Firenze non è mai stata soltanto una città: è una soglia, un luogo dove la bellezza non decora lo spazio ma lo permea, dove ogni pietra conserva la memoria di chi ha avuto il coraggio di trasformare necessità e bellezza in qualcosa di tangibile e resistente agli inevitabili mutamenti dell’esistenza umana.
Sin dalla sua nascita, il capoluogo toscano ha accolto chi ha fatto della terza arte la sua più alta vocazione. E non ha mai smesso di farlo: è in questa città, per esempio, che presto si potrà ammirare la mostra Senza Fine, che segna il ritorno della pittrice Janet I. Traub. Firenze, per lei, non è uno sfondo suggestivo: è il punto in cui due stagioni della sua vita (separate da trentadue anni di silenzio) trovano finalmente un nome comune.
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Senza Fine, un percorso intimo e immersivo
E sulla mostra vale davvero la pena soffermarsi. I viaggiatori amanti della cultura lo sanno: per quanto ogni espressione artistica sia senza dubbio degna di considerazione, ci sono mostre che si visitano e mostre che si attraversano. Ecco, Senza Fine appartiene alla seconda categoria: è un percorso che non nasce solo per essere guardato, ma per ammaliare, per farsi ammirare, per fare in modo che chi si muove fra le stanze sosti e lasci che i dettagli parlino.
E i dettagli su cui riflettere sono tanti. Per esempio, la mostra (a ingresso gratuito) si articola in due tappe, entrambe nel cuore di Firenze. E la scelta dei luoghi non è casuale. Dal 27 al 29 giugno la sua casa sarà l’Hotel Helvetia & Bristol e, più precisamente, la suggestiva Winter Garden Room: lo stesso posto in cui Janet I. Traub ha sentito per la prima volta quella scintilla creativa che avrebbe dato forma all’intero ciclo pittorico.
Visitare le opere qui non è soltanto guardare dei dipinti, è entrare nell’origine di qualcosa. E, a partire dalle 14.30, diventa anche un momento più profondamente connesso con la presenza umana, la bellezza e alla convivialità, grazie alla musica classica dal vivo a cura di Firenze Classica, agli aperitivi, alle degustazioni di cibo e vino e alle occasioni informali di dialogo con l’artista.
E la seconda? La seconda tappa, dal 1° al 15 luglio, sarà un abbraccio da parte di Geko Art Studio, spazio dedicato all’arte e alla cultura contemporanea, dove il ritmo si fa più disteso e lo sguardo più raccolto. E, va detto, Geko Art è molto più di una galleria espositiva.
È un luogo di incontro, formazione e ispirazione aperto a chiunque desideri avvicinarsi al mondo dell’arte o perfezionare le proprie tecniche, che nasce con una missione chiara: curare esperienze artistiche stimolanti, offrire lezioni arricchenti che accendano la creatività e lascino un impatto duraturo su chi le vive.
Per Senza Fine, Geko Art Studio non è un semplice contenitore espositivo: è stato parte attiva del progetto fin dall’inizio, co-producendo il video artistico che accompagna la mostra e offrendo alla ricerca pittorica di Janet I. Traub uno spazio capace di dialogare con essa.
Le particolarità della mostra
Tornando alla Winter Garden Room, la stanza 274 dell’Helvetia & Bristol… cos’è successo al suo interno? Tutto è partito da un melograno, dalla sua immagine, che si è imposta come cuore pulsante di un intero ciclo pittorico, con un’estrema delicatezza. E il melograno non è un mero soggetto decorativo: è uno dei simboli più antichi e stratificati della cultura mediterranea, richiama a Persefone, all’amore, alla fertilità, alla fragilità e alla rinascita.
Nella pittura di Traub tutto questo si condensa e si trasforma: i semi custoditi dentro una scorza resistente diventano metafora della vita interiore, dei sentimenti che maturano nel tempo, della bellezza che non si mostra tutta in una volta ma si rivela lentamente, a chi ha la pazienza di aspettarla.
E di attesa, in effetti, si può parlare nel caso delle opere della mostra Senza Fine a Firenze. Traub ha attraversato trentadue anni di silenzio creativo, non per abbandono ma per necessità: la vita, la maternità, le urgenze quotidiane hanno preso il posto del pennello. Eppure in quegli anni non ha smesso di guardare: ha visitato musei e gallerie e ha tenuto vivo dentro di sé qualcosa che aspettava il momento giusto per tornare.
Quando quel momento è arrivato, non si è accontentata e ha attinto a tutta l’esperienza collezionata nei suoi anni di studi al Charles H. Cecil Studios di Firenze, alla Florence Academy of Art, ancora a Firenze e all’Academy of Realist Art di Edimburgo: tre tra le scuole più rigorose per la pittura figurativa realista in Europa.
Il risultato è una pittura che ha la solidità della tecnica classica e la vibrazione di qualcosa di profondamente personale: colori intensi, una luce che sembra venire dall’interno delle cose, figure e nature morte che non si limitano a esistere ma sembrano avere qualcosa da dire. Le opere che compongono sono dipinti a olio in cui la figurazione non è mai fine a se stessa: è la presenza di qualcuno che dipinge perché ne ha bisogno.
Orari di visita
C0me dicevamo la prima tappa, presso la Winter Garden Room dell’Helvetia & Bristol Firenze, è visitabile dal 27 al 29 giugno tutti i giorni dalle 10:00 alle 14:30. Il 27 giugno si terrà il vernissage, con un ricevimento privato su invito dalle 18:00 alle 20:00.
Dal 1° al 15 luglio la mostra prosegue presso Geko Art Studio, aperto dal lunedì al venerdì dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 14:00 alle 19:00. Le visite nel fine settimana sono disponibili su appuntamento. Geko Art è uno spazio aperto a tutti, dal principiante curioso all’artista che vuole approfondire la tecnica, tanto che propone corsi di pittura, scultura e affresco, sessioni di disegno dal vivo, lezioni leonardiane, workshop a calendario fisso ogni mese. Le lezioni si tengono in presenza e online, in formato individuale o di gruppo, con percorsi a breve e lungo termine, corsi serali e attività dedicate ai bambini.