L’acqua ha un colore quasi finto, a tratti verde smeraldo, altrove azzurro intenso, mentre le foglie dei faggi e degli aceri tingono le rive di giallo, rame e rosso. C’è poi quell’aria fresca e pungente del mattino che viene accompagnata dal suono di alcune cascate, anche se a volte appena percettibile tra gli alberi, mentre altre così potente da coprire qualsiasi altro rumore. Se accade tutto questo vuol dire che si è arrivati ai Laghi di Plitvice, che durante l’autunno sono uno degli spettacoli naturali più affascinanti della Croazia (ma forse anche dell’Europa intera).
Situato nell’entroterra, lontano dalle località balneari dell’Adriatico, il Parco Nazionale dei Laghi di Plitvice custodisce un sistema di 16 laghi principali disposti a gradoni, collegati attraverso cascate, ruscelli e barriere naturali di roccia. Chi ci arriva quasi pensa di essere entrato in una dimensione fiabesca, ma nei fatti è il risultato di processi geologici tuttora attivi, che modificano lentamente il corso dell’acqua (sì, di Madre Natura).
Fondato nel 1949, è il parco nazionale più antico e più esteso del Paese. Nel 1979 è entrato nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO grazie alle caratteristiche straordinarie del suo sistema lacustre. Le sue bellezze cambiano durante l’anno, ma tra settembre e novembre acquistano un’intensità particolare, che ora scopriremo insieme.
Indice
Origine, formazione e leggende dei Laghi di Plitvice
Il territorio dei laghi appartiene alla regione carsica delle Alpi Dinariche, caratterizzata da calcari e dolomie, materiali che reagiscono in maniera differente al passaggio dei corsi d’acqua. Alla base del sistema lacustre si trovano i fiumi Bijela rijeka, il Fiume Bianco, e Crna rijeka, il Fiume Nero, che confluiscono dando origine al corso della Matica, diretto verso il lago Prošćansko. Le acque contengono carbonato di calcio disciolto, una sostanza fondamentale per la formazione delle cosiddette barriere di tufo calcareo, conosciuto anche con il termine travertino.
Muschi, alghe e microrganismi favoriscono il deposito dei minerali, contribuendo alla crescita di piccoli sbarramenti naturali. Con il passare dei millenni, queste strutture hanno trattenuto l’acqua, dando vita a bacini a quote differenti e spettacolari salti tra un livello e l’altro. La particolarità dei Laghi di Plitvice risiede proprio in questo equilibrio delicatissimo, perché il paesaggio è tuttora soggetto a trasformazioni.
Accanto alle spiegazioni scientifiche sopravvive però una leggenda legata alla Regina Nera, figura misteriosa della tradizione locale. Si racconta che, durante una terribile siccità, gli abitanti della regione implorarono il suo aiuto. La regina, commossa, fece tornare la pioggia e dalle sue lacrime nacquero il Fiume Bianco e il Fiume Nero. Stando alla tradizione, anche il nome del lago Prošćansko sarebbe legato alle preghiere rivolte alla sovrana.
Visitare i Laghi di Plitvice in autunno
Durante l’autunno, il terreno di questo incantevole angolo di Croazia si ricopre di foglie, mentre tutt’intorno l’aria profuma di legno umido. Camminando sulle pittoresche passerelle ci si rende conto che tra i rami (e improvvisamente) compaiono distese d’acqua dalle sfumature sorprendenti. A rendere la visita più speciale che mai, infatti, è il continuo alternarsi di ambienti diversi, dai laghi dalle rive alberate ai canyon calcarei attraversati da fragorose cascate.
Il parco si sviluppa su circa 296 chilometri quadrati, ma la zona dei laghi occupa meno dell’1% della superficie complessiva. I bacini principali sono suddivisi in 2 gruppi, con caratteristiche geologiche e paesaggistiche differenti. I Laghi Superiori, chiamati Gornja jezera, comprendono 12 bacini adagiati su rocce dolomitiche, circondati da foreste fitte e rive dalle forme irregolari.
Prošćansko è situato nella parte più alta del sistema ed è quello che introduce verso un paesaggio ampio e tranquillo. Più avanti, il susseguirsi di piccoli specchi d’acqua conduce verso Galovac, una delle zone particolarmente scenografiche per la presenza di cascate e vegetazione rigogliosa. Tra le attrazioni catturano l’attenzione Veliki Prštavac e Mali Prštavac, cascate che precipitano lungo pareti ricoperte di muschio.
Poi c’è il lago Kozjak, ovvero il più esteso del parco: può essere attraversato a bordo di battelli elettrici, un’esperienza grazie a cui ammirare le rive boscose da una prospettiva assolutamente diversa. L’atmosfera cambia sensibilmente nei Laghi Inferiori, Donja jezera, formati da quattro bacini incastonati in un canyon di roccia calcarea.
Milanovac, Gavanovac, Kaluđerovac e Novakovića Brod si susseguono lungo un percorso scandito da ponticelli, gradini e punti panoramici. Osservando i laghi dall’alto, si distinguono le sfumature che cambiano secondo la profondità, la luce e le caratteristiche del fondale. Il momento più spettacolare arriva però davanti alla Veliki Slap, la Grande Cascata, con un salto di circa 78 metri.
Alla sua base gli spruzzi creano una nebbiolina sottile e la vegetazione autunnale incornicia l’imponente parete rocciosa. Poco distante, le cascate Sastavci segnano la parte conclusiva del sistema lacustre, in prossimità della nascita del fiume Korana.
Per esplorare Plitvice sono disponibili itinerari segnalati con lettere, differenti per lunghezza, durata e zone attraversate. I due ingressi principali consentono di iniziare da settori diversi, mentre battelli elettrici e veicoli panoramici facilitano gli spostamenti all’interno dell’area visitabile.
Il percorso A è lungo circa 3,5 chilometri e richiede indicativamente 2-3 ore. Conduce verso i Laghi Inferiori e la Grande Cascata. Il percorso C, di quasi 8 chilometri, attraversa invece entrambe le sezioni e richiede 4-5 ore. Chi desidera dedicare più tempo all’esplorazione può scegliere itinerari più lunghi, fino a 6-8 ore. Oltre ai laghi, vale la pena prestare attenzione alle foreste, habitat di numerose specie animali, tra cui cervi, lupi e orsi bruni.
Dove si trovano e come arrivare
Il Parco Nazionale dei Laghi di Plitvice si trova nella Croazia centrale, nella regione montuosa della Lika, a una quota compresa approssimativamente tra 370 e 1.280 metri sul livello del mare. La posizione, nell’entroterra compreso tra Zagabria e Zara, consente di raggiungerlo sia dalla capitale croata sia dalla costa dalmata. Da Zagabria la distanza stradale è di circa 140 chilometri, mentre da Zara è di quasi 130 chilometri.
In automobile si utilizzano principalmente la strada statale D429, che conduce ai 2 ingressi principali, oppure la D52 per chi arriva dalla zona di Otočac. Tutti e due gli accessi dispongono di parcheggi a pagamento. Sono disponibili, inoltre, collegamenti in autobus da Zagabria, Karlovac, Zara e altre città croate, con frequenze variabili secondo la stagione.
Per godere appieno dei magnifici colori autunnali conviene arrivare al mattino, quando la luce è ancora morbida e la nebbia può trattenersi sopra le acque. Il parco rimane comunque aperto durante tutto l’anno, sebbene orari e accessibilità dei sentieri dipendano dalle condizioni stagionali.