I fondali dell’Isola d’Elba continuano ad affascinare: scoperti un dolium e un (possibile) relitto

Tra le acque cristalline dell'Isola d'Elba riaffiorano un dolium di epoca romana e un misterioso relitto, custodi silenziosi di secoli di storia sommersa

3 min di lettura

Elena Usai

Travel blogger & content creator

La scrittura, il viaggio e la fotografia sono le sue grandi passioni e quando parte non dimentica mai di portare un libro con sé.

L’Isola d’Elba, perla del Mar Tirreno, vanta non solo panorami splendidi in superficie, ma anche bellezze sommerse dal valore storico inestimabile. L’ultima scoperta, avvenuta durante le attività di monitoraggio del patrimonio archeologico subacqueo promosse dalla Soprintendenza ABAP per le province di Pisa e Livorno, in collaborazione con il Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Firenze e il Nucleo Carabinieri Subacquei di Genova, ha portato alla luce due nuove testimonianze del passato che arricchiscono la già straordinaria mappa archeologica dell’Arcipelago Toscano.

Le ricognizioni, cominciate nel maggio 2026 e concentrate nello specchio di mare tra il Canale di Piombino e le isole dell’arcipelago, non nascono dal caso: fanno parte di un progetto più ampio pensato per controllare lo stato dei siti sommersi già noti, aggiornare le mappe archeologiche e verificare le segnalazioni arrivate nel tempo, spesso proprio grazie a chi frequenta questi fondali per passione, ricchi di storia quanto di biodiversità.

Il dolium romano, testimone delle rotte del vino nel Tirreno

La scoperta più significativa fatta nei fondali dell’Isola d’Elba è quella di un dolium, un grande contenitore in terracotta che nell’antichità veniva utilizzato per trasportare e conservare derrate alimentari come vino, olio e cereali. Per come è stato ritrovato e per le sue caratteristiche, gli archeologi ritengono che possa appartenere a una delle cosiddette navi a dolia: imbarcazioni mercantili molto particolari, utilizzate tra il I secolo a.C. e il I secolo d.C. per trasportare vino sfuso lungo le principali rotte commerciali del Mar Tirreno.

Si tratta di un dettaglio che restituisce un’immagine vivida di quanto l’Elba e le acque circostanti fossero, già in epoca romana, un crocevia strategico per i traffici marittimi. Ogni dolium ritrovato racconta infatti non solo la tecnica costruttiva delle navi antiche, ma anche le abitudini commerciali e alimentari di un’epoca in cui il vino viaggiava via mare in enormi contenitori di terracotta, spesso più resistenti del legno stesso delle imbarcazioni.

Ufficio Stampa Visit Elba
Il dolium romano

La scoperta di un possibile relitto

Nuotando nei fondali dell’Isola di Elba, ci si ritrova a tu per tu con praterie di posidonia, cervie e barracuda, ma anche con possibili relitti. La seconda scoperta, infatti, riguarda un presunto relitto lungo circa cinque metri e largo due, oggi in gran parte coperto dalla mucillagine marina, che ne complica l’osservazione diretta. Le immersioni condotte finora hanno comunque permesso di individuare resti del fasciame, elementi strutturali in legno e numerosi chiodi in bronzo, dettagli che confermano la natura di imbarcazione del ritrovamento.

Al momento, però, le condizioni di conservazione non permettono agli studiosi di stabilire una datazione precisa: l’ipotesi più accreditata colloca il relitto in un arco temporale compreso tra la tarda antichità e il Medioevo. Per sciogliere il dubbio, la Soprintendenza ha già in programma per l’autunno 2026 una seconda campagna di indagini subacquee, durante la quale verranno condotti saggi esplorativi mirati a chiarire natura, epoca e caratteristiche dell’imbarcazione.

Anche perché, questo non sarebbe il primo relitto trovato: tra i tesori nascosti scoperti in passato, citiamo i relitti navali di epoca romana rinvenuti tra Capo Sant’Andrea e Punta della Zanca e il relitto dell’Elviscot, un mercantile affondato nel 1972 e visibile a circa 150 metri dalla costa.

Due scoperte che, ancora una volta, raccontano l’Elba non solo come meta balneare, ma come autentico museo a cielo aperto sommerso dal mare.

© Italiaonline S.p.A. 2026Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963