Il prima serata su Canale 5 mercoledì 19 agosto 2026, il terzo film da regista del simpaticissimo Fabio De Luigi ha trovato il proprio set in Emilia-Romagna. Terra d’origine dello stesso De Luigi, nato precisamente a Santarcangelo di Romagna, ha regalato uno sfondo suggestivo all’avventura di 50 km all’ora.
Oltre all’artista romagnolo, anche Stefano Accorsi è nel cast che riadatta in chiave nostrana una commedia on the road divenuta un vero successo al botteghino tedesco. Il film originale è infatti del 2018, scritto da Oliver Ziegenbalg e diretto da Markus Goller.
Indice
Di cosa parla il film
Rocco (Fabio De Luigi) è un uomo introverso e tranquillo, che ha trascorso gran parte della sua vita accanto al padre, accudendolo con dedizione nella loro casa in Emilia-Romagna. Guido (Stefano Accorsi), suo fratello, è invece l’esatto contrario: estroverso, irrequieto, sempre in movimento e distante da casa da anni. Le loro strade, ormai da tempo separate, si incrociano nuovamente quando la morte del padre Corrado li costringe a un inatteso e delicato riavvicinamento. Durante la lettura del testamento, i due scoprono l’ultima volontà del genitore: portare le sue ceneri fino a Cervia per deporle accanto alla tomba della madre.
Guido inizialmente sembra intenzionato ad andarsene in fretta, ma un messaggio lasciato dal padre lo colpisce profondamente, spingendolo a restare e intraprendere il viaggio insieme a Rocco. Così, i due fratelli decidono di dare finalmente vita a un sogno adolescenziale mai realizzato: attraversare la regione a bordo dei loro vecchi motorini, un Piaggio Ciao e un Atala Califfone, rimessi in funzione dopo anni di abbandono. Quel viaggio, lento e fuori dal tempo, li porterà a percorrere strade di campagna, coste e piccoli paesi, ma soprattutto a riaprire vecchie ferite, affrontare incomprensioni e recuperare un legame fraterno mai davvero spezzato.
Nel corso di questa avventura, fatta di soste improvvisate, incontri curiosi e situazioni impreviste, i due imparano a conoscersi di nuovo. Tra battute, scontri e confessioni, emergono verità sopite e sentimenti rimasti in sospeso. Il viaggio si trasforma così in un’occasione di riconciliazione, fatta di leggerezza, ironia e profondi momenti di riflessione su ciò che è stato e su ciò che ancora può essere.
Dove è stato girato
Questa storia familiare on the road affronta temi come il rapporto tra fratelli, le distanze emotive e la possibilità di ritrovarsi. Un viaggio che, oltre al percorso fisico, diventa simbolo di guarigione, riconciliazione e trasformazione personale. L’opera, sostenuta dalla Regione attraverso Emilia-Romagna Film Commission, ha scelto diverse località della zona per le riprese. Ma dove è stato girato di preciso 50 km all’ora all’interno dei paesaggi emiliano-romagnoli?
Colline Romagnole
Cesena, Longiano, Bertinoro e San Giovanni in Galilea rappresentano il fulcro narrativo del film. Tra paesaggi dolci e scorci curati, le colline romagnole offrono uno sfondo autentico e suggestivo, in cui la semplicità del quotidiano incontra un’estetica quasi poetica. I borghi ben conservati e l’atmosfera raccolta permettono ai protagonisti di vivere situazioni a tratti comiche, a tratti toccanti. È in questi luoghi che emergono le sfumature più genuine del rapporto tra i due fratelli. Lontano dai circuiti cinematografici più battuti, questo territorio restituisce l’immagine di un’Italia vera, fatta di relazioni sincere e di comunità radicate.
Costa Adriatica: Ravenna, Cervia, Lido di Dante, Lido di Savio
Man mano che il viaggio avanza verso il mare, il paesaggio si apre, la luce si fa più ampia e l’atmosfera si alleggerisce. Le tappe sulla Riviera romagnola introducono un senso di libertà e di distensione. Tra spiagge, pinete e località balneari, il racconto si avvicina al suo compimento. Cervia, in particolare, non è solo una meta geografica, ma assume un ruolo simbolico: è il punto d’arrivo del viaggio e il luogo in cui si realizza l’ultima volontà del padre. Il mare, con la sua dimensione di passaggio e apertura, fa da sfondo alle riflessioni finali e alla trasformazione dei personaggi.
Appennino Modenese: Fanano, Pavullo nel Frignano
Le prime sequenze del film si ambientano tra le curve verdi dell’Appennino modenese, dove strade strette si snodano tra boschi e silenzi. È qui, tra Fanano e Pavullo nel Frignano, che il viaggio prende il via, in un paesaggio che riflette perfettamente la distanza emotiva tra i due fratelli. Il clima è introverso, quasi sospeso, come a voler cristallizzare un passato che fatica a essere superato. Le montagne diventano così metafora dell’isolamento iniziale e della fatica del riavvicinamento.
Appennino Bolognese
La tappa a Lizzano in Belvedere introduce un ritmo più contemplativo. Circondati da natura incontaminata e piccoli centri abitati, i protagonisti iniziano a lasciarsi spazio. I paesaggi di Lizzano, con la loro calma e sobrietà, fanno da cornice a momenti di confidenza e prime crepe nelle corazze emotive. È un luogo che incoraggia l’introspezione e che rappresenta uno dei passaggi più delicati del loro percorso.
Comacchio (provincia di Ferrara)
Suggestiva e ricca di fascino, Comacchio offre una parentesi visiva unica nel film. I suoi ponti, i canali e l’architettura sospesa sull’acqua evocano atmosfere rarefatte, quasi oniriche. Inserita nel viaggio come una tappa fuori dal tempo, questa città lagunare assume un tono simbolico: un momento di pausa, in cui lo scorrere del tempo sembra dilatarsi. Visivamente affascinante, arricchisce la narrazione con un tocco più lirico e inatteso.
Milano (scene urbane)
In netto contrasto con la quiete e l’intimità delle altre location, Milano appare in brevi passaggi, ma con una forte carica evocativa. È il luogo della distanza, della frenesia e dell’individualismo. Qui affiorano elementi del passato e della vita adulta, messi in opposizione al ritmo lento e riflessivo del viaggio. La città simboleggia ciò da cui i protagonisti, in modi diversi, stanno cercando di allontanarsi: una vita scollegata dalle radici e dalle relazioni autentiche.