Case Pente, alle porte di Sulmona, si conferma uno dei siti archeologici più importanti emersi negli ultimi anni in Abruzzo. Gli scavi, avviati nel marzo 2023, hanno riportato alla luce i resti di un vasto villaggio risalente alla fine dell’Eneolitico e all’Età del Bronzo antico, insieme a una necropoli e a un complesso termale di epoca romana.
Una scoperta che arricchisce le conoscenze sulla storia della Valle Peligna e che, in futuro, potrà trasformarsi in una nuova attrazione culturale grazie a un percorso di visita già in fase di progettazione.
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La scoperta di Casa Pente
Le indagini archeologiche, da marzo 2023, sono state avviate dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province dell’Aquila e Teramo nell’ambito del procedimento autorizzativo legato al progetto della Centrale di compressione Snam. L’intervento, sviluppato su un’area di circa 12 ettari, rappresenta una delle più estese operazioni di archeologia preventiva realizzate negli ultimi anni in Abruzzo.
Prima dell’inizio degli scavi, l’area di Case Pente non era sottoposta a vincolo archeologico e le informazioni disponibili derivavano soltanto da alcuni ritrovamenti fortuiti documentati nel XIX secolo.
Tra i ritrovamenti più significativi spicca un grande villaggio della fine dell’Eneolitico e dell’Età del Bronzo antico. Gli archeologi hanno individuato le tracce di ben 52 capanne, riconoscibili attraverso le buche di palo che ne sostenevano le strutture. Accanto al villaggio è emersa anche una necropoli appartenente alla stessa comunità, oltre a numerose sepolture riferibili a periodi successivi che testimoniano una frequentazione continua dell’area.
Gli scavi hanno portato alla luce anche ritrovamenti romani come un edificio rurale e un articolato complesso termale dotato di ambienti riscaldati, costruito lungo un’antica via di comunicazione che per lungo tempo ha rappresentato uno degli assi principali della Valle Peligna. L’intera area preistorica è stata scavata e documentata in ogni dettaglio, consentendo di conservare tutte le informazioni scientifiche previste dalle procedure di tutela del patrimonio archeologico.
L’importanza della scoperta
I ritrovamenti di Case Pente rappresentano un contributo fondamentale alla ricostruzione della storia più antica della Valle Peligna. La presenza di un villaggio così esteso, associato a una necropoli e a successive fasi di occupazione, permette infatti agli studiosi di seguire l’evoluzione dell’insediamento umano dalla preistoria fino all’età romana, offrendo nuovi elementi per comprendere lo sviluppo delle comunità che hanno abitato questo territorio.
Le strutture romane rivestono un valore particolare anche dal punto di vista della valorizzazione turistica. L’edificio rustico e il complesso termale saranno infatti conservati in situ e diventeranno parte di un percorso di visita destinato ad aprire il sito al pubblico. Il restauro delle terme è già stato completato e il progetto prevede anche la ricostruzione di una capanna accanto ai resti romani, così da mostrare ai visitatori l’evoluzione del paesaggio e degli insediamenti nel corso dei millenni.
L’attività di ricerca prosegue inoltre con numerosi studi specialistici, dalle analisi antropologiche e genetiche sulle sepolture alle indagini archeobotaniche, archeozoologiche e archeometriche, fino alle datazioni radiometriche. Tutti i reperti recuperati saranno restaurati e i risultati confluiranno in pubblicazioni scientifiche e in una mostra conclusiva dedicata al progetto.
Il sito ha già accolto i primi visitatori durante le Giornate Europee dell’Archeologia, quando il cantiere è stato aperto eccezionalmente al pubblico con accessi contingentati. Una prima occasione per osservare da vicino il lavoro degli archeologi e conoscere un patrimonio che continua a restituire nuove testimonianze del passato.