Scegliendo di lasciare la (meravigliosa) costa dalmata alle spalle, si imbocca una strada che raggiunge una stretta fascia montuosa che separa il massiccio del Kozjak da quello del Mosor. Proprio su questa soglia naturale sorge la Fortezza di Klis, costruita lungo una rupe calcarea che raggiunge i 385 metri di altitudine.
Da questa altura lo sguardo si spinge vero il profilo delle isole dell’Adriatico, anche perché per secoli il passaggio fra la costa e l’entroterra è stato uno snodo militare e commerciale di enorme importanza: la fortezza controllava infatti una delle principali vie di accesso verso la Dalmazia costiera.
I suoi muri seguono la forma della montagna e da lontano quasi si confondono con la roccia.
Indice
Breve storia della Fortezza di Klis
Le prime tracce di frequentazione di questa area della Croazia risalgono al Neolitico recente, fra il 6000 e il 4500 a.C., periodo associato alla cultura impressa. Gli abitanti più antichi conosciuti con precisione sono però i Dalmati, una popolazione appartenente al mondo illirico. Sulle alture costruivano insediamenti fortificati destinati al controllo dei passaggi e del territorio.
Con la conquista romana nacque un presidio militare destinato alla difesa di Salona. In epoca tardo-romana la struttura era conosciuta come Kleisa, ma, dopo la caduta dell’Impero romano d’Occidente, il territorio passò sotto Bisanzio. Nel 614, secondo il racconto dell’imperatore e storico Costantino Porfirogenito, la fortezza cadde durante l’avanzata avaro-slava e Salona venne successivamente saccheggiata e distrutta.
Una carta dell’852 cita la fortezza fra i possedimenti del principe Trpimir. Nei secoli successivi divenne uno dei centri del potere croato e la sua posizione tornò decisiva durante l’invasione tatara del regno ungaro-croato. La tradizione storica lega infatti Klis al rifugio del re Béla IV davanti all’avanzata dell’Orda.
Dal XV secolo si trovò sulla linea di frizione fra Impero ottomano, Repubblica di Venezia e monarchia asburgica. In questa fase entrarono in scena gli Uscocchi, combattenti specializzati in incursioni rapide nei territori avversari. Il loro comandante più celebre fu Petar Kružić, che difese Klis per oltre 20 anni contro le forze ottomane.
Nel 1537 la resistenza terminò e la fortezza passò agli Ottomani. Poi, nel 1596, un gruppo di Croati riuscì a conquistarla con un attacco a sorpresa, ma nello stesso anno un contrattacco ottomano costrinse i difensori alla ritirata. La fase ottomana durò complessivamente 111 anni.
La svolta definitiva arrivò nel 1648, durante la guerra di Candia fra Venezia e Impero ottomano: Klis venne conquistata dalle forze veneziane e rimase sotto Venezia fino al 1797. Seguirono il dominio francese e quello asburgico.
Visitare la Fortezza di Klis tra porte, bastioni e la chiesa di San Vito
La visita segue la struttura stessa del complesso. Tre porte conducono progressivamente verso le sue parti più interne, con un percorso che permette di percepire il passaggio dalla funzione abitativa a quella puramente difensiva.
Il primo ingresso risale agli anni Venti del XIX secolo e venne costruito dagli Austriaci sul sito di una precedente porta veneziana. Superato questo punto, il percorso sale verso la seconda porta, legata alla fortezza medievale e successivamente rinnovata dagli Austriaci. La terza conserva invece origini medievali e venne modificata più volte dai Veneziani, con l’ultimo intervento datato 1763.
Nel settore interno si trova l’antico alloggio del provveditore, chiamato anche Casa del Principe. La costruzione risale alla metà del XVII secolo e poggia sulle fondamenta di edifici più antichi legati ai sovrani croati e ai successivi governatori di Klis. In epoca austriaca ospitò il comando della fortezza.
Una delle presenze più singolari è però la chiesa di San Vito, poiché la sua storia racchiude un ulteriore cambio di potere: dopo la conquista ottomana del 1537, l’edificio venne trasformato in moschea, con pianta quadrata, cupola emisferica e minareto. A seguito della conquista veneziana del 1648 fu riconvertito al culto cristiano e dedicato a San Vito. Sopra l’ingresso compare un’iscrizione latina del 1743.
Accanto alla chiesa si trova il bastione Bembo, il più grande spazio destinato all’artiglieria nel terzo sistema difensivo e nell’intera fortezza. La struttura attuale risale alla metà del XVII secolo e occupa il sito della precedente torre di Kružić.
Il piccolo museo raccoglie armi e oggetti legati alla lunga storia militare di Klis. Fra i pezzi esposti figurano spade, moschetti, armature e ricostruzioni dell’abbigliamento degli Uscocchi. I pannelli storici aiutano a seguire una vicenda complessa, fatta di successioni politiche e assedi.
Poi arriva il panorama: dalla parte più alta la fortezza si apre verso Split, la pianura e l’Adriatico. E dopo aver attraversato cortili, scale e passaggi in pietra, lo sguardo cambia completamente scala, con la città che appare in basso, mentre la fortezza rivela il motivo della propria fama di “Chiave della Dalmazia“, denominazione legata alla sua posizione strategica.
Klis ha conquistato anche un posto nell’immaginario televisivo, poiché è stata infatti utilizzata per le riprese di Game of Thrones e ha rappresentato Meereen nella quarta stagione. Una piccola esposizione dedicata alla serie conserva immagini e materiali delle riprese.
Dove si trova e come arrivare
Klis si trova a circa 11-13 km dal centro di Split, in posizione dominante sulla piana omonima. La fortezza sorge sul passaggio fra Kozjak e Mosor, a quasi 350 metri sul livello del mare, con il punto più alto del complesso a 385 metri. L’auto rappresenta la soluzione più semplice. Il percorso segue la vecchia strada proveniente da Solin e permette di raggiungere l’area della fortezza, con parcheggio gratuito presso la parte inferiore del complesso e vicino all’ingresso.
Da Split partono inoltre gli autobus locali 22 e 35 dal terminal di Sukoišan, con fermata vicino alla fortezza. Anche la bicicletta è una possibilità, grazie alla stazione NextBike presente a Klis. La salita è ripida, quindi una bici elettrica risulta particolarmente adatta.
La visita richiede indicativamente da 1 ora a 1 ora e 30 minuti. In estate il sole può essere intenso e le zone d’ombra sono limitate, mentre il terreno presenta dislivelli e gradini.