Se guardando la foto state pensando che qui c’è stata la mano dell’uomo, siete sulla strada più sbagliata: le Rocce di Adršpach-Teplice sono il frutto dell’azione paziente della natura, che nel corso dei millenni è riuscita a trasformare il fondale di un antico mare in uno dei paesaggi più sorprendenti della Repubblica Ceca.
Tale posto, infatti, viene spesso chiamato Città di Roccia, un soprannome che descrive perfettamente il suo aspetto: migliaia di torri, pinnacoli, pilastri e pareti verticali si distribuiscono in un fitto labirinto naturale che occupa una vasta area ai margini dei Monti della Tavola, vicino al confine polacco. Si tratta del più grande complesso di rocce di arenaria dell’Europa centrale, una distesa spettacolare che alterna gole profonde, stretti passaggi, laghetti, punti panoramici e formazioni dalla sagoma sorprendente.
Fin dal XVIII secolo viaggiatori, naturalisti e studiosi raggiungevano questa valle attratti dalla sua fama. Tra i visitatori più illustri figurò anche Johann Wolfgang von Goethe, arrivato nel 1790 per osservare da vicino un ambiente che alimentava il suo interesse verso geologia e botanica. Ancora oggi una sua statua in bronzo accoglie chi si dirige verso la Grande Cascata, testimonianza di un legame che continua a incuriosire gli appassionati di storia.
Per secoli gran parte del complesso rimase nascosta dalla vegetazione, fino a quando un violento incendio scoppiato nel 1824 cambiò completamente l’aspetto della valle. Le fiamme divamparono per diverse settimane distruggendo quasi tutta la copertura forestale. Eppure, proprio quell’evento rese visibili pareti e torrioni rimasti fino ad allora celati.
Indice
Origine, formazione e leggende delle Rocce di Adršpach-Teplice
Ben prima dell’arrivo degli esploratori, questa parte della Boemia orientale era parte di un mare poco profondo che ricopriva l’intera regione. Sul fondale si accumularono enormi quantità di sabbia che, con lo scorrere del tempo e la pressione degli strati superiori, si trasformarono lentamente in arenaria.
Il successivo ritiro delle acque lasciò affiorare un vastissimo banco roccioso. Pioggia, gelo, vento e corsi d’acqua iniziarono allora un lavoro lentissimo destinato a proseguire per milioni di anni. L’erosione scavò fenditure sempre più profonde, separando grandi blocchi e modellando colonne verticali dalle forme imprevedibili. Così nacque un dedalo di canyon, pareti e torrioni che oggi caratterizza Adršpach-Teplice.
Gran parte delle formazioni ricevette un nome ispirato al proprio aspetto. Alcune ricordano figure umane, altre oggetti della vita quotidiana, altre ancora elementi fantastici. Tra le più celebri ci sono gli Amanti, che con i loro 81,4 metri rappresentano la torre più alta dell’intero complesso. Poco lontano attirano lo sguardo il Sindaco e la Sindachessa, giganteschi pilastri affiancati diventati uno dei simboli del parco.
Curiosità e fantasia accompagnano anche il Pan di Zucchero, una formazione capovolta che sembra sfidare le leggi dell’equilibrio. La base misura appena 3 metri, mentre la parte superiore raggiunge circa 13 metri di larghezza. Per via di una simpatica tradizione popolare, molti visitatori lasciano piccoli rametti ai suoi piedi quasi a sostenerlo simbolicamente.
Tra le sagome più fotografate compare anche la Brocca, una monumentale torre di arenaria caratterizzata da una grande apertura naturale alta circa 6 metri. Proprio quel foro ricorda il manico di una brocca e ha ispirato il nome della formazione. Alcuni preferiscono riconoscervi il profilo di un delfino, segno che questo paesaggio continua ancora oggi a stimolare l’immaginazione.
Accanto alla geologia ci sono anche racconti tramandati nel tempo e uno dei più curiosi riguarda la cosiddetta Pietra del Tuono: nel 1772 due viaggiatori inglesi raggiunsero il labirinto roccioso con l’intenzione di osservare un temporale tra le gole. L’attesa durò 8 giorni e, quando finalmente il cielo si oscurò, un fulmine colpì la parete davanti al loro riparo provocando il distacco di un enorme masso. Il blocco precipitò a brevissima distanza dai due uomini, che uscirono incredibilmente illesi.
Come funziona la visita e cosa vedere
L’accesso al cuore della Città di Roccia avviene attraverso la suggestiva Porta Gotica, fatta costruire nel 1839 da Ludvík Karel Nádherný. Proprio questa famiglia contribuì a valorizzare l’area realizzando ponti, scale, passerelle e sentieri che permisero ai visitatori dell’epoca di raggiungere angoli fino ad allora riservati a pochi esploratori.
L’itinerario principale misura circa 3,5 chilometri e richiede almeno 3 ore, durata che aumenta facilmente grazie alle numerose soste dedicate ai panorami e alle fotografie. Tra gli episodi più curiosi della visita trova spazio la Fessura del Topo, una strettissima apertura larga appena 50 centimetri. Attraversarla diventa quasi un piccolo rito, complice la sensazione di trovarsi racchiusi tra pareti levigate che sembrano sfiorare le spalle.
La Grande Cascata costituisce uno dei punti più ammirati dell’intero itinerario, perché qui l’acqua compie un salto di 16 metri all’interno di una gola modellata nell’arenaria. Durante l’inverno, invece, il getto si trasforma in una spettacolare colonna di ghiaccio. Poco più in alto compare un piccolo lago artificiale. In passato serviva al trasporto dei tronchi provenienti dai boschi circostanti, mentre oggi riflessi, giochi di luce e silenzi rendono questo breve tragitto uno dei ricordi più intensi della giornata.
Un’altra tappa molto apprezzata conduce alla cosiddetta cava di sabbia di cristallo. L’estrazione dell’arenaria iniziò nel 1920 e proseguì fino al 1971, periodo durante il quale la proprietà apparteneva ancora alla famiglia Nádherný. Terminata l’attività estrattiva, la cava venne allagata fino a trasformarsi in un lago dall’acqua sorprendentemente limpida.
Non mancano i belvedere che invitano ad alzare lo sguardo verso il dedalo di torri che caratterizza il paesaggio. Tra i più interessanti figura quello del colle Starozámecký, raggiungibile attraverso un percorso dedicato. Tra gli alberi compaiono anche i resti dell’antico castello di Adršpach, costruito per controllare la valle e oggi ridotto a suggestiva rovina.
Dove si trovano e come arrivare
Le Rocce di Adršpach-Teplice occupano una vasta area della Boemia nord-orientale, nella regione di Hradec Králové, in Repubblica Ceca e a breve distanza dal confine con la Polonia. Il complesso naturale si sviluppa tra i centri di Adršpach e Teplice nad Metují, all’interno dei Monti della Tavola, una catena caratterizzata da altopiani e spettacolari rilievi di arenaria.
L’automobile rappresenta la soluzione più pratica per chi parte da Praga. Il tragitto richiede circa 2 ore e mezza seguendo la viabilità diretta verso la Boemia orientale. Una valida alternativa arriva dal treno: la linea ferroviaria regionale collega varie città ceche con la stazione di Adršpach, situata a breve distanza dall’accesso alla riserva. Durante la bella stagione l’elevato numero di visitatori rende consigliabile la prenotazione anticipata del biglietto d’ingresso.