Panarea non smette di sorprendere: scoperto un mondo sommerso incredibile

La più piccola delle Eolie, preziosa come una bomboniera, oggi torna a stupirci con un cratere sommerso, segno che la geologia marina dell'isola è più ricca e attiva che mai

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Priscilla Piazza

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Laureata in cinema, teatro e spettacolo multimediale, oggi lavora come redattrice e social media manager freelance

Famosa per essere la più piccola e anche la più esclusiva e mondana delle Isole Eolie, Panarea torna sotto i riflettori, con una notizia davvero degna di nota: le acque cristalline dell’isola custodiscono un nuovo tesoro nascosto, ritrovato a circa un miglio dalle sue coste. Proprio qui infatti, un team di ricercatori ha scoperto un grande cratere sottomarino e una nuova area caratterizzata da camini idrotermali attivi, un fatto che amplia così le conoscenze sul sistema vulcanico sommerso dell’arcipelago.

La scoperta, frutto di uno studio coordinato dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) insieme alla Stazione Zoologica Anton Dohrn, potrebbe pertanto cambiare la comprensione dell’attività vulcanica dell’area e aprire nuove prospettive per la ricerca scientifica e il monitoraggio del fondale marino.

L’enorme cratere sottomarino al largo di Panarea

Il nuovo sistema è stato individuato a circa 1,5 chilometri a nord-est di Panarea, tra i 60 e gli 80 metri di profondità. Il protagonista della scoperta è un cratere sottomarino di circa 100 metri per 60, accompagnato da numerosi camini di origine idrotermale mai documentati prima.

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Sguardo sul mare turchese a Panarea

L’indagine è iniziata grazie ai rilievi Multibeam effettuati nell’ambito del progetto IDMAR (Infrastruttura Multidisciplinare Distribuita sul MARe), che hanno evidenziato particolari strutture sul fondale. Per verificarne la natura, nel luglio 2026 i ricercatori hanno impiegato un ROV (Remotely Operated Underwater Vehicle), un robot subacqueo controllato dalla superficie, che ha confermato la presenza di una intensa attività di degassamento e di nuove sorgenti idrotermali. Secondo gli studiosi, questa nuova area suggerisce che il sistema idrotermale di Panarea sia molto più esteso rispetto a quanto conosciuto finora.

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Immagini dei fondali vicino al cratere

Perché la scoperta è importante per le Isole Eolie

La scoperta aggiunge un ulteriore elemento di fascino a un’isola già celebre per i suoi panorami mozzafiato, le baie dall’acqua trasparente e il paesaggio modellato dall’origine vulcanica. Panarea, insieme alle altre isole dell’arcipelago, rappresenta infatti uno dei luoghi più interessanti del Mediterraneo per osservare il rapporto tra natura, mare e attività geologica.

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Vista di Panarea e delle nuove scoperte su mappa

Le immagini raccolte dal robot subacqueo hanno mostrato emissioni di gas diffuse lungo le pareti del cratere e nella sua parte più profonda, oltre a un’intensa attività dei nuovi camini idrotermali. Le strutture individuate presentano caratteristiche simili a quelle della celebre area Smoking Land, scoperta nel 2015 nei pressi dell’isolotto di Basiluzzo.

Oltre agli aspetti geologici, la missione ha fornito anche le prime informazioni sulle comunità biologiche che popolano questi ambienti estremi, aprendo nuove possibilità di studio sugli ecosistemi marini delle Eolie. Per chi visita Panarea, questa scoperta rappresenta un ulteriore tassello dell’incanto dell’isola: un luogo dove il paesaggio non si limita alla superficie, ma continua anche sotto il livello del mare, raccontando una storia millenaria fatta di vulcani, trasformazioni naturali e biodiversità. Per i ricercatori, il ritrovamento costituisce un passo fondamentale per comprendere meglio l’evoluzione del complesso vulcanico di Panarea, aggiornare gli scenari di monitoraggio e approfondire il rapporto tra attività idrotermale e biodiversità marina in uno dei tratti di mare ancora oggi più misteriosi del Mediterraneo.

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