E se il museo più interessante del prossimo viaggio non fosse quello che compare nelle guide turistiche? Una mappa online raccoglie oltre 1.200 musei strani, curiosi e di nicchia sparsi in tutto il mondo, da collezioni dedicate agli oggetti più improbabili a luoghi che trasformano fallimenti, relazioni finite, sbronze e mostri cinematografici in vere esposizioni.
A crearla è James Lees, fisico, divulgatore scientifico e consulente museale conosciuto online come James Visits Museums. Quello che era iniziato come un progetto personale è cresciuto grazie alle segnalazioni degli utenti, arrivando a raccogliere quasi 1.500 indirizzi secondo gli aggiornamenti più recenti. La mappa comprende musei talmente particolari da sembrare inventati: ci sono quelli dedicati alle patate, ai gabinetti, ai cani, alle sbronze e persino alle relazioni finite male. Sono i cosiddetti micromusei, piccoli spazi costruiti attorno a un oggetto, una passione o una storia molto precisa.
Abbiamo navigato la Weird Museum Map e scelto 10 dei musei più assurdi e particolari, tra Europa, Stati Uniti, Giappone e Italia. Alcuni fanno sorridere, altri lasciano decisamente perplessi e almeno uno è meglio lasciarlo per ultimo.
Indice
Museum of Broken Relationships, Croazia
Cosa rimane di una storia d’amore quando è finita? Un paio di scarpe, una lettera, un peluche, un oggetto apparentemente insignificante. A Zagabria questi frammenti di relazioni finite sono diventati una collezione museale. Il Museum of Broken Relationships nasce proprio dall’idea di raccogliere oggetti personali donati anonimamente da persone che hanno vissuto una separazione.
Il museo è nato in Croazia dall’idea degli artisti Olinka Vištica e Dražen Grubišić ed è diventato una vera istituzione internazionale. La collezione continua a crescere grazie alle donazioni e il museo espone soltanto una parte degli oggetti raccolti.
Museum of Bad Art, USA
Se siete abituati a entrare nei musei per ammirare capolavori, sappiate che invece qui la regola cambia completamente. Il Museum of Bad Art, conosciuto come MOBA, è dedicato alle opere che difficilmente troverebbero spazio in un museo d’arte tradizionale. Il progetto è nato nel 1994 con un’idea semplice e irresistibile: raccogliere, conservare ed esporre arte talmente “sbagliata” da diventare interessante proprio per questo. La collezione conta quasi 900 opere, anche se lo spazio disponibile consente di mostrarne soltanto una parte alla volta.
Secondo i criteri del museo, le opere non devono solo essere esteticamente “brutte”, bensì devono essere anche sincere e avere qualcosa che sia andato storto, producendo però un risultato capace di incuriosire. Oggi il MOBA ha una sede a Boston, all’interno della Dorchester Brewing Co. con ingresso gratuito, mentre il progetto comprende anche esposizioni itineranti e una galleria a Québec City.
Museum of Failure, Svezia
Il Museum of Failure nasce nel 2017 in Svezia da un’idea dello psicologo e ricercatore Samuel West e raccoglie esempi di innovazioni, prodotti e servizi che non hanno raggiunto il risultato sperato. Tra i suoi oggetti ci sono alcuni celebri flop commerciali e tecnologici, trasformati in occasioni per raccontare cosa succede quando un’idea apparentemente geniale non funziona.
La parte più curiosa è che oggi il Museum of Failure non è un museo permanente in Svezia: è una mostra itinerante che ha viaggiato in diversi Paesi. Il sito ufficiale segnala infatti sedi temporanee in città come Parigi, New York, Taipei, Budapest e San Francisco. Il concetto, però, resta quello originale: celebrare il fallimento come parte del processo di innovazione.
Museum of Hangovers, Croazia
Dalle relazioni finite male alle serate finite peggio, sempre a Zagabria si trova il Museum of Hangovers, un museo interamente dedicato a ciò che succede dopo una notte fuori. Il percorso racconta le storie vere di sbronze raccolte da persone di tutto il mondo e le trasforma in un’esperienza interattiva. Ci sono otto ambienti tematici, oggetti bizzarri, giochi, fotografie e persino un simulatore che permette di sperimentare come cambiano percezione e tempi di reazione sotto l’effetto dell’alcol.
