10 giorni in Thailandia del Nord: un viaggio lento tra vette sacre, antiche capitali perdute e segreti ancestrali

Un viaggio di 10 giorni nella Thailandia del Nord attraversa città antiche, montagne, parchi naturali e villaggi ricchi di tradizioni: le emozioni sono assicurate

Pubblicato:

Serena Proietti Colonna

Travel blogger

PhD in Psicologia Cognitiva, Travel Blogger, Coordinatrice di Viaggio e Redattrice Web di turismo, una vita fatta di viaggi, scrittura e persone

Le spiagge tropicali e agli arcipelaghi del Mar delle Andamane sono certamente alcune delle immagini più simboliche della Thailandia. Ma ciò che in molti ignorano è che il nord del Paese rappresenta un microcosmo geografico e culturale altrettanto affascinante. In questa zona, infatti, catene montuose ricoperte di foreste accompagnano il viaggio, mentre vallate attraversate da fiumi e risaie disegnano scenari che mutano rapidamente lungo la strada.

Gran parte del territorio apparteneva all’antico Regno di Lanna, fondato nel XIII secolo dal re Mangrai, una delle figure più importanti della storia thailandese.

Giorni 1 e 2. Chiang Mai

Chiang Mai divenne la capitale del Regno di Lanna e ancora oggi viene considerata il centro culturale dell’intera regione settentrionale. Il centro storico conserva la pianta originaria, mentre attorno alle vie principali si alternano ben oltre 300 templi buddhisti,.

Consigli su cosa vedere

Wat Chedi Luang

Il monumento più imponente del centro storico racconta oltre 600 anni di storia. Si chiama Wat Chedi Luang e venne edificato con l’obiettivo di realizzare il più grande chedi dell’antico Regno di Lanna. Un terremoto del 1545 provocò il crollo della parte superiore, lasciando però visibile ancora adesso la possente base in mattoni.

Wat Phra Singh

Pochi minuti separano il Chedi Luang dal tempio considerato il capolavoro dell’architettura Lanna. All’interno del viharn principale si trova il Phra Singh Buddha, immagine sacra giunta probabilmente dallo Sri Lanka attraverso antiche rotte commerciali.

Porta Tha Phae

Rappresenta il simbolo dell’antica cinta muraria e la struttura attuale deriva da restauri eseguiti nel XX secolo (pur mantenendo l’aspetto originario). L’ampia piazza antistante, tra le altre cose, costituisce uno dei punti d’incontro più vivaci della città.

Warorot Market

Chi desidera conoscere la vita quotidiana degli abitanti trova nel Warorot Market una tappa fondamentale. Aperto da oltre un secolo lungo il fiume Ping, raccoglie prodotti provenienti da tutta la Thailandia del Nord.

Quartiere Nimmanhaemin

Il lato più contemporaneo di Chiang Mai è quello del quartiere Nimmanhaemin, conosciuto semplicemente come Nimman. Gallerie d’arte, caffetterie di design e ristoranti innovativi convivono con piccole boutique indipendenti.

Giorno 3. Doi Suthep

Pochi chilometri separano il centro di Chiang Mai dal Parco Nazionale Doi Suthep-Pui, un’area protetta che si estende per oltre 260 chilometri quadrati tra fitte foreste, cascate e rilievi che superano i 1.600 metri di altitudine.

Consigli su cosa vedere

Wat Phra That Doi Suthep

Il tempio rappresenta uno dei simboli più importanti della spiritualità thailandese. La sua fondazione risale al 1383 e l’accesso principale avviene attraverso una scenografica scalinata composta da oltre 300 gradini, affiancata da 2 naga finemente decorati. Il cuore del complesso custodisce invece un grande chedi rivestito da lamine dorate che riflettono la luce con straordinaria intensità.

iStock
Il Wat Phrathat Doi Suthep

Belvedere panoramico

Una terrazza affacciata sulla pianura regala una delle viste più spettacolari dell’intera Thailandia del Nord. Nelle giornate limpide lo sguardo raggiunge il centro storico di Chiang Mai, distinguendo persino il tracciato quadrato delle antiche mura.

Villaggio Hmong di Doi Pui

Poco oltre il tempio si trova un piccolo villaggio abitato dagli Hmong, una popolazione originaria delle montagne dell’Asia orientale. Abiti tradizionali ricamati a mano, coltivazioni di caffè, orti terrazzati e laboratori artigiani testimoniano usanze tramandate nel tempo.

Cascata Huay Kaew

Lungo la strada del rientro merita una sosta Huay Kaew, cascata alimentata dalle acque che scendono dal Doi Suthep. Durante la stagione delle piogge il flusso aumenta sensibilmente, creando un ambiente assai suggestivo tra rocce levigate e vegetazione tropicale.

