Nel 2025 lo Zimbabwe ha ricevuto un riconoscimento ufficiale: Forbes lo ha nominato il miglior Paese al mondo da visitare. La regione africana attira sempre più visitatori per la natura autentica, il patrimonio culturale e la fauna. Avendo investito nelle infrastrutture turistiche e nel miglioramento degli aeroporti è una destinazione top. Ecco perché visitarlo quest’anno.
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Perché lo Zimbabwe è il miglior Paese al mondo
Lo Zimbabwe in cima alla classifica Forbes delle mete da visitare nel 2025 non è una sorpresa per chi conosce l’Africa, ma per molti lettori occidentali la notizia ha colto di sorpresa. Un Paese a lungo associato a crisi politiche ed economiche che si ritrova d’un tratto a fare concorrenza al Kenya o al Sudafrica come destinazione turistica dell’anno.
Forbes ha considerato anche la componente culturale oltre al paesaggio. Basti pensare alle celebri rovine del Grande Zimbabwe, la città in pietra ignorata dai colonizzatori europei.
Ma forse il dato più interessante riguarda i numeri delle ricerche online. Le prenotazioni di voli verso Harare sono cresciute di oltre il 50% nell’ultimo anno, quelle per Bulawayo addirittura dell’80%. Qualcosa si sta muovendo, e non solo nelle classifiche.
La situazione turismo nello Zimbabwe
Oltre un milione e mezzo di arrivi internazionali nel 2023: per lo Zimbabwe è il segnale più chiaro che qualcosa, dopo anni durissimi, ha cominciato a cambiare.
La pandemia aveva quasi azzerato il settore. Parchi deserti, lodge chiusi, guide senza lavoro. La ripresa non è stata immediata né lineare, ma i numeri dell’anno scorso raccontano una storia diversa: le entrate legate al turismo hanno sfiorato 1,1 miliardi di dollari, con una crescita superiore al 20% rispetto all’anno precedente. Non male, per un Paese che ancora combatte con un’economia fragile e un’instabilità di fondo che non accenna a sparire.
Parte del merito va alle scelte fatte negli ultimi anni. Il governo ha investito sugli aeroporti e sulle strade che portano ai parchi, rendendoli meno ostici da raggiungere. Il settore privato ha fatto la sua parte: nuovi lodge, resort ristrutturati, strutture che puntano su un turismo alto di gamma. E poi c’è la questione visti: più paesi inclusi nel sistema di e-visa, procedure semplificate. Piccola cosa, in apparenza.
C’è anche un tentativo, più ambizioso, di allargare l’offerta. Non solo safari (che restano il motore principale, le Cascate Vittoria continuano ad attirare visitatori da tutto il mondo), ma progetti che coinvolgono le comunità rurali, che legano protezione della fauna e sviluppo locale.
Perché visitare lo Zimbabwe
Il motivo più ovvio è il paesaggio. Le Victoria Falls restano una delle cose più difficili da descrivere a parole; bisogna starci davanti, sentire il fragore dello Zambesi che precipita e la nube di vapore che sale fino a oscurare il sole. Patrimonio UNESCO dal 1989, ogni anno attirano visitatori da tutto il mondo, eppure lo questo territorio non ha mai davvero sfruttato questo vantaggio quanto avrebbe potuto.
Anche i safari hanno il loro peso nella classifica. Hwange, il parco nazionale più esteso del Paese, ospita una delle popolazioni di elefanti più grandi dell’intero continente; migliaia di esemplari che si spostano tra savana e pozze d’acqua. Rispetto a destinazioni ormai iperaffollate come il Masai Mara, qui l’esperienza resta ancora qualcosa di più grezzo, meno organizzato nel senso peggiore del termine.
E c’è Mana Pools, lungo lo Zambesi: uno dei pochi posti al mondo dove i safari si fanno a piedi o in canoa, senza jeep e senza guardrail metaforici tra il visitatore e quello che gli sta intorno.
Lo Zimbabwe non è ancora tornato ai livelli pre-crisi. Ma ci sta lavorando, e per ora sembra che la direzione sia quella giusta.