La straordinaria casa ricoperta da migliaia di frammenti di ceramica e vetro colorato: Maison Picassiette

Una piccola abitazione di Chartres è diventata un universo di mosaici, figure religiose e giardini decorati grazie alla fantasia di un uomo e a 33 anni di lavoro

5 min di lettura

Serena Proietti Colonna

Travel blogger

PhD in Psicologia Cognitiva, Travel Blogger, Coordinatrice di Viaggio e Redattrice Web di turismo, una vita fatta di viaggi, scrittura e persone

Quello che vi stiamo per raccontare ha del surreale: piatti rotti trasformati in fiori, frammenti di porcellana che disegnano cattedrali e minuscole tessere di vetro incastonate persino nei mobili. No, non è un sogno e nemmeno l’inizio di un racconto, perché è una vera dimora di Chartres, cittadina francese celebre per la sua imponente cattedrale gotica. In sostanza, tra una via e l’altra c’è una modesta abitazione del XX secolo che custodisce una delle creazioni più sorprendenti dell’arte spontanea europea. Il suo nome è Maison Picassiette, ma è conosciuta anche quale casa dai mille pezzi.

Dietro le sue mura si nasconde il lavoro di Raymond Isidore, un operaio municipale che trascorse oltre tre decenni a raccogliere stoviglie abbandonate, vetri colorati e frammenti di ceramica per trasformare la propria casa in un’opera d’arte. Classificarla è difficile, perché è un qualcosa a metà tra architettura naïf, mosaico e Art Brut.

La sensazione che in molti sperimentano è quella di entrare nell’immaginazione di una persona che ha affidato ai colori, alle forme e alla propria fede il racconto della sua vita. E sì, fa davvero strano (ma in senso positivo).

Breve storia della Maison Picassiette,

Raymond Isidore, il creatore di questo gioiello di Francia, nacque a Chartres l’8 settembre 1900, settimo di 8 figli, in una famiglia dalle condizioni economiche modeste. Nel 1910, però, si dice che avvenne un episodio che segnò profondamente la sua sensibilità: durante una visita alla cattedrale di Notre-Dame di Chartres insieme alla madre, avrebbe riacquistato improvvisamente la capacità di vedere, scoprendo i colori attraverso le celebri vetrate medievali dell’edificio.

Niente di tutto ciò ha prove concrete, ma quel che è certo è che nel corso della sua vita cambiò diversi mestieri, fino all’assunzione presso il Comune di Chartres. Lavorò inizialmente nel deposito dei rifiuti e successivamente nella manutenzione delle strade, ma durante i suoi spostamenti rimaneva affascinato dai riflessi delle stoviglie spezzate e dei vetri abbandonati (che puntualmente raccoglieva e conservava in giardino).

Fu poi nel 1938 che arrivò l’intuizione decisiva: quei materiali destinati alla spazzatura potevano diventare decorazioni per la casa. Cominciò dagli interni, approfittando del tempo libero per dipingere, incidere e realizzare composizioni sempre più elaborate. Piano piano il tutto assunse dimensioni sorprendenti, con pareti, pavimenti, soffitti e mobili che si riempivano di colori.

I vicini iniziarono a interessarsi alla sua attività, tanto che alcuni gli portavano stoviglie rotte, altri cartoline da utilizzare come modello per le decorazioni. Proprio in quel periodo nacque il soprannome Picassiette, un gioco di parole tra Picasso e assiette, termine francese che indica il piatto, ma anche un richiamo all’espressione pique-assiette, utilizzata per indicare uno scroccone.

L’attenzione aumentò negli anni successivi perché il fotografo Robert Doisneau e diversi giornalisti visitarono la proprietà, contribuendo a far conoscere il lavoro dell’artista. Complessivamente Isidore dedicò circa 29.000 ore alla sua creazione, utilizzando, secondo le stime riportate dalla città di Chartres, ben 15 tonnellate di frammenti di stoviglie e vetro. Nel 1981 il Comune acquistò la proprietà, riconosciuta Monumento storico francese nel 1983. Dal 2017 possiede inoltre il riconoscimento Architecture contemporaine remarquable, attribuito dal Ministero della Cultura francese.

