Le location di Uno sbirro in Appennino, la serie RAI in cui Claudio Bisio interpreta il Commissario Vasco Benassi, appaiono fin da subito come molto più che una semplice ambientazione narrativa: in luoghi come il centro di Bologna o le silenziose statali che percorrono l’Appennino emiliano, dove sono state girate alcune scene chiave della fiction, si compie infatti un viaggio alla ricerca delle radici personali del Commissario e del suo personalissimo modo di vivere il rapporto con l’Arma.
La fiction è disponibile in anteprima su RaiPlay dal 7 aprile 2026, e va in onda su Rai 1 a partire dal 9 aprile.
Indice
Di cosa parla
Trasferito a causa di un precedente errore professionale da Bologna a un piccolo borgo di montagna dove tutti si conoscono e non succede (quasi) mai nulla, il Commissario Benassi impara a fare i conti soprattutto con l’importanza delle relazioni. Quella con Nicole (Valentina Lodovini), per esempio, che per motivi di lavoro si ritrova a vivere un’esistenza solitaria così simile alla sua. E, più ancora, quella con Amaranta (Chiara Cellotto), la giovane poliziotta del paese a cui Benassi prova a insegnare i trucchi del mestiere e in cui sembra riconoscere l’agente che è stato da giovane, se non addirittura una figlia mai avuta.
Dov’è stata girata la serie
Realizzata per RAI da Picomedia con la direzione di Renato De Maria e il sostegno dell’Emilia-Romagna Film Commission, Uno sbirro in Appennino è stata girata in gran parte tra Bologna e l’Appennino emiliano, anche se non mancano scene realizzate in studio a Cinecittà.
Bologna: la città natale del Commissario Benassi
Città natale del Commissario Benassi, Bologna compare in diversi degli otto episodi della fiction grazie a scene come quelle girate in centro. I portici di Via del Pratello, in particolare il tratto che va dal Centro sociale della Pace a via Pietralata, sono stati scelti per raccontare il passato del Commissario e cosa lo ha portato a costruire una nuova vita sull’Appennino.
Anche Piazza Maggiore, con il suo iconico “crescentone”, la pavimentazione in granito bianco e rosa chiamata così perché ricorda la tradizionale focaccia emiliana, è tra le location di Uno sbirro in Appennino.
Castiglione dei Pepoli e gli altri borghi dell’Appennino emiliano
Muntagò, il paesino di montagna che accoglie il Commissario e le sue nuove indagini, nella realtà non esiste ma è un insieme di scorci dei borghi più belli dell’Appennino emiliano.
Molte delle riprese sono state realizzate a Castiglione dei Pepoli, un borgo della Valle del Brasimone al confine tra l’Emilia e la Toscana: inconfondibile il suo centro storico con la Chiesa di San Lorenzo, Palazzo Pepoli, la Palazzina e la Torre dell’Orologio.
Altri scorci provengono da Borgo La Scola (Grizzana Morandi), uno degli insediamenti medievali meglio conservati della zona dei Colli Bolognesi.
Il Palazzo Orsini di Monterotondo, nel Lazio
Per alcuni degli interni, la troupe, capitana alla sceneggiatura da Fabio Bonifacci, ha scelto il Palazzo Orsini di Monterotondo (in provincia di Roma): una forzatura rispetto all’ambientazione narrativa della fiction, compensata dalla lunga storia feudale della dimora della famiglia Orsini di cui si trova traccia nelle ampie sale affrescate e nelle corti.
Da Camugnano al Lago di Suviana tra panorami montani e lacustri
L’Appennino emiliano torna protagonista con scene come quelle girate lungo la Strada Provinciale 62/1 e la SP 40 in località Camugnano: ripresi a diverse ore del giorno e della notte, i paesaggi montani di questa zona, nota non a caso come “la terrazza dell’Appennino” e ben frequentata da appassionati di fotografia, oltre che di trekking e passeggiate nel verde, aiutano a dare consistenza ai personaggi e alle loro scelte di vita.
È per questo che tra le location di Uno sbirro in Appennino c’è anche il Parco Regionale dei Laghi di Suviana e Brasimone: con i suoi pendii dolci, i sentieri che si inerpicano dalla riva e tanto verde è il simbolo della nuova – e inaspettata – pace che il trasferimento in Appennino sa regalare al Commissario Benassi.