Giorno 4. Pai

Circa 130 chilometri separano Chiang Mai da Pai, con un tragitto che attraversa una delle aree montuose più affascinanti della zona settentrionale del Paese.

Consigli su cosa vedere

Pai Canyon

L’erosione provocata dal vento e dalla pioggia ha scolpito creste sottili e pareti di arenaria rossastra che conferiscono a quest’area un aspetto davvero peculiare.

Tha Pai Hot Springs

All’interno del Parco Nazionale Huai Nam Dang sgorgano sorgenti termali alimentate dall’attività geotermica presente nel sottosuolo. Alcune vasche naturali raggiungono temperature elevate, mentre altre risultano perfette per una pausa rilassante circondata dalla foresta.

Memorial Bridge

Costruito dall’esercito giapponese durante la Seconda Guerra Mondiale, il ponte consentiva il passaggio dei rifornimenti militari diretti verso il Myanmar. La struttura originaria venne successivamente sostituita, pur mantenendo lo stesso impianto architettonico.

Walking Street

Al calare della sera il centro di Pai si anima grazie al mercato serale. Bancarelle dedicate allo street food si alternano a espositori di artigianato locale, opere artistiche, abbigliamento e prodotti realizzati nelle comunità circostanti.

Giorni 5 e 6. Chiang Rai

Chiang Rai precede di oltre 30 anni la nascita di Chiang Mai e per un breve periodo ricoprì il ruolo di capitale del Regno di Lanna. Oggi la città possiede un carattere tranquillo, distante dai ritmi delle grandi metropoli, ed è anche la culla di alcuni fra i luoghi più sorprendenti dell’intera Thailandia.

Consigli su cosa vedere

Wat Rong Khun

Il Tempio Bianco rappresenta una delle opere artistiche più straordinarie della Thailandia contemporanea. Il progetto nacque grazie all’artista Chalermchai Kositpipat, originario proprio di Chiang Rai. L’intero complesso rompe gli schemi dell’architettura buddhista tradizionale, con il bianco che domina ogni superficie quale simbolo di purezza, mentre migliaia di frammenti di vetro riflettono la luce mettendo in scena continui giochi luminosi.

iStock
Il Tempio Bianco della Thailandia

L’interno sorprende ancora di più: murales moderni raffigurano personaggi appartenenti alla cultura pop, supereroi e riferimenti agli eventi mondiali più recenti.

Wat Rong Suea Ten

Conosciuto quale Tempio Blu, venne inaugurato nel 2016 sull’area occupata da un antico santuario ormai scomparso. L’intenso colore domina pareti, colonne e soffitti, mentre decorazioni dorate mettono in risalto l’eleganza dell’intero edificio. Al centro della sala principale trova posto una grande statua bianca del Buddha, alta quasi 7 metri.

Baan Dam Museum

Molto diverso rispetto ai tradizionali musei thailandesi, Baan Dam significa “Casa Nera” e raccoglie oltre 40 edifici progettati dall’artista Thawan Duchanee.

Wat Phra Kaew

Prima del trasferimento a Chiang Mai, proprio questo tempio custodì il celebre Buddha di Smeraldo. Secondo la tradizione la statua venne scoperta casualmente nel 1434, quando un fulmine colpì il chedi principale facendo crollare parte della struttura. L’edificio attuale conserva una fedele riproduzione dell’immagine sacra insieme a un piccolo museo dedicato alla storia del tempio e del Regno di Lanna.

Torre dell’Orologio

Anche questa struttura porta la firma di Chalermchai Kositpipat, autore del Tempio Bianco. Interamente decorata con motivi dorati ispirati all’arte Lanna, la torre cambia aspetto al tramonto grazie a uno spettacolo di luci che anima la piazza.

Giorno 7. Triangolo d’Oro e Mae Salong

Con poco più di 1 ora di viaggio si raggiunge un’area che per decenni ha occupato un posto centrale nella cronaca internazionale: il Triangolo d’Oro, che deve il suo nome al punto d’incontro tra Thailandia, Laos e Myanmar, delimitato dal corso del Mekong e del Ruak.

Consigli su cosa vedere

Triangolo d’Oro

Il belvedere principale permette di osservare chiaramente l’incontro tra i due fiumi. Davanti agli occhi scorrono tre nazioni separate soltanto dall’acqua.

House of Opium

Il museo racconta, attraverso fotografie, documenti, ricostruzioni e oggetti originali, la diffusione della coltivazione del papavero da oppio, il suo impatto economico e le iniziative avviate dalla monarchia thailandese per sostituire questa produzione con coltivazioni sostenibili.

Mae Salong

Arroccato a oltre 1.200 metri di altitudine, Mae Salong è un villaggio la cui gran parte della popolazione discende dai soldati del Kuomintang. L’influenza culturale risulta evidente nell’architettura, nella gastronomia e persino nella lingua parlata dagli abitanti.

