Sulla costa occidentale di Gozo, l’isola più tranquilla dell’arcipelago maltese, c’è una porzione di litorale che sembra quasi finta (e no, non stiamo scherzando). Da queste parti, infatti, il mare incontra una piattaforma di calcare modellata da vento e onde e dà vita a uno degli scenari naturali più celebri del Mediterraneo. Parliamo del Blue Hole (spesso chiamato anche Blue Cave) ed è una delle attrazioni simbolo di Dwejra, tanto da figurare stabilmente tra i siti subacquei più apprezzati d’Europa.
Ma perché è così emozionante? La risposta vi lascerà senza fiato: al centro della scogliera si apre una cavità dalle forme quasi perfette, una sorta di pozzo naturale colmo d’acqua marina dalle tonalità intense che oscillano tra turchese, cobalto e blu profondo. Attorno, rocce chiare battute dagli spruzzi e grandi blocchi calcarei creano un paesaggio che sembra appartenere a un altro pianeta.
A pochi passi sorgeva la celebre Azure Window, la Finestra Azzurra, l’arco naturale crollato durante una violenta mareggiata nel marzo del 2017. Quel collasso ha modificato profondamente il paesaggio costiero, aggiungendo enormi formazioni rocciose ai fondali circostanti e contribuendo a rendere ancora più affascinante l’area osservata da subacquei e apneisti.
Indice
Origine e formazione del Blue Hole
La storia del Blue Hole inizia molto prima della presenza umana nell’arcipelago maltese. L’intera area di Dwejra è caratterizzata da spesse stratificazioni di calcare corallino, una roccia sedimentaria formatasi milioni di anni fa in antichi ambienti marini. Per secoli vento, salsedine e moto ondoso hanno agito sulla costa occidentale di Gozo con una costanza impressionante. L’erosione ha progressivamente scavato fessure, cavità e depressioni nella roccia fino a creare quella che oggi appare come una grande apertura cilindrica collegata al mare.
La struttura presenta dimensioni relativamente contenute in superficie: circa 10 metri di larghezza e 5 metri di ampiezza nel punto più stretto, mentre la profondità interna raggiunge più o meno 15 metri prima del collegamento diretto con il mare aperto. La parte superiore si trova leggermente al di sopra del livello del mare, caratteristica che accentua la sensazione di trovarsi davanti a una piscina naturale racchiusa dalla pietra.
L’elemento più spettacolare si trova però sotto il livello dell’acqua. Ad approssimativamente 6 metri di profondità, infatti, prende forma un grande arco naturale che collega la cavità all’ambiente marino esterno. Questa apertura si allunga fino a circa 15 metri e costituisce il passaggio che ha reso celebre il sito tra gli appassionati di esplorazione subacquea.
La geologia di Dwejra racconta un territorio in continua trasformazione. Il crollo della Finestra Azzurra ha aggiunto un nuovo capitolo a questa evoluzione naturale, poiché i giganteschi blocchi precipitati sul fondale hanno generato un paesaggio sommerso ancora più articolato, composto da massi monumentali, passaggi tra le rocce e pareti che ospitano numerose specie marine. Un piccolo consiglio: osservando il Blue Hole dalla scogliera si coglie perfettamente la forza degli agenti naturali che hanno modellato Gozo.
Visitare il Blue Hole: cosa vedere tra scogliere, fondali e paesaggi straordinari
Dal parcheggio di Dwejra parte un percorso scavato nella roccia calcarea che conduce verso la costa. Il terreno risulta irregolare e richiede attenzione, ma il panorama ripaga ampiamente lo sforzo. Man mano che ci si avvicina alla scogliera, il contrasto tra la pietra color miele e il blu intenso del mare diventa sempre più marcato. Poi appare la cavità, che dall’alto assomiglia a un grande occhio affacciato sull’orizzonte.
Chi visita il sito da semplice osservatore può trascorrere molto tempo lungo le rocce circostanti. La trasparenza dell’acqua permette infatti di distinguere facilmente le diverse sfumature cromatiche create dalla profondità e dalla particolare conformazione del fondale. Gran parte della notorietà del Blue Hole, però, deriva però dall’ambiente sottomarino. Per questo motivo viene spesso descritto come un vero parco giochi naturale per i subacquei.
Le profondità massime raggiungono circa 60 metri, mentre numerose specie marine risultano visibili già attorno ai 10 metri. Tra gli abitanti più frequenti figurano murene, aragoste, cernie di grandi dimensioni, stelle marine, ricci e numerosi pesci tipici del Mediterraneo. Tra le pareti trovano spazio spugne, piccoli organismi marini e colorati vermi tubicoli che rivestono parte dell’arco naturale.
Una delle sezioni più note prende il nome di Chimney. Si tratta di una stretta fenditura verticale nella roccia che conduce verso l’area chiamata Coral Gardens. Qui il fondale cambia continuamente aspetto attraverso piccoli canyon, gradoni rocciosi e piattaforme sommerse. Merita attenzione anche la grande grotta situata sul fondo della cavità principale.
La sua apertura si trova esattamente davanti all’arco naturale e offre prospettive particolarmente suggestive verso la luce proveniente dall’esterno. Molti appassionati la considerano uno dei punti più scenografici dell’intero complesso. A poca distanza sorgono altre attrazioni naturali di Dwejra. Ne è un esempio Fungus Rock, masso di pietra che emerge dall’acqua con il suo caratteristico profilo isolato, mentre l’Inland Sea rappresenta una laguna collegata al mare aperto tramite un lungo tunnel naturale scavato nella scogliera.
L’intera zona restituisce una sensazione di grandezza e potenza naturale: onde che si infrangono contro il calcare, vento proveniente dal largo e vastità dell’orizzonte contribuiscono a dar vita a un’atmosfera difficile da dimenticare.
Dove si trova e come arrivare
Il Blue Hole si trova presso Dwejra, nella parte occidentale di Gozo, un piccolo villaggio rurale (tra i meno popolati dell’isola) che conserva ancora un carattere tradizionale legato all’agricoltura e alla vita locale. Gozo dista pochi chilometri da Malta ed è raggiungibile tramite i collegamenti marittimi che attraversano il canale tra le due isole. Una volta arrivati a Gozo, la destinazione si raggiunge facilmente in automobile, taxi o autobus seguendo le indicazioni per Dwejra.
L’area dispone di un parcheggio situato vicino ai principali punti d’interesse della costa. Da qui si prosegue verso il litorale lungo un percorso roccioso che conduce al Blue Hole, all’Inland Sea e alla zona occupata in passato dalla Finestra Azzurra.
Arrivare al Blue Hole significa raggiungere uno degli angoli più spettacolari dell’arcipelago maltese. Tra geologia, storia naturale e panorami marini, questa cavità è testimone del lento lavoro degli elementi, della trasformazione continua della costa e del legame profondo che unisce Gozo al limpido mare che la circonda.