Ogni volta che le cronache riportano notizie di incidenti ferroviari, la domanda sorge spontanea e quasi istintiva: perché su un aereo o in automobile siamo obbligati a usare le cinture di sicurezza, mentre in carrozza ci sentiamo liberi di muoverci senza alcuna protezione? In un’epoca in cui la sicurezza è al centro di ogni innovazione tecnologica, l’assenza di cinture sui binari potrebbe sembrare una grave negligenza o, peggio, un tentativo di risparmio da parte delle compagnie ferroviarie.
In realtà, la risposta risiede in una logica rigorosamente scientifica. Non si tratta di una svista, bensì di una precisa scelta ingegneristica supportata da studi internazionali, come quelli condotti dal British Rail Safety and Standards Board. La fisica di un incidente ferroviario è radicalmente diversa da quella di uno scontro stradale o di una turbolenza aerea e le simulazioni dimostrano che, su un treno, restare ancorati al sedile potrebbe paradossalmente trasformarsi in una trappola mortale.