Il canyon d’acqua che scolpisce la montagna tra pareti vertiginose e cascate fragorose: Partnach, in Baviera

Nel cuore delle Alpi bavaresi, un fiume ha inciso la roccia per millenni dando vita a uno dei paesaggi più spettacolari della Germania: la Gola della Partnach

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Serena Proietti Colonna

Travel blogger

PhD in Psicologia Cognitiva, Travel Blogger, Coordinatrice di Viaggio e Redattrice Web di turismo, una vita fatta di viaggi, scrittura e persone

I passi rimbombano sulle passerelle di legno bagnate, mentre l’umidità della roccia sfiora le guance. Intorno, le pareti di calcare grigio salgono diritte verso una striscia sottile di cielo azzurro, quasi soffocata dagli alberi abbarbicati lassù. Il torrente Partnach scorre pochi metri più in basso, una massa impetuosa di acqua colore verde smeraldo che ruggisce, schiuma e infrange il silenzio dei boschi bavaresi. Questa spaccatura naturale prende il nome di Gola della Partnach, o Partnachklamm in lingua originale, e si trova nell’estremo sud della Germania, ai piedi della cima più alta del paese, il Zugspitze, nei pressi della cittadina alpina di Garmisch-Partenkirchen.

Una vera e propria meraviglia che è anche uno dei monumenti naturali più celebri della Baviera e che offre un percorso che attraversa un canyon lungo circa 700 metri, scavato fino a oltre 80 metri di profondità. Passo dopo passo si ha la sensazione che le pareti si avvicinino fino quasi a toccarsi, mentre il torrente si restringe in alcuni punti acquistando ancora maggiore velocità. Poi ci sono piccole cascate, rivoli e vapori che rendono l’aria fresca anche nelle giornate estive, insieme a gallerie scavate direttamente nella montagna che alternano brevi tratti all’aperto (sì, le prospettive sono sempre diverse).

Origine, formazione e leggende della Gola della Partnach

La storia della Gola della Partnach comincia in tempi remotissimi, ovvero quando l’uomo non aveva ancora messo piede nel nostro pianeta. Durante l’ultima era glaciale, enormi masse di ghiaccio ricoprivano questa parte delle Alpi bavaresi. Con il progressivo scioglimento dei ghiacciai, le acque iniziarono a seguire il percorso del torrente Partnach, incidendo lentamente la roccia calcarea.

Servirono oltre 10.000 anni affinché il canyon assumesse l’aspetto attuale. Goccia dopo goccia, piena dopo piena, il fiume ha scavato la montagna creando pareti quasi verticali, cavità naturali, strettoie e anfratti che ancora oggi continuano a modificarsi, seppur impercettibilmente.

L’erosione ha modellato superfici levigate accanto a rocce frastagliate, mostrando con estrema chiarezza il lavoro incessante dell’acqua. Alcuni tratti risultano talmente stretti da lasciare soltanto una sottile fascia di cielo visibile tra le pareti. Fin dall’inizio del XX secolo questo spettacolo naturale attirò studiosi, alpinisti e viaggiatori. Nel 1912 la gola venne dichiarata monumento naturale protetto, scelta che ha permesso di conservarne intatto il delicato equilibrio ambientale.

Anche l’intervento dell’uomo racconta una storia interessante: per consentire il passaggio furono realizzati camminamenti, passerelle e gallerie direttamente nella roccia, seguendo fedelmente la conformazione del canyon senza alterarne il carattere selvaggio. L’opera ingegneristica, del resto, colpisce pure adesso per la discrezione con cui si integra nell’ambiente alpino.

Attorno alla Partnachklamm circolano racconti popolari tramandati nei villaggi della valle. Per generazioni il fragore continuo dell’acqua, amplificato dall’eco delle pareti, alimentò storie legate agli spiriti della montagna e alle misteriose forze custodite nelle profondità della gola. Nelle sere d’inverno, quando ghiaccio e vento trasformano il canyon in un luogo quasi irreale, queste antiche narrazioni sembrano acquistare ancora maggiore fascino.

L’inverno regala infatti uno scenario completamente diverso, fatto di lunghissimi ghiaccioli che scendono dalle pareti formando vere e proprie sculture naturali. Una trasformazione stagionale che, volente o nolente, ha contribuito alla fama della Partnachklamm, spesso descritta fra le gole più spettacolari dell’intero arco alpino.

