Ravenna cerca 100 esploratori per un viaggio gratuito all’insegna del turismo sostenibile

La città apre le candidature per il 2027: i selezionati saranno ospiti per cinque giorni e potranno scoprire il territorio tra mosaici, natura, mare e attività sostenibili

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Francesca Pasini

Content writer & Travel Expert

Laureata in Gestione delle Arti e delle Attività Culturali, vive tra Italia e Spagna. Curiosa per natura, ama scrivere di storie che la appassionano.

Cinque giorni per scoprire una delle città d’arte più affascinanti dell’Emilia-Romagna, tra mosaici patrimonio UNESCO, itinerari nella natura, esperienze in bicicletta e paesaggi che arrivano fino al mare. Ma questa volta non si tratta di una normale vacanza: Ravenna cerca 100 viaggiatori disposti a diventare esploratori, vivendo in prima persona le proposte del territorio e contribuendo a renderle più sostenibili e accessibili

Il Comune ha infatti aperto le candidature per la seconda edizione del progetto europeo Footprints, che nel 2027 raddoppierà il numero dei partecipanti rispetto alla prima sperimentazione. A chi verrà selezionato sarà offerta l’ospitalità per un soggiorno di cinque giorni, durante il quale potrà conoscere la destinazione e condividere impressioni e suggerimenti per migliorare l’esperienza turistica, in un’ottica di sostenibilità.

Come candidarsi per trascorrere cinque giorni a Ravenna con l’ospitalità offerta

Sono 100 i posti disponibili per la nuova edizione di Esploratrici ed Esploratori di Footprints, il progetto europeo promosso dal Comune di Ravenna per sperimentare un nuovo modello di turismo sostenibile. Dopo aver coinvolto 50 persone nel 2026 (25 italiani e 25 stranieri di diversi Paesi), la città ha deciso di raddoppiare il numero dei partecipanti per il 2027, ampliando così il campione di visitatori chiamati a testare i servizi e le esperienze del territorio.

Le candidature sono aperte fino al 6 dicembre 2026 e possono essere presentate online attraverso il sito ufficiale del turismo di Ravenna, sia in italiano sia in inglese. I partecipanti selezionati saranno ospiti della città per cinque giorni e avranno la possibilità di esplorarne le diverse anime, contribuendo con le proprie osservazioni e le proprie esperienze a migliorare l’offerta turistica. Hotel, pasti e 4 esperienze sono organizzati e offerti dal progetto.

Cosa faranno i 100 esploratori a Ravenna

Non sarà soltanto un viaggio alla scoperta delle bellezze della città, ma anche un’occasione per sperimentare nuovi modi di vivere una destinazione. Durante i cinque giorni di permanenza, gli esploratori potranno cimentarsi in diverse attività, dal birdwatching agli itinerari in bicicletta, passando per la scoperta dei celebri mosaici, dell’arte, degli ambienti naturali e della costa.

Il loro compito sarà osservare e testare l’esperienza turistica nel suo complesso: dagli spostamenti all’interno del territorio all’accessibilità delle informazioni, dall’accoglienza all’arrivo fino alla fruizione delle attività culturali e all’aperto. Al termine delle esperienze, saranno chiamati a condividere impressioni, suggerimenti ed eventuali criticità incontrate durante la visita.

L’iniziativa rientra in Footprints, progetto europeo coordinato dal Comune di Ravenna e finanziato attraverso la European Urban Initiative – Innovative Actions, in programma fino a maggio 2028. L’obiettivo è rendere la città una destinazione sostenibile, nella quale le scelte rispettose dell’ambiente e della comunità locale siano anche le più semplici da compiere per chi viaggia.

Tra le azioni previste figurano la realizzazione di tre welcome hub dedicati all’accoglienza e alla mobilità sostenibile, nuovi percorsi e spazi urbani più accessibili e un catalogo di esperienze inclusive. È inoltre prevista una piattaforma digitale con meccanismi di gioco e ricompensa per incentivare comportamenti responsabili da parte dei visitatori (seguendo le orme di Copenhagen con il suo CopenPay)

L’obiettivo di Ravenna, Capitale Italiana del Mare 2026, è quella di distribuire meglio i flussi turistici tra i diversi luoghi e le stagioni dell’anno, evitando che le presenze si concentrino soltanto nelle aree più frequentate. Un modello che punta a tutelare il patrimonio culturale e naturale, migliorando allo stesso tempo la qualità della visita e la vita quotidiana dei residenti.

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