Tra mare, città d’arte e borghi, le mete di viaggio degli italiani per l’estate 2026

Estate 2026, dove viaggeranno gli italiani tra città d’arte, mare, destinazioni lente e borghi: cresce la domanda, forte la componente estera e nuove abitudini

Pubblicato:

Sara Boccolini

Travel Blogger

Laureata in Scienze del Turismo, ama da sempre viaggiare. Travel Blogger dal 2012 e Content Creator, alterna zaino in spalla a bagaglio a mano.

Le previsioni per la stagione estiva 2026 mostrano un turismo in ulteriore consolidamento, con una domanda che cresce nonostante il contesto internazionale incerto. Tra luglio e agosto sono attese circa 171,8 milioni di presenze con una componente estera (regno Unito, Stati Uniti e Svizzera) sempre più determinante anche grazie alla maggiore flessibilità delle prenotazioni (i primi mesi dell’anno hanno già confermato il trend positivo, con un incremento delle presenze del 16%).

Grazie ai dati Isnart e Unioncamere si può osservare che un’impresa su 4 registra un aumento delle prenotazioni.

Gli italiani continuano a scegliere soprattutto destinazioni accessibili, sicure e ricche di esperienze, alternando città d’arte, borghi e località balneari o montane. Anche le prenotazioni anticipate segnalano una stagione già in parte definita, con un mercato più organizzato e dinamico rispetto al passato.

Le destinazioni più scelte dagli italiani

Le scelte degli italiani per l’estate 2026 si concentrano su un mix sempre più equilibrato tra grandi città d’arte, località di prossimità e destinazioni outdoor.

Grazie ai dati registrati durante le vacanze pasquali, si può affermare che le città restano un punto fermo, con Roma (che domina il segmento spirituale), Venezia tra le mete più richieste, grazie all’offerta culturale e alla forte attrattività internazionale, Livigno per il turismo sportivo e poli religiosi come Assisi, Pompei e San Giovanni Rotondo.

Accanto ai grandi centri urbani cresce l’interesse per borghi e destinazioni lente, spesso scelti per vacanze più brevi ma immersive, oltre che per località lacustri e collinari. Tra queste spiccano luoghi come Bolsena, Garda, Urbino, Orvieto, Alba, Montalcino, Spello e Castiglione del Lago.

Parallelamente, si rafforza il turismo legato alla natura e allo sport, con le località montane italiane sempre più centrali nelle preferenze (Sestriere, Selva di Val Gardena, Roccaraso, Abetone Cutigliano).

Sul fronte della domanda, circa il 31,8% degli operatori segnala un aumento dei turisti italiani, mentre quasi la metà evidenzia stabilità. Cresce però in modo più deciso la componente estera, con un +34,7% di prenotazioni internazionali. Questo conferma il ruolo dell’Italia come destinazione privilegiata nei flussi europei e intercontinentali, anche grazie alla solidità del sistema ricettivo.

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Vista aerea della città di Orvieto

Crescita della domanda e nuove abitudini di prenotazione

Il quadro complessivo del turismo per l’estate 2026 evidenzia una crescita sostenuta della domanda e un cambiamento nelle abitudini di prenotazione. Le stime indicano 171,8 milioni di presenze tra luglio e agosto, con una crescita del 4,6% e una componente estera sempre più rilevante.

Nei primi mesi dell’anno il trend è già stato positivo, con 71,6 milioni di presenze e un aumento del 16% rispetto all’anno precedente, trainato soprattutto dai visitatori internazionali (+23%). Anche il segmento degli affitti brevi mostra un andamento in crescita, con 8,7 milioni di notti prenotate. Sul fronte delle prenotazioni estive, il mercato ricettivo registra già 9,6 milioni di prenotazioni, in aumento del 18,4%, segnale di una stagione costruita sempre più in anticipo.

Le imprese del settore segnalano inoltre una tenuta del mercato interno e un rafforzamento di quello estero, con una quota significativa di operatori che registra stabilità e una parte crescente che osserva incrementi. Questo andamento è sostenuto anche dalla maggiore flessibilità nelle politiche di cancellazione e dalla crescita dei canali di vendita diretti. In parallelo, il turismo italiano continua a beneficiare della percezione di sicurezza e della varietà dell’offerta, elementi che contribuiscono a mantenere il Paese tra le destinazioni più competitive a livello globale.

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