Filippi è il cuore pulsante dell’antica Grecia settentrionale: qui si decidevano imperi

Un viaggio nella Macedonia orientale tra battaglie decisive, basiliche monumentali e tracce antichissime che raccontano l'Europa dalle origini al cristianesimo

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Serena Proietti Colonna

Travel blogger

PhD in Psicologia Cognitiva, Travel Blogger, Coordinatrice di Viaggio e Redattrice Web di turismo, una vita fatta di viaggi, scrittura e persone

C’è un’antica città, nella Grecia settentrionale, che rappresenta un incrocio magnetico tra epoche differenti, un luogo in cui la potenza militare dei re macedoni si intreccia con la raffinatezza urbanistica romana e la devozione bizantina. Il suo nome è Filippi, e le preziose rovine che oggi si possono ammirare si distendono (curiosamente) tra pendii e pianura, con una relazione continua tra natura e costruito.

A pochi chilometri, il sito preistorico di Dikili Tash racconta un tempo ancora più remoto: qui, migliaia di anni prima della fondazione della città, comunità neolitiche coltivavano la terra, allevavano animali e sperimentavano qualcosa che oggi sembra sorprendente, ovvero la produzione di vino (ma già nel V millennio a.C.). Una realizzazione documentata da semi carbonizzati e residui di mosto, una scoperta che ribalta molte certezze sulla storia europea.

Filippi si mostra quindi come una soglia tra epoche lontanissime. Dal vino più antico del continente fino alle prime comunità cristiane d’Europa. Tra questi estremi ci furono guerre, imperi, commerci e architetture monumentali. E poi c’è il paesaggio, il quale conserva esso stesso questa tensione tra passato e presente.

Breve storia di Filippi

Il nome originale di questa perla della Grecia era Krenides, per la precisione nel 360 a.C., grazie a coloni provenienti dall’Isola di Thassos. Una denominazione che richiama le sorgenti abbondanti della zona. Poco dopo, invece, ci fu l’intervento decisivo di Filippo II di Macedonia che, a seguito di conquista, fortificazione e ampliamento, la ribattezzò come Filippi.

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Krenides, l’antico di nome di Filippi

Il periodo dell’età ellenistica venne invece caratterizzato da un sviluppo urbano significativo, con mura, teatro ed edifici pubblici. Poi arrivò Roma e, nel II secolo a.C., la città acquisì un ruolo strategico grazie alla Via Egnatia che passava proprio accanto all’abitato. Il momento che però cambiò tutto è quello del 42 a.C., ovvero la Battaglia di Filippi. Da una parte Marco Antonio e Ottaviano Augusto, dall’altra Marco Giunio Bruto e Gaio Cassio Longino. Ci fu uno scontro immenso, con quasi 200.000 soldati. Vinsero i primi e questo portò alla fine della Repubblica romana ma all’inizio dell’Impero.

Filippi divenne perciò una colonia romana, una vera “Piccola Roma” in Oriente, tanto che per un periodo circolava solo la lingua latina e con l’urbanistica organizzata secondo modelli imperiali. Nel I secolo d.C. fu il turno Paolo di Tarso, periodo segnato da predicazione, conversioni e tensioni con le autorità. Nacque anche la prima comunità cristiana europea e da quel momento la città assunse un nuovo ruolo: centro religioso e meta di pellegrinaggi.

Tra IV e VI secolo avvenne la costruzione di basiliche monumentali, che furono però colpite da terremoti e incursioni. A quel punto prese il via un progressivo abbandono fino all’epoca ottomana. Ma, paradossalmente, proprio questo allontanamento contribuì alla conservazione delle rovine.

Cosa vedere nel sito archeologico di Filippi

Attraversare il varco d’ingresso proietta il visitatore in una dimensione spaziale monumentale, dove il silenzio della natura circostante amplifica la grandezza delle rovine superstiti. Le strutture rimaste rivelano una pianificazione urbana millimetrica, testimoniando un’epoca in cui la bellezza architettonica fungeva da strumento di propaganda politica e religiosa.

Teatro antico

Il teatro antico è l’edificio simbolo della fase ellenistica. Costruito sotto Filippo II, poi adattato dai Romani, si presenta con gradinate che seguono la collina e vista ampia sulla pianura. Durante l’epoca imperiale venne trasformato in arena per spettacoli più cruenti, mentre oggi ospita ancora eventi culturali.

Foro romano

Cuore amministrativo e commerciale della città, il Foro Romano si componeva di piazza centrale circondata da edifici pubblici. Vi sono ancora resti di portici, strutture civiche e spazi destinati alla vita quotidiana. Quel che rappresenta, infatti, è la trasformazione della città in colonia imperiale.

Basilica A

Situata sul pendio dell’acropoli, la Basilica A è una struttura così monumentale da essere visibile anche da lontano. La costruzione risale a un periodo tra V e VI secolo con ampio utilizzo di marmo.

Basilica B

Tra le immagini più riconoscibili del sito c’è invece la Basilica B, e il motivo è da ritrovare nel fatto che presenta un’architettura sperimentale per l’epoca. Interventi moderni hanno modificato l’aspetto originario, creando un contrasto evidente tra antico e contemporaneo.

Complesso dell’Ottagono

Il Complesso dell’Ottagono era il centro della vita cristiana di Filippi. Ancora adesso è una struttura articolata che comprende cattedrale, battistero e residenza episcopale. La forma ottagonale è in realtà simbolica, in quanto legata alla rinascita spirituale. Non mancano mosaici e resti architettonici che permettono di comprendere l’importanza religiosa della città nei primi secoli del cristianesimo.

Acropoli e mura

Acropoli e mura facevano parte di un sistema difensivo che circondava la città. Le mura si estendono per chilometri, collegando acropoli e pianura. Dall’alto si osserva l’intero sito, con una prospettiva che chiarisce la logica urbanistica.

Battistero di Lidia

Infine il Battistero di Lidia, luogo particolarmente legato alla tradizione cristiana: è proprio qui che Lidia di Tiatira (nota per essere la prima convertita al cristianesimo in Europa da parte dell’apostolo Paolo) avrebbe ricevuto il battesimo.

Dove si trova e come arrivare

Filippi resiste al tempo e alle intemperie nella Macedonia orientale, nel nord-est della Grecia, a pochi chilometri dalla città di Kavala. Il sito si estende ai margini della pianura di Drama, ai piedi di rilievi che segnano il paesaggio. Raggiungere l’area risulta abbastanza semplice, poiché Kavala dispone di collegamenti stradali e di un aeroporto nelle vicinanze. Da lì, breve tragitto in auto conduce direttamente alle rovine. La distanza ridotta, tra le altre cose, permette anche escursioni giornaliere.

Chi arriva via terra percorre strade moderne che seguono, in parte, il tracciato antico della Via Egnatia. Un dettaglio che aggiunge profondità all’esperienza: è lo stesso percorso che per secoli ha collegato Occidente e Oriente.

Il sito archeologico di Filippi conserva un’identità difficile da incasellare. Oltre a essere una città antica e un sito religioso, infatti, rappresenta anche un punto di svolta continuo: qui si decideva il destino di Roma, nacque il cristianesimo europeo e, contemporaneamente, affiorano tracce di civiltà preistoriche. È un luogo che merita un soprannome preciso, quello di Crocevia del tempo.

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