Trova due lettere in bottiglia su una delle spiagge più belle: dopo 109 anni arrivano a destinazione

Due lettere affidate al mare e due frammenti di vita che per oltre cento anni sono rimasti insieme, chiusi in una bottiglia: la scoperta su una delle spiagge più belle del mondo

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Francesca Pasini

Content writer & Travel Expert

Laureata in Gestione delle Arti e delle Attività Culturali, vive tra Italia e Spagna. Curiosa per natura, ama scrivere di storie che la appassionano.

A volte il mare restituisce storie che sembravano destinate ad andare perse per sempre. È quello che è successo su una spiaggia dell’Australia Occidentale, dove una donna, passeggiando nella sabbia e raccogliendo rifiuti, ha trovato una vecchia bottiglia di vetro contenente non una, ma ben due lettere. A stupire è la data riportata su queste missive: 15 agosto 1916. A firmarle furono due soldati che più di 100 anni prima stavano viaggiando in mare verso l’Europa, dove avrebbero combattuto la Prima Guerra Mondiale.

Le loro parole, rimaste nascoste per tutto quel tempo, sono tornate alla luce per caso, riportando con sé le voci, le speranze e i pensieri di due giovani uomini alla vigilia di un viaggio che avrebbe cambiato per sempre le loro vite. E quando quelle lettere sono state finalmente aperte, hanno permesso di ricostruire una storia rimasta sospesa tra le onde e la sabbia per oltre un secolo. Ma la scoperta è diventata ancora più emozionante quando è stato possibile rintracciare i discendenti dei due soldati, restituendo alle loro famiglie un piccolo frammento delle loro vite.

La bottiglia ritrovata dopo 109 anni

Non è la prima volta che il mare restituisce un messaggio rimasto sospeso per decenni: abbiamo già raccontato la toccante storia della cartolina scritta dai genitori e spedita da Copenhagen, ma consegnata ben 26 anni dopo a Long Beach. E ancora più lontano nel tempo ci ha portato la lettera d’amore scritta nel 1972 e ritrovata su una spiaggia di Cuba, riaffiorata dopo oltre mezzo secolo. A questi ritrovamenti si aggiunge anche la struggente lettera d’addio tra due amiche scoperta 29 anni dopo su una spiaggia dell’Isola d’Elba.

Questa volta, però, il viaggio è stato molto più lungo. La scoperta è avvenuta lo scorso ottobre sulla Wharton Beach (premiata tra l’altro tra le spiagge più belle del mondo nel 2026), lungo la costa meridionale dell’Australia Occidentale e a circa 800 chilometri da Perth. A fare la scoperta è stata Debra Brown, che si trovava sulla spiaggia insieme al marito Peter e alla figlia Felicity, mentre era intenta a raccogliere rifiuti. Ha infatti notato nella sabbia una vecchia bottiglia di vetro: poteva essere come tante altre bottiglie, uno di quegli oggetti che il mare porta a riva e poi dimentica. Ma qualcosa ha attirato l’attenzione della donna: all’interno c’erano due fogli, ormai fragili e bagnati.

La prima lettera alla madre: “Il tuo affettuoso figlio”

Brown ha tolto il tappo e ha lasciato asciugare lentamente la bottiglia, prima di riuscire a estrarre il primo messaggio con delle pinzette. La carta era scritta a matita e riportava la data del 15 agosto 1916 e a scriverla era stato Malcolm Alexander Neville, un giovane soldato australiano di 28 anni. Si trovava a bordo della nave trasporto truppe HMAT A70 Ballarat, appena partita da Adelaide e diretta verso l’Europa, dove lo aspettava la Prima Guerra Mondiale.

Le parole della missiva di Neville erano rivolte alla madre, Robertina: le raccontava il viaggio con una leggerezza quasi disarmante, parlando di buon cibo e della vita a bordo, e scherzando anche su un pasto che avevano dovuto “seppellire in mare”. Poi aveva arrotolato il foglio, lo aveva infilato nella bottiglia e l’aveva affidato all’oceano.

In fondo alla lettera aveva lasciato una dedica alla madre: “Il tuo affettuoso figlio Malcolm… Da qualche parte in mare”. E aveva rivolto una richiesta a chiunque avesse trovato quella bottiglia: spedirla alla madre Robertina, a Wilkawatt, nell’Australia Meridionale. Non poteva immaginare che quel messaggio sarebbe riuscito ad arrivare a destinazione solo un secolo più tardi.

La sorpresa della seconda lettera

La sorpresa più grande, però, era ancora nascosta nella bottiglia. Quando Brown riuscì a controllarne meglio il contenuto, scoprì un secondo foglio, scritto da un altro soldato: William Kirk Harley, 37 anni. Anche lui si trovava sulla HMAT A70 Ballarat, anche lui aveva davanti a sé un viaggio verso la guerra. Ma la sua lettera raccontava una storia diversa: sua madre era già morta quando era partito e così, invece di indirizzare il messaggio a lei, Harley aveva chiesto a chi lo avesse trovato di conservarlo.

La consegna dei messaggi ai familiari

Le lettere non potevano più restare lontane dai destinatari, così Debra Brown ha iniziato a cercare informazioni sui loro autori, scoprendo che il soldato Malcolm Neville sarebbe morto in Francia nell’aprile del 1917, a soli 28 anni e meno di un anno dopo aver scritto quella lettera, mentre prestava servizio nel 48° Battaglione di Fanteria australiano. La donna è riuscita a rintracciare il pronipote di Neville, Herbie Neville, che vive ad Alice Springs. La notizia ha quindi riunito i discendenti del soldato intorno a quella piccola pagina scritta a matita più di un secolo prima.

Harley, a differenza di Neville, tornò dalla guerra. Fu ferito due volte in battaglia e riuscì a rientrare in Australia, dove morì nel 1934. Anche la sua lettera ha finalmente ritrovato la sua famiglia: Brown ha rintracciato Ann Turner, una delle sue nipoti ancora in vita, e le ha consegnato il messaggio. Lei stessa ha raccontato all’Australian Broadcasting Corporation di avere avuto la sensazione che il nonno li avesse contattati dall’aldilà.

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