Una tempesta geomagnetica è in arrivo: possibili aurore boreali in Europa e Italia

Tempesta geomagnetica prevista tra il 19 e il 21 marzo 2026 con possibile aurora boreale visibile in Europa e, in condizioni favorevoli, anche in Italia

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Sara Boccolini

Travel Blogger

Laureata in Scienze del Turismo, ama da sempre viaggiare. Travel Blogger dal 2012 e Content Creator, alterna zaino in spalla a bagaglio a mano.

Una tempesta geomagnetica è in arrivo sulla Terra tra il 19 e il 21 marzo 2026 – con picco intorno al 20 marzo – attirando l’attenzione non solo degli esperti, ma anche degli appassionati di fenomeni naturali. L’evento, classificato di intensità moderata (G2 o G3), potrebbe essere generato dalla combinazione di una espulsione di massa coronale, o CME, partita da una macchia solare e diretta verso il campo magnetico terrestre, e un flusso di vento solare ad alta velocità che proviene da un buco coronale.

Oltre ai possibili effetti tecnici su satelliti e comunicazioni – monitorati dai previsori dello Space Weather Prediction Center della NOAA, agenzia americana – ciò che affascina di più è la possibilità di assistere a uno spettacolo raro: l’aurora boreale visibile anche a latitudini insolite, inclusa parte dell’Europa e, in condizioni favorevoli, persino l’Italia. Eventi simili si sono già verificati nei mesi scorsi, quando una forte attività solare ha colorato i cieli del Nord Italia, sorprendendo migliaia di osservatori.

La tempesta geomagnetica di marzo 2026

Le aurore boreali sono uno dei fenomeni più spettacolari dell’atmosfera terrestre. Si manifestano come scie luminose colorate – spesso verdi, rosse o violacee – che si muovono nel cielo notturno. La loro origine è legata all’attività solare: il Sole emette continuamente particelle cariche, ma durante eventi più intensi, come le espulsioni di massa coronale, queste particelle aumentano drasticamente.

Quando raggiungono la Terra, interagiscono con il campo magnetico terrestre producendo luci colorate. Più la tempesta geomagnetica è intensa, più le aurore possono estendersi verso latitudini basse, diventando visibili anche in zone dove normalmente non compaiono.

Negli ultimi anni questi eventi stanno diventando più frequenti. Nel gennaio 2026, ad esempio, una tempesta particolarmente forte ha portato l’aurora fino alle Alpi, con cieli colorati visibili dal Piemonte al Friuli.

In casi estremi, documentati anche in passato, il fenomeno è stato osservato persino a latitudini più meridionali, confermando come l’intensità dell’attività solare possa trasformare un evento raro in un’esperienza diffusa su larga scala.

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Aurora Boreale nelle Dolomiti

Dove vedere l’aurora boreale in Europa e Italia

Per aumentare le probabilità di osservare l’aurora boreale durante questa tempesta geomagnetica, la posizione geografica e le condizioni ambientali sono fondamentali.

In Europa, le aree più favorite restano quelle settentrionali e centrali. Tuttavia, durante eventi più intensi, la visibilità può spingersi molto più a sud.
In Italia, le maggiori possibilità si concentrano nel Nord, soprattutto lungo l’arco alpino. Zone di montagna, lontane dall’inquinamento luminoso, offrono le condizioni ideali: cieli bui, orizzonte libero verso nord e aria più pulita.

Anche alcune aree dell’Appennino settentrionale possono rivelarsi buoni punti di osservazione. L’esperienza recente lo dimostra: durante precedenti tempeste geomagnetiche, l’aurora è stata avvistata in diverse regioni settentrionali e, in casi eccezionali, anche più a sud.

Per aumentare le probabilità di successo, è fondamentale che ci sia una notte serena, senza nuvole, e che si vada in una zona lontano dalle luci artificiali delle città. Il momento migliore è generalmente tra la tarda serata e le ore centrali della notte, quando il cielo è più buio.

Anche se non sempre visibile a occhio nudo con colori intensi, l’aurora può apparire come un bagliore rossastro o verdastro all’orizzonte, talvolta più evidente attraverso fotografie a lunga esposizione.

Se le condizioni saranno favorevoli, questa tempesta geomagnetica potrebbe regalare uno spettacolo raro anche nel cielo italiano, trasformando una semplice notte di marzo in un evento da ricordare.

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