L’impatto con Moorea è da subito carico di emozioni: emerge un profilo montuoso che domina l’oceano, insieme a un intreccio di picchi frastagliati, creste dentellate e vallate profonde che rivelano un’origine vulcanica antichissima. Parte della Polinesia Francese, è un’isola piuttosto diversa dalla vicina Tahiti, una meraviglia della natura circondata da una barriera corallina che protegge una laguna dalle sfumature turchesi.
La sua forma viene spesso interpretata come un doppio arco naturale generato dalle due grandi baie settentrionali, una configurazione che la rende immediatamente riconoscibile dall’alto. La storia locale, invece, narra che sia nata dal dorso di una grande lucertola gialla, figura mitologica che le conferisce il nome originale .
Qui la natura domina sovrana, con pareti verticali ricoperte di vegetazione lussureggiante che precipitano direttamente verso lo specchio lacustre interno. Per quanto riguarda la sua storia, essa risale a tempi ormai lontanissimi: stando alla tradizione, qui trovarono rifugio lignaggi reali tahitiani, guerrieri e sacerdoti depositari di saperi rituali complessi.
Indice
Cosa fare e vedere a Moorea (oltre la linea di costa)
Certo, la Polinesia Francese fa venire in mente quasi all’istante immagini di spiagge da sogno e mari infinitamente cristallini. E ci sono, Moreea ne è circondata, ma la verità è che quest’isola vanta anche un territorio dall’anima rurale e spirituale, con un patrimonio culturale e naturale che va ben oltre l’immaginario balneare.
Belvedere delle due baie
Situato lungo la strada interna che attraversa i campi di ananas, questo punto panoramico regala una visione ampia sulle baie di Cook e Opunohu, separate dal massiccio del Rotui. Un belvedere che vi consigliamo di non sottovalutare, anche perché consente di comprendere la maestosità delle creste affilate che cingono l’isola. La vegetazione circostante è composta da felci giganti e alberi di mape (i castagni polinesiani), le cui radici nodose si intrecciano sul terreno creando sculture naturali spettacolari.
Baia di Cook e villaggio di Paopao
La Baia di Cook si chiama così per via dell’esploratore britannico che qui gettò l’ancora nel XVIII secolo. Paopao è invece un centro vivo, sede di piccole gallerie artistiche, un acquario dedicato alle specie locali e una chiesa storica che conserva un affresco religioso realizzato nel secondo dopoguerra.
Valle di Opunohu e marae ancestrali
La Valle di Opunohu ospita alcuni tra i siti cerimoniali più rilevanti dell’isola: scendendo verso la foresta interna, si incontrano diverse strutture in pietra lavica note col nome di marae. Sono dei veri e propri templi a cielo aperto che, in passato, rappresentavano il fulcro della vita sociale e religiosa prima dell’evangelizzazione avvenuta nel XIX secolo.
Monte Mou’a Puta, la montagna forata
Elemento emblematico dell’isola, il Monte Mou’a Puta presenta un’apertura naturale nella roccia che alimenta miti legati al semidio Pai. La formazione appare inaspettatamente tra vapori serali e luce obliqua, evocando immagini potenti care alla mitologia polinesiana. La salita richiede esperienza e rispetto per un ambiente severo.
Rotui e distilleria Manutea
Tra le due baie principali sorge uno dei poli produttivi più interessanti di Moorea. La fabbrica Rotui, infatti, produce succhi di frutta apprezzati in tutto l’arcipelago, affiancati da una distilleria che realizza rum agricoli pluripremiati e un raro vino d’ananas.
Papetoai e tempio ottagonale
Papetoai è un villaggio che conserva uno dei primi edifici protestanti dell’area, costruito su un antico marae reale. La struttura ottagonale rappresenta un unicum architettonico e testimonia la fusione tra spiritualità europea e territorio polinesiano.
Fare Natura, eco-museo contemporaneo
Situato nella baia di Opunohu, questo spazio museale inaugurato nel XXI secolo presenta ricerche scientifiche e tradizioni culturali legate alla biodiversità terrestre e marina. Il percorso esplicativo aiuta a comprendere il fragile equilibrio tra sviluppo e conservazione.
Le spiagge più belle di Moorea
La costa si snoda tra insenature profonde e distese di sabbia finissima che rappresentano il confine perfetto tra la terra ferma e l’universo dei profondi fondali. Tra le spiagge da non perdere ci sono:
- Spiaggia di Temae: collocata vicino all’aeroporto, è famosa per la sua ampiezza e per il fondale che digrada dolcemente. La sabbia è composta da minuscoli frammenti di corallo bianco e conchiglie polverizzate, regalando una luminosità accecante. Da qui si osserva chiaramente il profilo di Tahiti all’orizzonte, mentre le correnti portano spesso a riva pesci tropicali dai colori sgargianti.
- Baia di Cook (Paopao): più che una spiaggia tradizionale, questo fiordo naturale è un capolavoro paesaggistico. Le navi da crociera e le barche a vela ormeggiano in queste acque protette circondate da cime aguzze che sembrano toccare le nuvole.
- Spiaggia di Mareto (Ta’ahiamanu): litorale pubblico molto amato dalle famiglie locali caratterizzato da un prato verde costellato di palme da cocco che arrivano fino alla battigia. È il luogo più indicato per osservare la vita quotidiana degli abitanti che si riuniscono per suonare l’ukulele al tramonto. Le acque antistanti sono popolate da razze e piccoli squali pinna nera (tranquilli, sono innocui!)
- Motu Tiahura e Motu Iriiru: due isolotti che “galleggiano” nella zona nord-occidentale raggiungibili soltanto tramite piccole imbarcazioni o kayak. Offrono un’esperienza di isolamento totale, con spiagge deserte in cui l’unico suono è lo scorrere del vento tra le fronde.
Come arrivare
Siete pronti ad arrivare in paradiso? Bene, ma prima dovete sapere che per organizzare lo spostamento è necessaria un po’ di pianificazione. Partendo dalla capitale della Polinesia Francese (Papeete), il metodo più rapido consiste nel prendere un volo interno operato dalla compagnia di bandiera locale, una traversata aerea di circa 10 minuti (sì, è cortissimo) grazie alla quale ammirare una prospettiva mozzafiato dall’alto sulle barriere coralline. Molti viaggiatori preferiscono tuttavia il traghetto veloce, un mezzo capace di coprire la distanza tra Papeete e il porto di Vaiare in circa mezz’ora.
Una volta sbarcati sul molo, sono disponibili diverse opzioni per muoversi. Il noleggio di un’auto o di uno scooter rappresenta la scelta migliore per esplorare l’isola in totale autonomia, percorrendo l’unica strada costiera che compie l’intero giro del perimetro in circa 60 chilometri. Esiste anche un servizio di bus pubblico, soprannominato Le Truck, sebbene i suoi orari siano spesso legati all’arrivo e alla partenza delle navi. Alcuni visitatori scelgono la bicicletta per i tratti più brevi, godendo del profumo dei fiori che aleggia lungo i sentieri ombreggiati.