In occasione del 51° anno del FAI (Fondo Ambiente Italiano), tornano ancora più ricche le Giornate FAI di primavera. Il weekend del 21 1 22 marzo 2026 saranno 780 i luoghi aperti e visitabili in 400 città d’Italia. Giunte alla 34ª edizione, le Giornate FAI di primavera 2026 danno la possibilità a centinaia di migliaia di italiani, nel primo fine settimana di primavera, di visitare alcuni degli edifici del patrimonio culturale e paesaggistico delle città e dei territori in cui vivono. Ma sono anche un’occasione per organizzare un fine settimana fuori casa, alla scoperta delle bellezze italiane.
Un patrimonio, quello dei Beni del FAI, fatto di tesori d’arte e natura più o meno conosciuti e anche di storie, tradizioni e saperi unici che vengono tramandati e rinnovati dalle comunità che li custodiscono, a cui il FAI dedica ogni anno questa festa collettiva pensata per promuoverne la conoscenza, la cura e la tutela, in linea con la missione educativa che la Fondazione porta avanti da oltre cinquant’anni.
Tra le novità di questa edizione, alcune aperture speciali per commemorare gli 800 anni dalla morte di San Francesco d’Assisi e valorizzare la figura e l’eredità spirituale e culturale del santo patrono d’Italia.
Indice
I Beni FAI da visitare nelle Giornate FAI di primavera 2026
Luoghi francescani
Diversi i luoghi del FAI aperti per celebrare l’anniversario di San Francesco, come il Bosco di San Francesco ai piedi della grandiosa Basilica di San Francesco ad Assisi e il Convento di San Fortunato a Montefalco (PG), il cui chiostro interno del XV secolo fu affrescato nel 1720 con episodi della vita di S. Francesco e della vita di S. Fortunato, con stemmi di famiglie nobili di Montefalco e ritratti di francescani illustri. Da visitare c’è anche il Santuario di San Donato a Ripacandida, borgo del Vulture noto come “piccola Assisi lucana”, gemellato con la Basilica di San Francesco ad Assisi, tanto da aver ricevuto in dono una reliquia del corpo del Santo patrono d’Italia, e nel 2010 è stato riconosciuto dall’Unesco “monumento messaggero di cultura di pace” per i profondi valori spirituali che trasmette da secoli.
Edifici moderni
Dal sacro al profano: sarà aperto alle visite lo Stadio Diego Armando Maradona a Fuorigrotta, Napoli, con il celebre murales di Jorit che si trova all’esterno, completato proprio a inizio 2026. Dopo il Colosseo di Roma è il luogo più visitato d’Italia.
I palazzi aperti
Ma sono soprattutto i palazzi che aprono, alcuni in via del tutto eccezionale, al pubblico per il primo fine settimana di inizio primavera: Palazzo Corrodi a Roma è uno di questi. Sorge lungo il Tevere, nel rione Campo Marzio, nasce come edificio concepito per ospitare atelier di artisti. Fin dalle origini il palazzo si configura come luogo di produzione culturale, accogliendo pittori, scultori e intellettuali come Giulio Aristide Sartorio e lo scultore Christian Hendrik Andersen. E sempre a Roma, si può visitare Villa Lante al Gianicolo, una delle ville romane del Cinquecento meglio conservate: preziosa testimonianza dei lavori della scuola di Raffaello e della “nuova era aurea” dei papa Medici, l’architettura è da attribuire a Giulio Romano, coadiuvato nelle decorazioni da Giovanni da Udine, Polidoro da Caravaggio, Vincenzo Tamagni e Maturino.
Durante le Giornate FAI di primavera 2026 i visitatori saranno accompagnati alla scoperta anche del monumentale Palazzo del Ministero dell’Istruzione e del Merito, a Trastevere, che aprirà eccezionalmente i propri ambienti: sono ben 660 le sale sui tre livelli e cinque i cortili. La facciata è coronata dalle statue di Scienza, Didattica, Arte e Filosofia. Il bugnato in pietra richiama il Rinascimento, mentre i due loggioni centrali rivelano un marcato gusto barocco romano.
