La terra in cui il tempo ha perso le lancette: l’isola indonesiana di Gili Air

Piccola isola tropicale accanto a Lombok, Gili Air custodisce un’anima lenta fatta di mare trasparente, sentieri sabbiosi e serate illuminate dal fuoco

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Serena Proietti Colonna

Travel blogger

PhD in Psicologia Cognitiva, Travel Blogger, Coordinatrice di Viaggio e Redattrice Web di turismo, una vita fatta di viaggi, scrittura e persone

L’umidità tropicale si scontra con il profumo acre della salsedine, mentre l’imbarcazione in legno beccheggia sulle onde turchesi del Mar di Flores. Davanti a tutto ciò, un anello di sabbia accecante sormontato da una corona di palme attira l’attenzione. Quella è Gili Air, isola al cospetto della costa nord-occidentale di Lombok.

Minuscola, piatta, accarezzata da acqua turchese e priva di traffico motorizzato, è una terra di mezzo in grado di assorbire la quiete quasi ascetica di Gili Meno e l’energia sociale di Gili Trawangan (le sue “sorelle”), ma senza assomigliare davvero a nessuna delle due.

L’impatto iniziale ha qualcosa di straniante, perché qui circolano soltanto biciclette e carretti trainati da cavalli su sentieri di sabbia battuta. Persino il porto mantiene un’aria informale, anzi, quasi provvisoria. Gran parte della popolazione appartiene al popolo Sasak, gruppo etnico originario di Lombok con tradizione musulmana. Il richiamo alla preghiera, infatti, attraversa l’aria all’alba, mentre galli, capre e bambini in bicicletta occupano i vicoli interni.

Gili Air cambia persino volto a seconda dei punti cardinali: a est pulsa la parte più viva con warung familiari, piccoli resort, scuole diving e caffetterie dal gusto bohemien; il lato ovest, invece, conserva tratti quasi selvatici, mentre a nord il paesaggio diventa più rarefatto. Verso sud compaiono strutture più curate, piscine tropicali e ristoranti costruiti in bambù grezzo.

Cosa vedere a Gili Air

Il mare limpido è certamente uno dei suoi punti forti, ma quest’isola dell’Indonesia vanta anche una complessa stratificazione sociale e storica che pulsa a pochi metri dalle rive. Allontanandosi dal bagnasciuga, ci si ritrova avvolti da una fitta vegetazione in cui le capanne tradizionali si alternano a piccoli orti comunitari. Non mancano i dettagli curiosi, come una capra sdraiata accanto a una spa, una moschea verde acqua tra le palme e il profumo del pesce alla griglia lungo la costa orientale.

Il giro completo dell’isola

Questo prezioso fazzoletto di terra misura appena 5 km di perimetro. In 1 ora e mezza si completa l’intero giro costeggiando il mare, ma il consiglio è quello di partire all’alba per godere della sua versione più sincera. Il percorso costiero alterna tratti ombreggiati e aperture improvvise sull’oceano.

Sul lato occidentale ci sono i panorami più emozionanti: da qui il sole cala dietro Bali e il profilo del Monte Agung crea tramonti ipnotici. La costa settentrionale trasmette invece isolamento puro, con lunghi segmenti privi di locali o stabilimenti.

I fondali tra tartarughe e statue sommerse

La barriera corallina rappresenta una delle grandi ricchezze dell’isola. Le escursioni in barca raggiungono vari punti tra Gili Air, Gili Meno e Gili Trawangan. Sott’acqua scorrono tartarughe verdi, pesci angelo, coralli ramificati e banchi argentati.

Vicino a Gili Meno si trova anche uno dei luoghi più fotografati dell’arcipelago, ovvero un gruppo di statue sommerse installate sul fondale marino, ormai colonizzate da coralli e alghe tropicali.

I corsi di cucina sasak e indonesiana

Tra le esperienze più coinvolgenti conquistano i viaggiatori soprattutto le cooking class organizzate nei warung dell’isola. Si trita peperoncino fresco nel mortaio, si preparano nasi goreng e curry speziati e si frigge tempeh ascoltando storie locali. Molti corsi si svolgono in cucine aperte circondate dal verde.

Le spa tropicali e lo yoga

Gili Air coltiva da anni una reputazione legata al benessere. Yoga shala in legno, massaggi tradizionali balinesi, trattamenti naturali all’olio di cocco e meditazione accompagnano gran parte delle giornate. Alcuni centri sorgono nell’entroterra, nascosti tra giardini tropicali e piscine circolari.

I warung e i piccoli locali sul mare

La cucina locale rappresenta una sorpresa continua. Pesce appena pescato, satay speziati, noodle saltati nel wok e frullati tropicali arrivano su tavoli sistemati letteralmente sulla sabbia.

I locali più piacevoli restano quelli semplici, illuminati da lampadine calde e costruiti con bambù, corde e tetti in foglie intrecciate. La sera, lungo la costa orientale, l’isola acquista una dimensione conviviale fatta di cocktail economici, chiacchiere lente e piedi scalzi.

Le spiagge più belle di Gili Air

Le spiagge locali variano sensibilmente a seconda del versante cardinale in cui ci si trova. Alcuni tratti sono la culla di reef vicinissimi alla riva, altri invece presentano sabbia più morbida e fondali bassissimi. Le maree modificano continuamente il paesaggio lasciando emergere coralli, conchiglie e rocce vulcaniche scure.

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Una delle belle spiagge di Gili Air

Dove si trova e come arrivare

Per raggiungere Gili Air è sempre necessario un tratto in barca, in quanto l’isola possiede soltanto un piccolo porto affacciato sul lato meridionale. Da Bali partono barche velooci dai porti di Padang Bai, Serangan e Sanur. La traversata dura tra 1 ora e mezza e 3 ore in base alle condizioni del mare e alle soste intermedie presso Nusa Penida o le altre Gili Islands.

Da Lombok il tragitto risulta molto più breve: dal porto di Bangsal bastano circa 15 minuti tramite barca locale. I collegamenti sono frequenti durante l’intera giornata. Il periodo climatico più favorevole coincide con la stagione secca, quindi quella tra giugno e settembre. In questa fase dell’anno il cielo è limpido, l’umidità più contenuta e il mare generalmente tranquillo: sono tutte situazioni che facilitano snorkeling e spostamenti via mare. Dicembre e gennaio attirano comunque molti visitatori grazie alle piogge brevi e alle temperature costantemente elevate.

Gili Air, forse per l’assenza di motori, per i tramonti davanti ai vulcani o per quel misto di semplicità e bellezza, conquista chiunque vi ci arriva. Parecchi viaggiatori, infatti, vi approdano con l’idea di stare 2 giorni, ma finiscono per restare una settimana. Oppure per tornare anni dopo, quasi come provassero una nostalgia fisica.

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