Piantagioni di tè

Le colline attorno a Mae Salong ospitano alcune delle più importanti piantagioni di tè della Thailandia. Filari ordinati seguono il profilo delle montagne dando vita a un paesaggio elegante che ricorda alcuni distretti agricoli della Cina meridionale.

Giorno 8. Lampang

Lasciata Chiang Rai, il viaggio prosegue verso Lampang, città attraversata dal fiume Wang e con alcune fra le testimonianze più interessanti della storia economica della Thailandia del Nord.

Consigli su cosa vedere

Wat Phra That Lampang Luang

Considerato uno dei migliori esempi di architettura Lanna, offre padiglioni in legno, tetti sovrapposti e decorazioni dorate che raccontano il raffinato gusto artistico sviluppato durante il periodo del Regno di Lanna.

Kad Kong Ta

L’antica via commerciale lungo il fiume ospita uno dei mercati storici più caratteristici della città. Edifici in stile coloniale, abitazioni cinesi e costruzioni birmane testimoniano l’intenso sviluppo commerciale vissuto da Lampang oltre 100 anni fa.

Museo Baan Sao Nak

Questa elegante dimora costruita nel 1895 poggia su 116 colonne in legno di teak e gli ambienti sono la casa di arredi originali appartenuti a una ricca famiglia di commercianti del legname.

Giorni 9 e 10. Sukhothai

L’ultima tappa conduce a Sukhothai, una delle destinazioni storiche più importanti del Paese. Nel 1991 il Parco Storico di Sukhothai è entrato a far parte del patrimonio mondiale UNESCO grazie all’eccezionale valore archeologico dei suoi monumenti.

iStock
Il sito di Sukhothai

Consigli su cosa vedere

Parco Storico di Sukhothai

L’area archeologica occupa circa 70 chilometri quadrati e raccoglie decine di templi, stagni artificiali, antiche mura e resti del palazzo reale. Il sito è suddiviso in varie zone collegate da sentieri e viali alberati e la bicicletta rappresenta il mezzo ideale per visitare il parco.

Wat Mahathat

Il tempio più importante dell’antica capitale occupava il centro religioso e politico della città. Oltre 200 chedi di varie dimensioni circondano il santuario principale, creando uno degli scorci più iconici della Thailandia.

Wat Si Chum

Tra tutti i monumenti del parco, Wat Si Chum custodisce una delle immagini più celebri del Paese: un enorme Buddha in posizione di meditazione, rivestito da una candida superficie in stucco, con l’apertura dell’edificio che incornicia perfettamente il volto della statua.

Wat Sa Si

Collocato al centro di un laghetto artificiale, Wat Sa Si appare collegato alla terraferma attraverso un elegante ponte. Il tempio riflette la propria immagine sull’acqua.

Museo Nazionale Ramkhamhaeng

Prima di lasciare Sukhothai vale la pena dedicare qualche ora al museo nazionale, ricco di sculture, iscrizioni, ceramiche, monete e reperti archeologici.

Come arrivare nella Thailandia del Nord

Gran parte dei viaggi parte dall’Italia con destinazione Bangkok. Dagli aeroporti di Milano e Roma risultano disponibili collegamenti diretti o con uno scalo operati da diverse compagnie internazionali. Una volta raggiunta la capitale thailandese, numerosi voli interni collegano Bangkok a Chiang Mai in circa 1 ora e 15 minuti.

Al termine del viaggio, da Sukhothai è possibile raggiungere Bangkok con un volo interno di circa 1 ora oppure in autobus, se si dispone di più tempo.

Come spostarsi nella Thailandia del Nord

L’automobile a noleggio rappresenta la soluzione più pratica (attenzione, serve la patente internazionale) per seguire questo itinerario, soprattutto lungo i collegamenti tra Pai, Chiang Rai, Lampang e Sukhothai.  Un’alternativa molto diffusa prevede però autobus a lunga percorrenza e minivan privati.

iStock
Come muoversi in Thailandia

Quando andare nella Thailandia del Nord

Tra novembre e febbraio il clima offre temperature gradevoli, giornate prevalentemente soleggiate e un tasso di umidità contenuto. Proprio questo periodo viene considerato il migliore per organizzare un itinerario nella Thailandia del Nord.

Vale la pena fare un viaggio nella Thailandia del Nord?

Chi desidera conoscere la parte più autentica del Paese trova nella Thailandia del Nord una destinazione in grado di sorprendere sotto molti aspetti. Antiche capitali raccontano le origini della civiltà thailandese, templi secolari custodiscono preziose testimonianze artistiche, montagne ricoperte di foreste accompagnano gran parte del percorso e piccoli villaggi permettono di entrare in contatto con tradizioni rimaste vive nel corso dei secoli.

© Italiaonline S.p.A. 2026Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963