Visita alla Maison Picassiette

Visitando la tanto bizzarra quanto sorprendente Maison Picassiette si ha l’opportunità di seguire idealmente l’evoluzione del lavoro di Raymond Isidore, dagli ambienti domestici alle costruzioni realizzate negli spazi aperti. Il percorso attraversa un insieme di superfici decorate, piccoli passaggi e ambienti raccolti, nei quali persino gli oggetti più comuni hanno perso il loro aspetto originario.

Tra le mura i frammenti di piatti, le porcellane e le ceramiche compongono motivi geometrici e floreali, affiancati da dipinti figurativi. Tra i soggetti rappresentati appaiono Chartres, i suoi dintorni e il Mont-Saint-Michel, celebre complesso monastico della Normandia. Le immagini si alternano a margherite, intrecci vegetali e scene religiose.

Non è meno curioso il mobilio, con tavoli, sedie e diversi oggetti domestici che vennero incorporati nel progetto decorativo. Persino i pavimenti furono rivestiti utilizzando scarti di marmo e materiali recuperati. Superata la parte abitativa, le composizioni proseguono lungo i muri esterni e nei cortili, dove inevitabilmente la luce naturale evidenzia le differenze tra i materiali.

Fra le decorazioni catturano particolarmente l’attenzione le riproduzioni della cattedrale di Chartres, della Porte Guillaume e di altri monumenti francesi, tra cui la Torre Eiffel, il Sacré-Cœur e Notre-Dame di Parigi. C’è poi il cosiddetto cortile nero che costituisce uno degli ambienti più caratteristici: le tessere chiare risaltano sui fondi scuri, formando architetture religiose in miniatura, croci, figure e disegni ornamentali.

Nel 1956 Raymond ampliò la propria idea costruendo una cappella e una Maison d’été, una casa estiva destinata a estendere ulteriormente il suo universo artistico. La cappella rappresenta il legame profondo tra la sua attività creativa e la spiritualità ed è decorata con simboli cristiani, motivi floreali e una volta impreziosita da frammenti di specchio che richiamano un cielo stellato.

Decisamente affascinante è anche il giardino, in quanto è una vera e propria prosecuzione della casa. Muretti, piccoli percorsi, aiuole e decorazioni architettoniche danno vita a un ambiente nel quale la vegetazione si intreccia alle composizioni artistiche.

Alcune superfici riproducono edifici celebri, altre sono popolate da animali, fiori e figure umane. I colori cambiano intensità secondo l’illuminazione, rendendo particolarmente suggestive le superfici ricoperte di frammenti lucidi. L’ultima realizzazione fu il Tombeau de l’Esprit, una costruzione simbolica dedicata alla dimensione spirituale dell’esistenza.

La Maison Picassiette è visitabile con ingresso a pagamento, sia autonomamente sia attraverso visite guidate organizzate su prenotazione. Per il 2026 le tariffe variano da 9 a 12 euro per gli adulti, con riduzioni per bambini e altre categorie. L’apertura è stagionale, con orari differenti secondo il periodo dell’anno e chiusura annuale prevista dal 29 novembre 2026.

Dove si trova e come arrivare

La straordinaria Maison Picassiette si trova al 22 di rue du Repos, a Chartres, nel dipartimento dell’Eure-et-Loir, nella regione Centro-Valle della Loira, a circa 90 chilometri a sud-ovest di Parigi. La proprietà sorge nel quartiere Saint-Chéron, vicino all’omonimo cimitero, ovvero in un contesto che contribuisce al suo fascino.

Da Parigi si può raggiungere Chartres in treno, partendo dalla stazione di Montparnasse. Il viaggio dura generalmente poco più di 1 ora, secondo il collegamento scelto. Dalla stazione ferroviaria cittadina è possibile proseguire con i mezzi pubblici oppure in taxi. Per raggiungere la Maison Picassiette con il trasporto urbano è disponibile la linea 4 della rete Filibus, con fermata denominata Picassiette.

iStock@NicolasG
La Maison Picassiette vista da fuori

Chi viaggia in automobile da Parigi può utilizzare l’autostrada A10 e successivamente la A11, seguendo le indicazioni per Chartres.

© Italiaonline S.p.A. 2026Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963