Villa Farnesina a Roma, un capolavoro rinascimentale sulle rive del Tevere

Nel cuore della Capitale prende forma una dimora che unisce arte, ambizione e piacere, tra illusioni prospettiche, miti dipinti e memorie di feste leggendarie

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Serena Proietti Colonna

Travel blogger

PhD in Psicologia Cognitiva, Travel Blogger, Coordinatrice di Viaggio e Redattrice Web di turismo, una vita fatta di viaggi, scrittura e persone

Tra le strade del pittoresco rione Trastevere, a pochi passi dal traffico disordinato e dalle voci dei vicoli, si nasconde un gioiello antico che, purtroppo, troppo spesso viene dimenticato. È Villa Farnesina che, pur apparendo quasi discreta dall’esterno, tra le sue mura nasconde un susseguirsi di capolavori a cui è praticamente impossibile resistere.

Raffaello Sanzio, Sebastiano del Piombo, Peruzzi e Giovanni Antonio Bazzi, sono solo alcuni dei nomi dei geni che hanno lasciato preziose opere al suo interno, con sale, logge e stanze che si rivelano un racconto continuo. Dentro queste mura si svolgeva anche una vita spettacolare, fatta di banchetti memorabili, ospiti illustri, cardinali, principi e persino il pontefice.

Basti pensare che il soprannome di Chigi, “Il Magnifico”, secondo alcuni prese forma proprio qui. Tra le altre storie tramandate merita una menzione quella delle stoviglie d’oro gettate nel Tevere durante una festa, recuperate subito dopo grazie a reti nascoste. Al di là del passato, ciò che è certo è che Villa Farnesina rappresenta ancora oggi uno dei rari luoghi in cui il Rinascimento romano si mostra nella sua dimensione più intima e insieme più ambiziosa.

Breve storia della Villa Farnesina

Villa Farnesina nacque all’inizio del ‘500 come rifugio raffinato per un uomo che a Roma aveva conquistato tutto. Agostino Chigi, banchiere potentissimo, decise di costruire una dimora suburbana e lontana dal peso della città ufficiale. Il progetto venne affidato a Baldassarre Peruzzi, figura versatile in grado di fondere architettura, scenografia e pittura in un organismo unitario.

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La maestosa Villa Farnesina

La costruzione prese avvio nel 1506, a seguito dell’acquisto di un terreno nei pressi di Porta Settimiana, tra via della Lungara e il Tevere. Già nel 1511 risultò abitabile, tanto che Chigi vi si trasferì portando con sé artisti, collaboratori e una corte informale fatta di intellettuali e uomini di potere. Il cantiere proseguì, mentre la vita quotidiana cominciò a fiorire tra sale decorate e feste sfarzose.

L’edificio, nel corso del tempo, attraversò anche momenti difficili. Durante il Sacco di Roma del 1527, i Lanzichenecchi la occuparono lasciando tracce concrete del logo passaggio. Per la precisione, una scritta incisa nella Sala delle Prospettive ricorda con ironia brutale il transito di queste truppe.

Nel 1590 la proprietà passò alla famiglia Farnese. Da qui deriva il nome attuale, utile a distinguerla dal più imponente Palazzo Farnese sull’altra riva del fiume. Si immaginò persino un ponte progettato da Michelangelo Buonarroti per collegare le due residenze, progetto che però non venne mai realizzato (e forse è un grane peccato).

Il tempo modificò profondamente il contesto. I giardini da cui era abbracciata vennero ridotti, soprattutto con la costruzione degli argini del Tevere nell’800. Parte della struttura originaria scomparve, lasciando comunque l’essenza della stessa. Fu così che nel ‘900 lo Stato italiano scelse di acquisirla. E, dal 1944, è sede di rappresentanza dell’Accademia Nazionale dei Lincei, funzione che ancora oggi garantisce tutela e continuità.