Tra le attrazioni c’è anche il cosiddetto “drunk floor”, un pavimento inclinato da affrontare con speciali occhiali che simulano gli effetti dell’ubriachezza. La visita termina con un piccolo shot di rakija, riservato agli adulti. Il museo è aperto tutti i giorni dalle 9.00 alle 22.00 e il biglietto per adulti costa 10 euro acquistandolo online oppure 11 euro direttamente sul posto.
Godzilla Museum, Giappone
In Giappone poteva mancare un museo dedicato a Godzilla? Il Godzilla Museum si trova sull’isola di Awaji, all’interno del parco Nijigen no Mori, ed è descritto dagli organizzatori come il primo museo permanente al mondo dedicato al celebre kaiju. Qui si possono vedere materiali legati alla storia del personaggio, modellini, diorami, oggetti di scena e perfino il costume utilizzato per le riprese cinematografiche.
Ma la vera particolarità è ciò che si trova appena fuori dal museo: una gigantesca riproduzione di Godzilla lunga circa 120 metri, parte dell’attrazione Godzilla Interception Operation. Il percorso permette di entrare letteralmente nel mondo del mostro attraverso filmati, missioni, tiro al bersaglio e una zipline che passa attraverso la bocca di Godzilla.
Museo della Merda, Emilia-Romagna
Il nome non lascia molto spazio all’immaginazione: qui si parla proprio di quello, ma il progetto è decisamente più serio di quanto potrebbe suggerire il titolo. Il Museo della Merda è nato nel 2015 a Castelbosco, nel Piacentino, dall’iniziativa dell’imprenditore agricolo Gianantonio Locatelli e di un gruppo di artisti, progettisti e curatori. Il punto di partenza è lo sterco prodotto quotidianamente dall’allevamento dell’azienda agricola: anziché considerarlo soltanto uno scarto, il progetto lo trasforma in materia prima per produrre energia, concime, materiali e persino opere e oggetti.
Museo dei Cuchi, Veneto
Cosa può esserci di più innocuo di un piccolo fischietto di terracotta? Una collezione nata dalla passione di Gianfranco Valente, di ben 12.000 pezzi. Il Museo dei Cuchi di Cesuna raccoglie esemplari che arrivano da diverse parti del mondo e assumono forme, colori e significati completamente differenti. Il “cuco” è un oggetto molto più antico e interessante di quanto sembri: nel corso della storia è stato utilizzato per imitare il canto degli uccelli, come oggetto scaramantico, giocattolo e persino come pegno d’amore.
Museo delle Mummie, Umbria
Scendendo nella cripta della chiesa di Santo Stefano, nel borgo di Precetto, il viaggio prende una piega decisamente più gotica.
Il Museo delle Mummie di Ferentillo conserva i resti mummificati di persone sepolte nella cripta tra il XVI secolo e l’Ottocento. Quando, dopo l’editto napoleonico che vietava le sepolture all’interno dei centri abitati, i corpi furono riesumati, ci si accorse che alcuni si erano conservati naturalmente insieme a dettagli come capelli, denti, unghie e vestiti.
Börje’s Tie Museum, Svezia
Quasi 9.000 cravatte, una diversa dall’altra, si trovano al Börje’s Tie Museum, nascosto nella campagna svedese di Ramnaklev e nato dalla collezione privata di Börje Gustafsson. La passione è iniziata nel 2004, quando acquistò un grande quantitativo di cravatte durante una svendita. Da allora la collezione è cresciuta grazie ad altri acquisti e alle donazioni, fino a rendere necessario costruire nuovi spazi per conservarla. L’ingresso non prevede un prezzo fisso, ma viene incoraggiata una donazione in beneficenza, mentre gli orari possono variare e sono possibili visite su appuntamento.
Icelandic Phallological Museum, Islanda
Eccoci arrivati al museo che probabilmente nessuno avrebbe mai immaginato di trovare in una lista di musei. L’Icelandic Phallological Museum di Reykjavík è dedicato alla fallologia e ospita una collezione di esemplari appartenenti a diverse specie animali. La storia del museo è iniziata infatti con alcuni esemplari di balena donati al fondatore Sigurður Hjartarson e si è progressivamente ampliata grazie a donazioni provenienti da diverse parti del mondo.
Il museo si trova nel centro di Reykjavík, a Hafnartorg, ed è aperto tutti i giorni dalle 10.00 alle 19.00.