A Napoli, apre Palazzo d’Avalos del Vasto, costruito tra il 1489 e il 1525 dal celebre condottiero e marchese di Pescara Francesco Ferdinando d’Avalos che, giunto in città al seguito degli Aragonesi, ne fece la sua residenza di rappresentanza. Nel corso dei secoli il palazzo divenne una vera e propria reggia urbana, abitata da esponenti di spicco della famiglia, come il Cardinale Innico d’Avalos d’Aragona e il principe Tommaso d’Avalos, che ne commissionarono i primi restauri. Era chiuso da trent’anni.
A Milano si può visitare il bellissimo Palazzo Turati che dal 2025 ospita l’Istituto Marangoni, la prestigiosa scuola internazionale di alta formazione. Edificato in stile neorinascimentale tra il 1873 e il 1876 conserva al piano nobile tre raffinate sale affrescate e decorate da alcuni tra i più importanti artisti milanesi del secondo Ottocento, come Lodovico Pogliaghi, noto soprattutto per la realizzazione del portale centrale del Duomo di Milano. A Milano si visita anche il Palazzo delle Finanze, costruito negli anni Trenta del Novecento allo scopo di raggruppare i numerosi uffici che si occupavano di tasse e imposte e che, fino a quel momento, erano situati in sedi sparse per la città. Si visiteranno le parti monumentali del grande edificio e il cortile con la “loggia della fortuna”, dove avvenivano le estrazioni del lotto, per terminare nel grande salone dell’ex Catasto.
I teatri
A Bari si potrà visitare il celebre Teatro Margherita, l’unico costruito su palafitte nel mare, progettato in stile Liberty da Francesco De Giglio, mentre un altro teatro visitabile nelle giornate del FAI sarà l’ex Regio Ippodromo Vittorio Emanuele II di Torino, costruito nel 1856, trasformato in teatro e successivamente acquistato dalla RAI nel 1952, oggi la sede dell’Auditorium Rai “Arturo Toscanini”. E poi ci sono i 18 teatri condominiali dell’Italia centrale, 14 dei quali sono concentrati nelle Marche e sono candidati a Patrimonio mondiale dell’Unesco. Uno di questi è il Teatro Lauro Rossi di Macerata del 1774 progettato da Antonio galli da Bibbiena.
I borghi
Non solo palazzi ed edifici, ma interi borghi saranno visitabili nelle due Giornate FAI di primavera. Il primo che segnaliamo è Orgosolo, in provincia di Nuoro in Sardegna. Famoso per i suoi murales, è uno dei borghi dipinti più affascinanti d’Italia che, attraverso i dipinti, racconta la sua storia a partire dagli Anni ’60 fino ai giorni nostri. Un paese-museo a cielo aperto nel bel mezzo della Barbagia.
Le origini del borgo di Villa Santa Maria, in provincia di Chieti, risalgono all’alto Medioevo ma è dal 1560, con l’avvento dei Caracciolo, feudatari di un vasto territorio, che il paese visse un periodo di splendore, diventando anche un centro di formazione culinaria riconosciuto a livello internazionale. Durante le Giornate FAI saranno proposte diverse aperture speciali e percorsi tra storia e natura alla scoperta del luogo, a partire dalla passeggiata nel centro storico attraverso stradelle, scalette e sottoportici, che condurrà alla base de La Penna, il masso calcareo che domina tutto il paese e la visita alla “Scuola dei Cuochi”. Il borgo, detto anche la “Patria dei Cuochi”, vanta infatti una storia legata proprio a questa professione che risale all’epoca dei Principi Caracciolo.
E infine Parabita, in provincia di Lecce, dove sono state riqualificate le antiche edicole votive che caratterizzano il centro urbano con un progetto artistico intitolato Votiva che comprende una collezione permanente e diffusa di arte contemporanea inaugurata nel 2024. Tra le edicole votive del centro storico reinterpretate ci sono quelle realizzate da Mimmo Paladino e da Michelangelo Pistoletto.