Cosa vedere nella Villa Farnesina

Varcare la soglia di Villa Farnesina equivale a regalarsi l’opportunità di sfogliare un libro d’arte vivente in cui i colori sembrano essere stati stesi ieri mattina. Le pareti parlano attraverso il pennello di Raffaello Sanzio e della sua bottega, creando un percorso narrativo che lega i miti greci alle passioni umane più terrene.

Loggia di Amore e Psiche

La Loggia di Amore e Psiche corrisponde al cuore simbolico dell’intero complesso. Tra queste mura Raffaello concepì un ciclo ispirato al racconto di Apuleio. La volta si trasforma in una pergola illusionistica, con festoni vegetali dipinti da Giovanni da Udine che sembrano scendere dall’alto, carichi di frutti e fiori.

Due grandi scene dominano lo spazio.: il convito degli dei e le nozze tra Amore e Psiche. Il tema allude chiaramente al matrimonio di Chigi.

Loggia di Galatea

Ambiente precedente, legato a una fase iniziale della decorazione. Nella Loggia di Galatea si incontrano più mani, come quelle di Sebastiano del Piombo che realizzò il Polifemo, una figura potente e malinconica.

Sulla parete opposta, la celebre Galatea di Raffaello troneggia sulla scena. La ninfa avanza su una conchiglia trainata da delfini, circondata da creature marine.

Stanza del Fregio

Molto bella è anche la Stanza del Fregio che si presenta come uno spazio più raccolto e decorato da Baldassarre Peruzzi. In alto corre un fregio continuo con episodi mitologici: le fatiche di Ercole, il ratto di Europa e Orfeo ed Euridice.

Da queste parti si percepisce il gusto per la narrazione colta, destinata a un pubblico abile a riconoscere simboli e riferimenti.

Sala delle Prospettive

Al primo piano si apre uno degli ambienti più sorprendenti: la Sala delle Prospettive. Peruzzi diede vita a un’illusione architettonica che amplia lo spazio reale. Colonne dipinte si affacciano su paesaggi lontani, come borghi, campagne e scorci urbani che si dispongono oltre un loggiato immaginario.

Interno ed esterno si fondono e, contemporaneamente, la villa sembra dissolversi nel territorio circostante.

Stanza delle Nozze di Alessandro e Rossane

Ambiente privato di Chigi, decorato dal Sodoma. Il tema scelto racconta l’unione tra Alessandro Magno e Rossane, riferimento evidente alla vita del committente.

La scena principale si svolge attorno a un letto monumentale, mentre sulle pareti compaiono altri episodi legati alla figura del condottiero macedone.

Giardini e tracce del viridarium

Oggi rimane solo una parte del complesso originario. Il giardino attuale conserva tracce dell’impianto storico ed è presente un’area segreta separata da siepi che richiama il modello dell’hortus conclusus.

Tra pini, cipressi e allori si incontrano specie ornamentali e piante citate nei documenti antichi. Alcuni reperti archeologici, tra cui sarcofagi e capitelli, rafforzano la sensazione di stratificazione. Lungo una galleria di lauri compare pure un’iscrizione latina che suona quasi come un saluto.

Dove si trova e come arrivare

La maestosa Villa Farnesina si trova nel rione Trastevere, lungo via della Lungara, a pochi metri dal Tevere e vicino a Palazzo Corsini. La posizione risulta piuttosto strategica: dal centro storico basta attraversare il fiume partendo da Campo de’ Fiori oppure da Ponte Sisto. L’ingresso attuale si trova sul lato sud, diverso rispetto all’accesso originario rinascimentale.

Per i visitatori ci sono diverse linee di autobus che collegano facilmente la zona con il resto della città. Anche se, e va detto, una passeggiata a piedi resta la scelta più coerente. L’arrivo progressivo, tra strade strette e scorci improvvisi, prepara all’incontro con uno dei luoghi più raffinati del Rinascimento romano.

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