Perché organizzare un viaggio nel Bhutan quest’anno

Il Bhutan premiato all’ITB di Berlino: tra monasteri himalayani, natura incontaminata e festival spirituali, ecco perché visitarlo ora

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Flavia Cantini

Content writer & Travel Expert

Content Writer specializzata nel Travel. Per lei il successo è fare da grandi ciò che si sognava da bambini e se, scrivendo, riesce ad emozionare, ha raggiunto il suo obiettivo.

C’è un piccolo regno tra le montagne dell’Himalaya dove il turismo non è mai stato pensato come una semplice industria, ma come un incontro rispettoso tra viaggiatori, natura e cultura.

È il Bhutan, un Paese che negli ultimi anni ha attirato l’attenzione del mondo proprio per la sua visione unica del viaggio: infatti, l’esperienza non è costruita attorno al consumo del territorio, ma alla sua tutela.

Il premio come destinazione dell’anno

Nel 2026 un simile approccio è stato nuovamente riconosciuto a livello internazionale. Durante l’ITB di Berlino, una delle più importanti fiere mondiali dedicate al turismo, il Bhutan è stato premiato come “Destinazione dell’Anno – Esperienze Terrestri”, in quanto la natura non fa da “sfondo delle attività turistiche”, ma viene considerata un vero e proprio partner dell’esperienza di viaggio.

Ma non soltanto. Il direttore del Dipartimento del Turismo, Damcho Rinzin, ha ricevuto anche il PATWA Gold Award per il Turismo Ecologico nella Regione Himalayana, consegnato dalla Pacific Area Travel Writers Association.

I PATWA International Travel Awards celebrano governi, destinazioni e organizzazioni che si distinguono nella promozione di un turismo di qualità, premiando l’eccellenza in ambiti che vanno dall’aviazione all’ospitalità fino alla gestione sostenibile delle destinazioni. Per il Bhutan si tratta del secondo riconoscimento ottenuto nell’ambito di questi premi, un segnale che ne conferma la posizione tra i protagonisti mondiali del turismo responsabile.

Cosa vedere e fare in Bhutan

Nel 2026 il Bhutan si conferma come una delle destinazioni più affascinanti dell’Asia per chi desidera vivere un viaggio che unisca natura incontaminata, spiritualità e cultura millenaria. Immerso tra le vette dell’Himalaya, il piccolo regno è celebre per la filosofia della Felicità Interna Lorda, un indicatore che mette al centro il benessere della popolazione piuttosto che la sola crescita economica.

Ed è anche un esempio di sostenibilità ambientale: è infatti uno dei pochi Stati al mondo a emissioni di carbonio negative, grazie a un patrimonio naturale straordinario. Circa il 72% del territorio è ricoperto da foreste protette, un mosaico di ecosistemi che spazia dalle vallate subtropicali alle cime innevate.

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Il monastero Taktsang, celebre Nido della Tigre

Cosa vedere

Tra i luoghi simbolo spicca il Paro Taktsang, conosciuto come il celebre Nido della Tigre, il monastero aggrappato a una parete rocciosa a oltre 900 metri sopra la valle di Paro: secondo la tradizione buddhista, fu qui che il maestro Guru Rinpoche arrivò in volo sul dorso di una tigre per meditare in una grotta.

Altrettanto suggestivo è il Punakha Dzong, uno dei complessi monastici più spettacolari, alla confluenza dei fiumi Pho Chhu e Mo Chhu: imponente palazzo-monastero, si distingue per l’architettura tradizionale e per il ruolo storico che ha avuto nella vita politica e religiosa del Bhutan.

La capitale Thimphu è invece il volto contemporaneo del Paese: da vedere il Tashichho Dzong, sede del governo e centro religioso, il gigantesco Buddha Dordenma, statua alta oltre cinquanta metri che domina la valle dall’alto di una collina, e interessanti musei come il Folk Heritage Museum, dedicato alla vita rurale tradizionale, e il Bhutan Post Office Museum, che racconta la storia del servizio postale del regno. Nei dintorni si può visitare anche la Riserva Reale del Takin, dedicata all’animale nazionale, una curiosa specie che ricorda una via di mezzo tra un bovino e un’antilope.

Come non citare, poi, i panorami: si va dal Passo Dochula, a oltre 3.000 metri di altitudine, dove sorgono 108 piccoli stupa bianchi che si stagliano contro il cielo limpido, alla Valle di Phobjikha, un’ampia valle glaciale abbracciata da montagne dove ogni inverno arrivano le rare gru dal collo nero, considerate sacre dalla tradizione locale.

Cosa fare

Il Bhutan è una destinazione ideale per gli amanti del trekking: i sentieri attraversano foreste incontaminate, villaggi remoti e panorami himalayani che non si possono dimenticare, con itinerari che possono variare da semplici escursioni giornaliere a lunghi percorsi tra le montagne.

Un viaggio qui permette anche di immergersi nella dimensione spirituale del buddhismo himalayano: visitare templi e monasteri, incontrare monaci e partecipare a momenti di meditazione sono esperienze che permettono di entrare in contatto con una cultura radicata nella spiritualità.

L’artigianato, infine, occupa un posto centrale: nella scuola di arti e mestieri Zorig Chusum, gli studenti apprendono le tredici arti tradizionali del Paese, dalla pittura religiosa alla scultura, dalla lavorazione del legno alla tessitura.

Il calendario culturale è animato da eventi che rendono il viaggio ancora più speciale. Svariati Tshechu, i noti festival religiosi con danze in maschera e grandi arazzi sacri, scandiscono l’anno: tra i più importanti figurano il Punakha Tshechu, in programma dal 27 febbraio al 1 marzo, il Paro Tshechu dal 29 marzo al 2 aprile con la spettacolare esposizione del Thongdrel, il festival di Tharpaling il 3 marzo e il Chorten Kora Tshechu celebrato il 3 e il 29 marzo.

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