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Inverno alla Golla della Partnach

Cosa fare e vedere e come funziona la visita

L’accesso avviene attraverso un ingresso controllato situato vicino allo Stadio Olimpico del salto con gli sci di Garmisch-Partenkirchen, costruito per i Giochi Olimpici Invernali del 1936. Da quel punto un piacevole percorso conduce fino alla biglietteria, anticipando già l’atmosfera alpina della valle.

Il tragitto all’interno della gola richiede circa 20 o 30 minuti, anche se vale la pena procedere con calma per osservare i dettagli che rendono unico questo luogo. Spruzzi continui, pareti umide ricoperte di muschi, piccole cascate laterali e finestre naturali aperte nella roccia cambiano mutano prospettiva.

L’acqua rappresenta la vera protagonista: in primavera, alimentata dallo scioglimento delle nevi, acquista ancora maggiore energia; durante l’autunno i boschi circostanti si tingono di sfumature dorate creando un magnifico contrasto con il grigio della pietra; l’inverno trasforma la gola in un autentico regno di ghiaccio, mentre l’estate offre refrigerio anche nelle giornate più calde.

Diversi tunnel attraversano direttamente la montagna. Alcuni risultano poco illuminati, particolare che accentua il senso di avventura senza creare particolari difficoltà. Terminata la traversata, molti scelgono di proseguire verso la Partnachalm, tipica malga alpina raggiungibile con una piacevole salita. Tavoli all’aperto e cucina bavarese sono (senza dubbio) una meritata pausa circondati dalle montagne.

Un’altra meta molto apprezzata conduce alla Kaiserschmarrn-Alm, rifugio celebre per il Kaiserschmarrn, tradizionale dolce austriaco e bavarese preparato con una soffice frittata spezzettata, zucchero a velo e confettura. Chi dispone di più tempo può continuare fino a Vordergraseck oppure raggiungere Eckbauer, splendido balcone naturale affacciato sulla Zugspitze e sulle montagne circostanti. Dalla cima è disponibile anche la cabinovia che riporta verso valle.

La Partnachklamm rappresenta inoltre il punto di partenza di numerosi itinerari escursionistici. Tra i più celebri figura quello che attraversa la Valle del Reintal fino alla Zugspitze, seguendo il percorso affrontato nel 1820 da Josef Naus durante la prima salita documentata della montagna più alta della Germania. Altri sentieri conducono verso il Castello di Schachen, residenza di re Ludovico II immersa nei boschi alpini, oppure verso Oberreintal, Meilerhütte e Dreitorspitze.

Durante l’inverno vengono organizzate suggestive visite serali illuminate dalle fiaccole: la luce calda delle fiamme riflessa sul ghiaccio dà vita a un’atmosfera difficile da descrivere a parole. La visita richiede scarpe con buona aderenza e abbigliamento adatto alla montagna. All’interno della gola la temperatura resta sensibilmente più fresca rispetto al fondovalle e gli spruzzi d’acqua rendono il percorso costantemente umido.

Dove si trova e come arrivare

La Gola della Partnach si trova nella Valle del Reintal, all’estremità meridionale di Garmisch-Partenkirchen, uno dei centri alpini più conosciuti della Baviera. Monaco di Baviera dista circa 90 chilometri, divario che rende questa destinazione ideale anche per una gita giornaliera.

Chi arriva in automobile percorre l’autostrada A95 fino al termine del tracciato, proseguendo poi lungo la strada federale B2 in direzione Mittenwald. Le indicazioni conducono facilmente allo Stadio Olimpico, punto di riferimento principale dell’area. Nei pressi della struttura sono presenti parcheggi a pagamento.

Il collegamento ferroviario risulta altrettanto pratico, con treni regionali che collegano Monaco con Garmisch-Partenkirchen in circa 1 ora e 30 minuti. Dalla stazione ferroviaria partono autobus urbani diretti verso lo stadio, mentre una passeggiata di circa 25 minuti attraversa un piacevole tratto pianeggiante.

Un’alternativa particolarmente panoramica sfrutta la ferrovia a cremagliera della Bayerische Zugspitzbahn, linea storica che collega Garmisch-Partenkirchen alla Zugspitze. Dalla stazione il percorso segue il sentiero lungo il fiume Partnach fino all’ingresso della gola.

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