fa rinascere uno dei simboli del Rinascimento, con una scoperta che amplierebbe l'eredità di Michelangelo

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Angelica Losi

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Cinque anni di cantiere, un investimento da 8,5 milioni di euro e un risultato che restituisce a Roma uno dei suoi gioielli rinascimentali con una luce quasi accecante. Palazzo Farnese, sede dell’ambasciata francese dal 1874, ha da poco visto cadere le ultime impalcature sul fianco che guarda il Tevere. E tra polvere, travertino ripulito e mattoni tornati a splendere, gli esperti hanno fatto una scoperta che ha acceso l’entusiasmo degli addetti ai lavori: tracce riconducibili proprio a Michelangelo, chiamato a completare l’edificio dopo la morte di Antonio da Sangallo il Giovane. Ma la vera sorpresa? Uno dei 300 leoni che adornano l’opera rinascimentale spiccava per cura dei dettagli e per questo gli studiosi ne hanno attribuito la realizzazione a Michelangelo.

Il restauro di Palazzo Farnese

Il restauro di Palazzo Farnese a Roma è partito nel 2017 con una fase operativa avviata davvero solo nel 2021. Sono servite 4 tranche di intervento, una per ogni facciata prima di poter considerare concluso il lavoro. Il cantiere ha integrato soluzioni pensate per l’efficienza energetica: sughero per isolare il sottotetto, tegole romane recuperate e riutilizzate, legname per gli infissi scelto per garantire un comfort termico migliore. Durante i lavori è riemerso anche lo stemma del cardinale Alessandro Farnese, oggi di nuovo visibile e in dialogo con quello di Papa Paolo III sulla facciata principale.

Un dettaglio che, insieme ai segni ancora leggibili sulle mura (dalle buche pontaie agli intonaci più antichi) racconta la stratificazione di quasi cinque secoli di storia, tra Sangallo, Michelangelo, Vignola e Giacomo Della Porta, che chiuse i lavori sul lato Tevere nel 1589.

ANSA
Il fascino dei cortili di Palazzo Farnese

L’opera attribuita a Michelangelo

Le fonti storiche parlano di come Michelangelo sia intervenuto personalmente nella costruzione di Palazzo Farnese a partire dal 1546, dopo la morte di Antonio da Sangallo il Giovane. Lui stesso ha assunto la direzione del cantiere rinascimentale romano sul Tevere.

Il suo contributo più famoso è certamente il monumentale cornicione che conclude la facciata principale: molti lo considerano, a tutti gli effetti, il capolavoro dell’architettura cinquecentesca. Accanto a esso si occupò della grande finestra centrale del piano nobile, quella sormontata dallo stemma dei Farnese così da renderla un punto focale.

A confermare l’attribuzione di queste opere a Michelangelo ci pensano le fonti storiche e gli studi condotti; il suo intervento è stato considerato determinante e non stupisce che durante il restauro siano emersi nuovi dettagli che lo riguardano. La capacità di coniugare rigore classico, monumentalità e dinamismo compositivo rese Palazzo Farnese un punto di riferimento per gli architetti delle generazioni successive.

Se tutto questo era già noto, la vera sorpresa è arrivata durante il cantiere quando osservando uno dei 300 leoni che adornano le grondaie uno si è fatto notare per grande pregio e per questo è stato attribuito a Michelangelo.

Come visitare Palazzo Farnese

Per chi volesse vedere da vicino il risultato del restauro l’accesso resta possibile solo tramite visita guidata, prenotabile online fino a 90 giorni prima e acquistabile al massimo 5 giorni prima della data scelta.

Prezzi dei biglietti:

Un tesoro prezioso di Roma torna a splendere dopo un attento lavoro di restauro durato anni e ora gli occhi sono tutti puntati sull’opera attribuita a Michelangelo.

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