Nel ventre della rupe: il canto silenzioso della Chiesa Rupestre di Santa Maria de Idris

Inciso nella roccia, un luogo che racconta secoli di fede, riti legati all'acqua e visioni sulla Gravina, tra affreschi antichi e silenzi carichi di storia

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Serena Proietti Colonna

Travel blogger

PhD in Psicologia Cognitiva, Travel Blogger, Coordinatrice di Viaggio e Redattrice Web di turismo, una vita fatta di viaggi, scrittura e persone

Siamo in molti a essere consapevoli che Matera sorprende già da lontano con i suoi Sassi che sembrano crescere dalla terra stessa. Ciò che però spesso si sottovaluta, è che lo sguardo viene immediatamente catturato da una rupe appuntita che si trova al centro del Sasso Caveoso, un blocco di calcarenite che si alza con decisione. Il motivo è molto semplice: sulla cima, quasi in equilibrio, resiste allo scorrere del tempo Santa Maria de Idris, una presenza che definire scenografica risulta riduttivo. Qui la pietra prende forma religiosa e diventa rifugio, santuario e persino simbolo.

Chi arriva fin quassù si rende conto che la luce cambia di continuo e che il panorama si apre sulla Gravina, una spaccatura profonda che segna il territorio lucano con una forza primordiale. Matera si distende tutt’intorno e, proprio in questo scenario, Santa Maria de Idris diviene punto di osservazione privilegiato e riferimento visivo per chi attraversa i Sassi.

L’edificio presenta una natura doppia che lo rende unico nel panorama europeo (e forse non solo). Una parte emerge costruita, con blocchi di tufo lavorati; un’altra si nasconde modellata nella roccia viva, una fusione tra architettura e ambiente naturale che la trasforma in un sistema rupestre che ingloba anche la Cripta di San Giovanni in Monterrone, collegata attraverso un passaggio interno.

Breve storia di Santa Maria de Idris

Le origini di Santa Maria de Idris sono piuttosto antiche, in quanto si collocano tra ‘300 e ‘400 (anche se l’area risultava frequentata già in epoche precedenti). Il nome stesso rimanda al termine greco Odigitria, titolo attribuito alla Vergine come guida, una definizione che richiama la tradizione bizantina arrivata nel Sud Italia attraverso comunità monastiche orientali.

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La bellissima Chiesa Rupestre di Santa Maria de Idris

Accanto alla chiesa principale si sviluppa la Cripta di San Giovanni in Monterrone, che nei fatti è molto più antica. Da questa parti, infatti, gli affreschi coprono un arco temporale ampio che va dal XII al XVII secolo. Si tratta di una continuità che testimonia un utilizzo prolungato del sito e una sovrapposizione di linguaggi artistici. Le immagini più datate mostrano figure rigide, sguardi intensi e colori netti tra rosso e blu.

Col passare dei secoli, alcuni interventi di ristrutturazione hanno modificato l’aspetto originario. In più, un crollo nel ‘400 ha portato alla ricostruzione della facciata in tufo. In epoca successiva sono stati invece aggiunti elementi decorativi e un nuovo altare, datato 1804, legato alla famiglia Spuma. Durante l’800 il culto assunse una connotazione ancora più concreta, con le donne della zona che percorrevano il pavimento in ginocchio lungo una fila di mattoni ceramicati con l’obiettivo di ottenere grazie legate soprattutto all’acqua (molto rara, all’epoca).

Si arriva poi nel ‘900, secolo in cui parte degli affreschi venne staccata per motivi conservativi. Oggi molti di questi dipinti si trovano nel Museo di Palazzo Lanfranchi, mentre all’interno restano tracce significative segnate dal tempo e dall’umidità (ma assolutamente affascinanti).

Cosa vedere e come si svolge la visita

Varcata la soglia di questa bellissima chiesta rupestre della Basilicata si incontra un ambiente principale che accoglie con una luce soffusa. Le pareti raccontano una storia fatta di immagini sacre che emergono dalla pietra. Sull’altare si trova una tempera del ‘600 raffigurante la Madonna con Bambino. Accanto compaiono figure come Sant’Antonio e Sant’Eustachio, patrono di Matera. Quest’ultimo appare anche in una scena particolare, legata alla visione del cervo.

Sulla sinistra si distingue un’Annunciazione, mentre sul lato opposto una Crocifissione richiama una composizione più essenziale. Le decorazioni dell’altare includono motivi floreali e geometrici, realizzati sia a pittura sia a bassorilievo. L’insieme restituisce una sensazione di intimità, lontana dai grandi apparati monumentali.

C’è poi un piccolo passaggio che conduce verso la Cripta di San Giovanni in Monterrone, con un cambio di atmosfera che potremmo definire radicale. Lo spazio è interamente scavato nella roccia e conserva un carattere più antico e spirituale. Le nicchie affrescate mostrano santi, figure evangeliche e un Cristo Pantocratore che benedice con gesto solenne. Alcuni dettagli, come il Vangelo aperto con iscrizioni greche, rivelano chiaramente l’influenza orientale.

Le differenze stilistiche tra le due stanze risultano evidenti per tutti: nella chiesa superiore compaiono elementi più vicini alla tradizione occidentale; nella cripta emergono rigidità formali e una spiritualità più austera. Un contrasto che rappresenta uno degli aspetti più affascinanti del complesso.

La visita si svolge in autonomia, con supporti cartacei talvolta disponibili all’ingresso. Gli orari sono variabili in quanto seguono le stagioni. Nei mesi più caldi l’apertura si estende fino alla sera, mentre in autunno e inverno si riduce. Agosto prevede orario continuato fino a tarda sera, scelta che permette di vivere il posto anche con luci completamente diverse rispetto alle ore di sole.

Salendo verso l’esterno, vale la pena soffermarsi accanto al campanile a vela. Da qui lo sguardo si apre senza ostacoli e la Gravina si mostra in tutta la sua profondità, mentre la città di Matera si distribuisce su più livelli.

Dove si trova e come arrivare

L’affascinante Chiesa di Santa Maria de Idris si trova nel cuore dei Sassi di Matera, per la precisione all’interno del Sasso Caveoso. La rupe del Monterrone svetta proprio al centro di questo quartiere storico, rendendo il luogo di culto visibile anche da diversi punti panoramici della città, tra cui la zona di piazzetta Pascoli.

Per raggiungerla serve affrontare una salita breve ma intensa. Una rampa di scale conduce direttamente all’ingresso, partendo nei pressi della Chiesa di Santa Lucia alle Malve. Il percorso attraversa scorci tipici dei Sassi, tra vicoli, gradoni e aperture improvvise sul paesaggio.

Arrivare a Matera risulta semplice sia in auto, sia tramite collegamenti ferroviari e autobus dalle principali città del Sud Italia. Una volta nel centro storico, l’accesso avviene esclusivamente a piedi. Sono consigliate scarpe comode perché fanno davvero la differenza, vista la presenza costante di pietra e dislivelli.

Chi raggiunge la cima del Monterrone porta con sé qualcosa di più di una semplice visita. Resta una percezione precisa, quella di aver toccato un punto in cui natura, storia e spiritualità si intrecciano in maniera armoniosa. Una presenza che domina il paesaggio e allo stesso tempo si lascia attraversare, in silenzio, da chi decide di salire fin lassù.

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