Febbraio 2026 si rivela un mese straordinario per gli appassionati di storia e viaggi culturali. Nel cuore di Maiorca, tra dolci colline e uliveti secolari, emerge un segreto rimasto nascosto per millenni: una città romana perduta, forse Tucis o Guium, due insediamenti citati da Plinio il Vecchio ma mai localizzati con certezza. Immaginatevi camminare tra il sole mediterraneo e i profumi della campagna, arrivare a un sito archeologico che sembra silenzioso e scoprire che sotto i vostri piedi si estendeva un vero e proprio centro urbano romano, con strade, case, piazze e reperti che raccontano di una vita antica, complessa e sorprendentemente cosmopolita. Per chi ama combinare viaggio e storia, Son Fornés da ora diventa subito meta imprescindibile: non solo per la scoperta in sé, ma per il modo in cui trasporta il visitatore in un’epoca lontana e affascinante.
Indice
Una scoperta archeologica eccezionale a Maiorca
Il sito di Son Fornés a Maiorca, vicino al piccolo comune di Montuïri, è stato scavato e studiato per quasi vent’anni dall’équipe dell’Arqueología Social Mediterránea e dall’Università Autonoma di Barcellona. Tuttavia, solo le campagne più recenti hanno svelato strutture di una scala e di una precisione tali da lasciare gli archeologi senza parole.
Le costruzioni seguono uno schema urbanistico tipico delle città romane ufficiali, indicando che non si trattava di un semplice villaggio rurale ma di un vero e proprio centro amministrativo.
L’area scavata copre già circa 5.000 metri quadrati, grande quanto il museo Es Baluard di Palma e i reperti ritrovati sono altrettanto sorprendenti: tegole romane che dovevano essere acquistate e trasportate, anfore per lo stoccaggio e la conservazione di merci, stoviglie raffinate che suggeriscono ricchezza e contatti commerciali con altre zone del Mediterraneo. Secondo l’archeologa Beatriu Palomar, le evidenze oggi sono così solide da poter “scommettere persino sul fatto che si tratti di Tucis”. Passeggiare tra i resti di Son Fornés significa letteralmente camminare sopra secoli di storia, osservando da vicino come la vita quotidiana, le infrastrutture e la cultura romana abbiano plasmato l’isola mediterranea delle estati eterne.
L’importanza della scoperta per la storia di Maiorca
La potenziale identificazione di Tucis o Guium rappresenta una svolta per la comprensione della Maiorca romana. Queste città furono probabilmente fondate dopo la conquista dell’isola da parte del generale romano Quintus Caecilius Metellus nel 123 a.C., segnando l’inizio dell’integrazione di Maiorca nel mondo romano. Come civitates stipendiariae, erano centri chiave per l’amministrazione, la riscossione delle tasse e la diffusione della cultura, delle leggi e delle infrastrutture romane.
Ma Son Fornés non racconta solo di Roma: scavare il sito significa infatti percorrere duemila anni di storia, dalla cultura preistorica Talayotic, con le sue torri circolari chiamate talayots, fino alla piena epoca romana, passando per le evidenze di un’evoluzione sociale sempre più complessa. La presenza di ville, edifici pubblici e reperti di alto livello indica una società con élite emergenti, commercio intenso e connessioni mediterranee.
Oltre al valore storico, Son Fornés ha un fascino unico per chi viaggia alla scoperta di luoghi autentici e fuori dai circuiti turistici più battuti. Lontano dalle spiagge affollate e dai resort, il sito regala un’esperienza di immersione nella Maiorca più vera, tra natura, archeologia e memoria millenaria. Oggi, Son Fornés presenta appieno il potenziale di riscrivere la storia dell’isola e offrire un’esperienza unica a chi la visita per imporsi come una meta che unisce archeologia, avventura e bellezza mediterranea, perfetta dunque per chi ama viaggiare tra passato e presente, camminando – letteralmente! – sulle tracce della storia.