La Val di Funes dice stop all’overtourism: nuove sbarre anti-selfie dopo i tornelli

Non bastano i tornelli per fermare l'overtourism in Val di Funes: ora il Comune ha trovato una nuova soluzione al problema

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Francesca Pasini

Content writer & Travel Expert

Laureata in Gestione delle Arti e delle Attività Culturali, vive tra Italia e Spagna. Curiosa per natura, ama scrivere di storie che la appassionano.

Non solo tornelli per cercare di limitare l’afflusso incontrollato di turisti: ora arrivano anche le sbarre anti-selfie. Una decisione drastica, quella presa dal Comune di Funes, la cui valle (con alle spalle le cime del gruppo delle Odle) è vittima di overtourism già da diversi anni. Le misure iniziali adottate da alcuni abitanti del luogo non sono servite per arginare quel turismo mordi e fuggi, alla ricerca degli angoli migliori in cui scattare foto da pubblicare sui social, ma senza mai assaporare realmente l’essenza del territorio.

Il sindaco stesso, Peter Pernthaler, ha annunciato la novità, spiegando come funzionerà la nuova misura prevista per proteggere il paesaggio e gli abitanti dal caos generato dai viaggiatori che giungono qui in massa, minacciandone la tranquillità.

Il precedente

La Val di Funes torna al centro dell’attenzione nel dibattito sull’overtourism in montagna: un territorio dove il silenzio è parte del paesaggio, con i suoi borghi ordinati, le chiesette iconiche (Santa Maddalena e San Giovanni di Ranui) e uno skyline sulle Dolomiti tra i più fotografati al mondo, è sempre più vittima di sovraffollamento turistico.

Già nel 2022, Gerhard Runggatscher, proprietario del prato su cui sorge la chiesetta di San Giovanni di Ranui, aveva installato un tornello a pagamento per fermare l’assalto di turisti che invadevano il terreno per scattare fotografie. Ne hanno seguito l’esempio i proprietari dei terreni sul Seceda (poco distante).

Ma le iniziative degli abitanti di quest’angolo verde dell’Alto Adige, stanchi degli affollamenti sui loro terreni, non bastano da soli a fermare un fenomeno che sembra destinato a durare. È così che entra in scena anche in Comune di Funes, che ha dichiarato guerra a quel turismo selvaggio che genera più danni che benefici.

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La pittoresca chiesetta di San Giovanni di Ranui

Sbarre anti-selfie: come funzionano

“Siamo stufi delle comitive di cinesi e giapponesi che invadono la valle, parcheggiano ovunque e si fermano giusto il tempo di fare un paio di foto. Non lasciano nulla se non i loro rifiuti”, ha dichiarato al Corriere della Sera il primo cittadino del Comune.

La soluzione? Dopo una serie di riunioni tenutesi con l’associazione turistica, il sindaco ha deciso di sbarrare le strade che conducono alla frazione di Santa Maddalena, la zona più colpita. Ha tenuto a specificare che non si tratta di un modello come quello di Braies, poiché non sarà richiesta la prenotazione.

“Quando il parcheggio in centro sarà pieno, allora autobus e macchine dovranno tornare indietro e parcheggiare più in basso”, ha spiegato Pernthaler, specificando che potranno passare soltanto i residenti e coloro che soggiornano negli alberghi della zona.

Funes non vuole più farsi trovare impreparata di fronte all’assalto turistico e dice quindi addio a quella che il sindaco stesso definisce “invasione“: “I residenti non ne possono più e quindi abbiamo deciso di intervenire. Ci stiamo anche confrontando con il comune di Chiusa per aumentare i controlli dei vigili e magari potenziare gli autobus”, conclude Pernthaler, che annuncia anche l’aumento delle tariffe del parcheggio del paese. Finora costava soltanto 4 euro per l’intera giornata, una cifra troppo bassa per fermare realmente l’assalto dei turisti mordi e fuggi in uno dei luoghi simbolo del turismo altoatesino.

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